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Giansanti:risorse Ue e nazionali per evitare inflazione alimentare

Giansanti:risorse Ue e nazionali per evitare inflazione alimentare

Su Mercosur necessario ttelare la reciprocità

Roma, 8 ott. (askanews) – Trovare le risorse, in Europa e a livello nazionale, per mettere gli agricoltori nelle condizioni di produrre di più e competere sui mercati internazionali. Questa è la priorità evidenziata oggi al Corriere della Sera da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, recentemente riconfermato alla guida del COPA (l’Associazione di rappresentanza delle principali organizzazioni agricole europee).

Interrogato sulla prossima Legge di Bilancio, Giansanti sottolinea: “la manovra deve contenere due elementi fondamentali. Vanno trovate le risorse per l’agevolazione dell’Irpef in agricoltura. Il secondo punto è procedere con il ripristino di Agricoltura 4.0, ossia le risorse per le imprese che investono in innovazione e tecnologia attraverso un credito d’imposta”. In Europa, è necessario lo stanziamento di un budget adeguato alle sfide e che l’agricoltura torni asset strategico. “La guerra nello stretto di Hormuz, oltre a generare un enorme danno in termini di costo dell’energia e dei fertilizzanti, rischia di far esplodere l’inflazione alimentare per mancanza di produzione. I prossimi due anni saranno fondamentali nella definizione del quadro finanziario e delle risorse per la politica agricola comune”.

Sugli accordi internazionali, il presidente di Confagricoltura ribadisce la necessità di tutelare la reciprocità. In merito al Mercosur, “avevamo segnalato che era necessario incrementare i livelli di controllo e tutela delle produzioni e degli standard da noi adottati all’interno dell’Unione europea. Non a caso sono state scoperte nel porto di Atene carni brasiliane con presenza di antibiotici vietati, come conseguenza è stato disposto il blocco dell’export di carne sul territorio europeo da parte dei Paesi sudamericani».

Giansanti conclude evidenziando le maggiori preoccupazioni per le imprese del settore: energia e clima. “Oltre all’incremento del costo energetico pari al 100%, preoccupa il cambiamento climatico. Il caldo ricorrente ha condizionato le produzioni agricole, con un aumento dei costi e una diminuzione dei ricavi”.