Galati Marina e S. Margherita messa in sicurezza a rallentatore - QdS

Galati Marina e S. Margherita messa in sicurezza a rallentatore

Lina Bruno

Galati Marina e S. Margherita messa in sicurezza a rallentatore

venerdì 02 Luglio 2021 - 00:01

Gli interventi per la sistemazione della costa continuano a fare i conti con una serie di intoppi burocratici che continuano a comprometterne l’avanzamento. I residenti chiedono una svolta

MESSINA – Ancora ritardi, rallentamenti, vincoli. L’iter per i lavori di messa in sicurezza del litorale di Galati Marina e Santa Margherita, villaggi nella zona Sud della città, non riesce a uscire da quel pantano burocratico in cui si trova da almeno due anni.

A dare lo stop stavolta è stata la mancanza di un parere di monitoraggio ambientale dell’Arpa, da produrre “ante operam”. Una prescrizione, questa, regolarmente indicata nel parere rilasciato dalla Commissione Via già da qualche mese e quindi conosciuta. Perché allora non attivarsi subito per evitare il fermo del cantiere? La documentazione chiesta pare sia stata adesso trasmessa con le indicazioni del Commissario per il Dissesto idrogeologico Maurizio Croce e si attende che dall’Arpa arrivi, entro metà luglio, il via libera definitivo ai lavori e senza altra richiesta di integrazioni.

“Con il passare del tempo – sottolinea Giulia Ingegneri, presidente del Comitato Salviamo Galati Marina – la situazione diventa sempre più critica. Le condizioni di rischio sono aumentate e per fortuna quest’inverno il mare ci ha risparmiato, ma non possiamo continuare a vivere nella paura”.

Gli abitanti del borgo in questi anni si sono sentiti poco considerati da chi amministra il territorio. Nessuna attenzione per le imprese del luogo, che ormai sopravvivono a stento, messe in ginocchio non soltanto dal Covid ma anche dai danni subiti dal mare.

Nel giugno del 2020, secondo il primo cronoprogramma, sarebbero dovuti partire gli interventi, ma a luglio del 2021 i componenti del Comitato si ritrovano ancora a denunciare intoppi e un fermo dei lavori, iniziati solo formalmente da poco più di un mese. “Vogliamo mantenere alta l’attenzione e denunciare l’assenza di qualsiasi tipo di intervento concreto sui luoghi, a parte qualche comparsa di un mezzo meccanico, di cui non si comprende il fine operativo” hanno ribadito alla manifestazione di sensibilizzazione, tenutasi sabato scorso sul litorale del borgo marinaro e a cui erano stati invitati anche rappresentanti istituzionali. Erano presenti soltanto due esponenti del M5s, il deputato regionale Antonio De Luca e la senatrice Grazia D’Angelo.

Interessanti alcuni passaggi: a luglio del 2020 è stato pubblicato il bando e l’affidamento al Consorzio stabile Vitruvio Scarl è arrivato a novembre. Sono partite le indagini specialistiche completate a dicembre e dopo sessanta giorni è stato disponibile il progetto esecutivo. Tra i pareri acquisiti, però, mancava quello della Soprintendenza del Mare, quindi si arriva a febbraio 2021 ed è comunque impossibile procedere. Ad ottobre 2020, invece, mancava la Valutazione d’impatto ambientale. Si è superato anche questo ostacolo e il 14 aprile, racconta Giulia Ingegneri, finalmente sono stati consegnati i lavori al Consorzio e il 3 maggio è anche arrivato il primo mezzo.

“Il 24 maggio – racconta ancora Ingegneri – abbiamo assistito a un annuncio trionfale dell’avvio dei lavori con la presenza del sindaco. Si è parlato anche della posa del primo pennello. Tuttavia con nostro grande rammarico, ancora una volta, ci si è dovuti scontrare con la macchina ‘malata’ della burocrazia e della politica”.

L’intervento tanto atteso per fermare l’erosione prevede una barriera soffolta con l’inserimento del materiale di risulta dei dragaggi del porto di Tremestieri, che permetterebbe il rinascimento della costa, da Santa Margherita a Galati. Per quest’opera, dei 4,5 milioni di euro stanziati a suo tempo, sono previsti in appalto circa un milione 700 mila euro. Negli anni infatti si è attinto da quel finanziamento per gli interventi tampone serviti a poco. Gli abitanti di Galati si chiedono adesso se quelle risorse saranno sufficienti per un’opera che garantisca definitivamente la loro salvaguardia. La situazione è cambiata rispetto agli ultimi rilievi fatti per stabilire posizionamento e quantità di massi. È possibile quindi che sia necessaria un’integrazione del finanziamento per completare la barriera. I lavori da contratto dovrebbero essere completati in 365 giorni a partire dalla consegna del cantiere, ma da aprile a oggi, sostengono i componenti del Comitato, è stato fatto ben poco.

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