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La sfida di Galvagno alle opposizioni: “Ritiro tutto tranne la limitazione del voto segreto, ma non usatelo per bocciarmela”

La sfida di Galvagno alle opposizioni: “Ritiro tutto tranne la limitazione del voto segreto, ma non usatelo per bocciarmela”
Gaetano Galvagno

“Lascio solo la limitazione del voto segreto, per farne scrivere una alle opposizioni ma chiedo che per la proposta sul voto segreto non ci sia qualcuno che faccia la richiesta di voto segreto per l’abolizione della proposta”

Io Cateno non so se lo amo o lo odio”, ha detto Gaetano Galvagno scherzando dal palco del teatro Politeama di Palermo. Il riferimento è ai 37 gradi che segna il termometro nel capoluogo, ed al dunque dell’ironia il presidente dell’Ars ha manifestato la propria stima – oltre che amicizia – nei confronti del leader di Sud chiama Nord per essere riuscito a fare sold out del Politeama malgrado il clima e la sofferenza che ne conseguiva.

In linea con il suo humor, il presidente Galvagno ha ricordato i tre teatri pieni il 18 gennaio a Caltagirone invitando Cateno De Luca ad organizzare il prossimo evento a Lampedusa, “e vediamo se riuscirai a riempire anche Lampedusa”. Ma dai convenevoli con annessi attestati di stima, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana è passato presto ad una risposta agli esponenti dell’opposizione regionale presenti, critici verso l’attività legislativa della maggioranza, lanciando anche una sfida plateale riguardo la riforma del regolamento interno del Parlamento siciliano.

Leale e corretto verso Schifani

“Io non sono qui per dare pagelle a nessuno, credo di essere la persona più leale e corretta nei confronti del presidente della Regione Renato Schifani, credo che sia stato detto anche qui dentro, da segretari o da persone che non fanno parte di questa maggioranza, che c’é stato sempre grande lavoro, non nell’interesse di qualcuno ma nell’interesse del senso di responsabilità”.

Così Gaetano Galvagno, spostandosi progressivamente dalle battute con cui ha rotto il ghiaccio con il pubblico in sala e dal riconoscimento nei confronti dei risultati alle amministrative di Sud chiama Nord ben al di là dei sondaggi verso la questione legislativa regionale.

Il Cinque stelle Sunseri adulato da Galvagno e De Luca

Premesso un pubblico plauso alle “innate competenze” del Cinque stelle Luigi Sunseri, condivise da Cateno De Luca che lo definisce suo assessore al Bilancio ideale in un ipotetico governo De Luca, Gaetano Galvagno ha sottolineato un merito trasversale di responsabilità politica che trova in tal senso uniti maggioranza e opposizione: “Approvare la legge di stabilità entro il 31 dicembre dovrebbe essere la normalità, una cosa scontata, però è da quarant’anni che non si faceva per tre anni di fila. E se questo si è fatto vuol dire che c’é stato un lavoro da parte di tutti, e non mi prendo il merito io ma anzi lo do alle opposizioni che sono state molto dialoganti e con le quali si è potuto fare qualcosa nell’interesse veramente di tutti”.

L’appello di Galvagno per la prossima legislatura

In conclusione, dopo l’invito a chiunque alla massima considerazione di Cateno De Luca in qualunque coalizione politica, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana ha rivolto ai presenti “un piccolo appello” che ha presto assunto i tratti della sfida: “Ho ascoltato tutti gli interventi, e mi fa piacere che forse c’é ancora qualche segretario di partito qui all’interno di questa bellissima location che oggi ci ospita. Io ho lavorato tre anni e otto mesi facendo delle cose che per qualcuno è poco e per altri forse, se sanno leggere bene le cose, è anche un po’ ‘tantino’ rispetto a quelle che sono le grandi fragilità e le grandi criticità che ci sono in Aula.

Faccio un appello ai segretari di partito, soprattutto dell’opposizione e spiego il perché. Qualche mese fa ho depositato all’interno della commissione per il Regolamento un disegno di legge, e non vale per questa legislatura, l’ho specificato, è per chi ci sarà dopo. Può essere il centrosinistra, può essere il centrodestra, io magari tornerò a fare serate, non so cosa farò con il mio partito, se sarò ricandidato, se mi ricandido. Però l’ho messa a disposizione di chi potrà governare la prossima volta questa terra”.

La sfida del presidente dell’Ars sul Regolamento interno

Gaetano Galvagno definisce a questo punto come “la cosa più nobile che si possa fare” il creare le condizioni per agevolare il successivo governo senza sapere chi sarà, a quale schieramento apparterrà. A questo punto, quello annunciato come appello diventa sfida alle opposizioni: “Io ritiro tutte le proposte che ho fatto per tenerne soltanto una, la limitazione del voto segreto, per farne scrivere una alle opposizioni e la richiesta è soltanto che per la proposta sul voto segreto non ci sia qualcuno che faccia la richiesta di voto segreto per l’abolizione della proposta. Questa è la sfida che io lancio e sono curioso nel vedere se tutti i segretari di partito saranno così attenti su quella che deve essere la trasparenza, su quello che deve essere legittimo, chiaro. Sono curioso di sapere chi chiederà eventualmente il voto segreto. Io ritiro tutte le mie proposte, ma presentatene una ed è a valere per la prossima legislatura”.

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