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Gela, burocrazia, il Porto Rifugio resta insabbiato

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Gela, burocrazia, il Porto Rifugio resta insabbiato

venerdì 19 Giugno 2020 - 00:00
Gela, burocrazia, il Porto Rifugio resta insabbiato

Amministrazione comunale di Gela al lavoro per cercare di sbloccare gli interventi di dragaggio. Nei giorni scorsi un confronto in videoconferenza con Regione, Arpa e Protezione civile

GELA (CL) – Il futuro del Porto Rifugio è ancora legato alle tante promesse di rilancio fatte negli ultimi anni ma, purtroppo e per tante ragioni, rimaste tali.

Un’area che potrebbe rappresentare un incredibile volano di sviluppo per il territorio e su cui l’Amministrazione comunale retta dal sindaco Lucio Greco sta concentrando la propria attenzione con l’obiettivo di rendere finalmente concrete le operazioni di dragaggio per un definitivo rilancio. Nei giorni scorsi, proprio con questo obiettivo, si sono riuniti in viedoconferenza l’Amministrazione comunale, con in testa lo stesso primo cittadino, i dirigenti di Ispra, Arpa Caltanissetta e Protezione civile regionale.

Il progetto di circa 6 milioni di euro è bloccato dalla diversa valutazione dei sedimi della sabbia da dragare. Regione e Arpa, infatti, hanno fornito due modellazioni diverse e, nel caso dell’Arpa, con condizioni peggiorative. Uno stallo e difformità di valutazioni che rischiano di bloccare l’iter e penalizzare l’economia gelese.

Uno spiraglio si è però aperto dopo il confronto, visto che Regione e Arpa si sono impegnati a fornire due pareri separati, entro una decina di giorni circa, per sbloccare il progetto. Un’opportunità non soltanto a lavori ultimati, ma anche durante gli stessi dal punto di vista occupazionale.

“Il dragaggio – hanno sottolineato dal Comune – una volta acquisito lo studio idrodinamico delle correnti, sarà trasmesso ai ministeri dell’Ambiente e dei Trasporti e Infrastrutture per l’approvazione, insieme alla validazione dell’Arpa sulle attività di caratterizzazione dei sedimenti e al progetto di bonifica”.

Si spera che le tempistiche appena illustrate corrispondano finalmente a verità e che il progetto non resti arenato tra le secche della burocrazia. Per l’economia locale sarebbe devastante, oltre che paradossale.

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