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Gatto infetta un uomo con l’influenza aviaria H5N1: è una delle malattie “a rischio pandemico”

Gatto infetta un uomo con l’influenza aviaria H5N1: è una delle malattie “a rischio pandemico”

Secondi i virologi del caso, l’H5N1 è tra i principali candidati per innescare una prossima crisi pandemica, creando un pericolo ben più alla portata rispetto al celebre ceppo Andes dell’hantavirus, virus di cui si parla in queste ore.

L’allarme arriva direttamente dagli USA, dove è stato ufficializzato il primo caso al mondo di trasmissione da virus dell’influenza aviaria A – H5N1– ad alta patogenicità HPAI da un gatto domestico all’uomo. Si tratta di un gatto, un felino gravemente malato per l’infezione, nota per il rischio pandemia, che ha contagiato un uomo, ovvero il veterinario.

Secondi i virologi del caso, l’H5N1 è tra i principali candidati per innescare una prossima crisi pandemica, creando un pericolo ben più alla portata rispetto al celebre ceppo Andes dell’hantavirus, virus di cui si parla in queste ore.

Il caso di contagio da gatto domestico a uomo: il virus su un veterinario negli Stati Uniti

A certificare il contagio dell’uomo negli USA, e il fatto che sia stato contagiato da un gatto domestico positivo al virus dell’influenza aviaria A H5N1 è stato in team di ricerca guidato dagli esperti dell’Epidemic Intelligence Service dei Centers for Disease Control and Presentino (CDC), in collaborazione con diversi istituti.

A chiusura di tutti i vari test su una ventina di gatti e alcuni volontari, un uomo è risultato positivo al test dell’influenza aviaria A H5N1, un veterinario che ha avuto sotto cura uno dei gatti deceduti. Il felino, che presentava sintomi come polmonite e emorragie retiniche e cecità, avrebbe infatti “passato” il virus all’uomo, che non è stato assolutamente esposto ad altri animali colpiti dal virus aviaria A H5N1. Nonostante la positività ai test, l’uomo non presenta sintomi ed è il suo il primo caso al mondo di contagio da gatto a uomo del virus. Va evidenziato, naturalmente, che nonostante questa malattia sia a rischio “pandemico”, il virus al momento è considerato di basso rischio per la popolazione generale, ma non andrà assolutamente preso alla leggera in futuro data la sua alta capacità di creare pericoli.

Le “cause” del virus

Il virus, conosciuto da alcuni anni come il A H5N1, ha dato vita a una strage di uccelli, volatili marini e da allevamento, ed è stato nel tempo riscontrato anche su animali come volpi, orsi polari, bovini, ermellini, foche, mentre dal 2023 si registrano sempre più casi sui gatti, anche domestici, probabilmente a causa del consumo (questo è solo un caso di studio di chi si occupa della vicenda) di latte o carne cruda.

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