Coronavirus, Gardaland, alle strette, Parco guarda al 2021 con ottimismo - QdS

Coronavirus, Gardaland, alle strette, Parco guarda al 2021 con ottimismo

redazione

Coronavirus, Gardaland, alle strette, Parco guarda al 2021 con ottimismo

martedì 03 Novembre 2020 - 00:00
Coronavirus, Gardaland, alle strette, Parco guarda al 2021 con ottimismo

Il cantiere del Legoland water park è quasi ultimato. La struttura contribuirà a far ripartire l’economia del lago di Garda

CASTELNUOVO DEL GARDA (VR) – Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni anti Coronavirus, Gardaland ha chiuso anticipatamente la stagione con riferimento al parco, a Sea life aquarium e agli hotel, rinunciando agli ultimi due weekend di Magic Halloween all’evento Magic Winter. Una rinuncia, quest’ultima in particolare, dettata dal fatto che non ci sarebbero i tempi tecnici per dare il via all’evento invernale che necessita di tempistiche di attuazione e allestimento più lunghe.

“Comprendiamo – ha dichiarato Aldo Maria Vigevani, amministratore delegato di Gardaland – la delicatezza della situazione attuale e rispettiamo le misure a tutela della salute dei cittadini. Nonostante questo però crediamo fermamente nel funzionamento del protocollo di sicurezza da noi sviluppato e nelle modalità operative adottate per tutelare la salute dei nostri visitatori e dei dipendenti”.

Gardaland è stato infatti il primo parco divertimenti italiano a studiare un protocollo ad hoc che permettesse di riaprire in sicurezza con l’apertura prolungata durante l’estate e gli eventi di Gardaland Oktoberfest e Gardaland Magic Halloween.

“Ritenevamo importante – ha aggiunto – continuare a investire e a pianificare gli eventi che sono diventati ormai un appuntamento fisso del calendario del Parco, senza mai perdere di vista l’obiettivo di regalare ai nostri ospiti momenti di divertimento e spensieratezza in totale sicurezza. Naturalmente l’emergenza sanitaria ha creato una serie di difficoltà e diversi ostacoli che Gardaland, che da solo sviluppa un giro d’affari pari ad un terzo del fatturato globale di tutti i parchi divertimenti italiani, si è trovato ad affrontare. Prima del lockdown di marzo, Gardaland era infatti pronto a inaugurare la nuova stagione, prevista per il 28 dello stesso mese, ma l’emergenza ha comportato il fermo dell’attività e un periodo di incertezza sulle prospettive future”.

Per questo motivo, “i manager del parco si sono messi alla prova per studiare le misure necessarie e, dopo aver trasformato radicalmente le modalità operative e aver elaborato un protocollo di sicurezza insieme a enti, autorità ed esperti nel campo, Gardaland ha potuto riaprire il 13 giugno, affrontando peraltro spese straordinarie per circa 1 milione di euro oltre a quelle già previste per l’apertura. Il protocollo prevedeva la misurazione della temperatura corporea all’ingresso, l’obbligo per tutti di indossare mascherine di protezione, la fornitura ai dipendenti degli schermi di protezione, l’installazione di barriere in plexiglass, la distribuzione di dispenser igienizzanti, la sanificazione continua di tutte le aree ma anche delle attrazioni dopo ogni giro, le misure per l’opportuno distanziamento con segnaletica lungo le vie del parco e nei percorsi per accedere alle attrazioni e l’utilizzo di app per code virtuali”.

“Il protocollo – ha sottolineato Vigevani – imponeva anche il contingentamento degli ingressi con prenotazione obbligatoria e l’apertura delle sole attrazioni all’aperto. Tutto ciò, in aggiunta al ritardo di oltre due mesi nell’apertura del Parco, ha purtroppo comportato una diminuzione di circa il 50% della forza lavoro del Parco che, in alta stagione, raggiunge solitamente il numero massimo di 1.500 persone, tra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali. Il prolungamento dell’orario di apertura, l’aumento della capienza massima giornaliera e l’apertura di nuove attrazioni durante l’estate aveva anche permesso l’assunzione di circa 200 lavoratori stagionali in più che purtroppo, con la chiusura anticipata, vengono ulteriormente penalizzati”.

“Il protocollo di sicurezza – ha precisato – ha però funzionato in maniera eccellente: i nostri ospiti si sono sentiti al sicuro e hanno apprezzato gli sforzi fatti. A dimostrazione, proprio nel 2020 abbiamo raggiunto il quarto posto nella classifica, stilata dall’Istituto tedesco qualità e finanza, delle aziende italiane top 20, ovvero quelle con il maggior gradimento da parte degli italiani per il servizio offerto”.

È altrettanto vero che molti visitatori, preoccupati per il contagio, hanno preferito rimandare la propria visita al Parco e la stagione si è conclusa con un calo dell’affluenza rispetto agli anni precedenti. L’emergenza sanitaria e il lockdown iniziato a marzo hanno comportato anche l’interruzione temporanea dei lavori presso il cantiere di Legoland water park Gardaland, il parco acquatico a tema Lego per cui Gardaland ha investito 20 milioni di euro e che avrebbe dovuto essere inaugurato lo scorso maggio. I lavori di costruzione sono ricominciati non appena è stato possibile e stanno per essere ultimati.

Il cantiere di Legoland water park – ha evidenziato Vigevani – l’unico parco acquatico Lego in Europa, comunque prosegue e anzi i lavori stanno arrivando alla conclusione. Ora vogliamo guardare al prossimo anno con fiducia, certi che l’importanza internazionale del marchio Lego contribuirà a far ripartire non solo Gardaland ma anche l’economia di tutto il bacino del lago di Garda, con le innumerevoli strutture ricettive che ruotano intorno al Parco, un distretto in cui il turismo è la prima fonte di sostentamento del mercato”.

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