Roma, 14 mag. (askanews) – È stata completata nelle città di Messina e Reggio Calabria l’installazione delle nuove reti degli Osservatori Sismici Urbani (OSU), sviluppate dal Centro di Monitoraggio Sismico Urbano e delle Infrastrutture (CMSU) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nell’ambito del progetto PNRR MEET dell’Ente. Questa installazione rappresenta uno dei principali interventi nazionali dedicati al monitoraggio sismico urbano in tempo reale e conferma il ruolo dell’INGV nello sviluppo di sistemi integrati di osservazione e mitigazione del rischio sismico. Le reti sismiche urbane dello Stretto comprendono attualmente 38 stazioni accelerometriche distribuite sul territorio urbano (23 a Messina e 15 a Reggio Calabria), prevalentemente ospitate negli spazi di istituti scolastici di vario ordine e grado, le cui installazioni sono state rese possibili anche grazie alla collaborazione dei Comuni e degli enti territoriali coinvolti.
Le stazioni, integrate con la Rete Sismica Nazionale e Regionale dell’INGV, sono dotate di sensori accelerometrici ad alta dinamica e sistemi di acquisizione che consentono la trasmissione continua dei dati alle Sale Operative dell’Istituto.
Le nuove reti degli OSU consentono il monitoraggio in tempo reale del moto del suolo e l’analisi della risposta sismica locale delle aree urbane dello Stretto e degli edifici scolastici monitorati, in una delle aree a più elevata pericolosità sismica del Mediterraneo, storicamente interessata da terremoti distruttivi come quello del 28 dicembre 1908. “Gli Osservatori Sismici Urbani rappresentano una nuova generazione di infrastrutture capaci di osservare il moto del suolo direttamente all’interno delle città e, se integrate con sistemi di monitoraggio strutturale (Structural Health Monitoring, SHM), di analizzare anche la risposta degli edifici durante gli eventi sismici”, spiega Fabio Florindo, Presidente dell’INGV. “Queste reti consentono di migliorare la conoscenza degli effetti locali e di rafforzare gli strumenti operativi per la gestione dell’emergenza e la mitigazione del rischio”.
A differenza delle tradizionali reti sismiche dell’INGV, progettate principalmente per la localizzazione dei terremoti, gli Osservatori Sismici Urbani permettono di studiare la distribuzione dello scuotimento a scala urbana, evidenziando variazioni locali legate alle caratteristiche geologiche, agli effetti di sito e alla risposta delle infrastrutture e degli edifici. Gli OSU possono inoltre contribuire allo sviluppo di approcci impact-based, vale a dire basati sulla valutazione rapida degli effetti reali del sisma sul territorio, e di strumenti innovativi per il monitoraggio strutturale e la gestione delle emergenze, supportando le attività di protezione civile attraverso dati osservati in real time.
Le reti dello Stretto si inseriscono in una linea di sviluppo tecnologico e scientifico avviata dall’INGV a Catania con la prima rete sismica urbana permanente italiana installata nel centro storico della città, successivamente estesa anche ad alcune delle aree a maggiore pericolosità sismica e vulcanica del Paese: i Campi Flegrei (Napoli), Messina e Reggio Calabria. “Le reti e le installazioni sviluppate dall’INGV non risolvono il problema della sicurezza strutturale delle scuole, che richiede programmi sistematici di verifica, manutenzione e miglioramento o adeguamento sismico delle strutture strategiche frequentate quotidianamente da migliaia di studenti, docenti e personale scolastico”, sottolinea Domenico Patanè, Dirigente di Ricerca dell’INGV e Coordinatore scientifico delle attività del CMSU. “Il monitoraggio continuo delle strutture in area urbana rappresenta tuttavia uno strumento complementare sempre più importante nell’ambito della prevenzione e della mitigazione del rischio sismico, poiché consente di acquisire dati sullo scuotimento effettivamente registrato nei diversi quartieri urbani e sulla possibile risposta degli edifici, supportando valutazioni più rapide e mirate sugli effetti reali del terremoto e contribuendo a migliorare la gestione delle emergenze sismiche”.
“Le esperienze avviate a Messina e Reggio Calabria, dopo quelle sviluppate a Catania e ai Campi Flegrei, dimostrano come il monitoraggio sismico urbano possa rappresentare uno strumento concreto di supporto alla mitigazione del rischio sismico, alla protezione civile e alla gestione delle emergenze. In un Paese ad elevata pericolosità sismica come l’Italia, caratterizzato da un patrimonio edilizio spesso vulnerabile e vetusto, è sempre più necessario promuovere un piano programmatico nazionale che integri progressivamente gli interventi di verifica e adeguamento strutturale con sistemi avanzati di osservazione sismica e strutturale diffusi sul territorio, a partire dagli edifici strategici e dalle scuole”, conclude il Presidente Florindo.

