Milano, 2 nov. (askanews) – A nord del centro di Kyoto, Ohara accoglie i visitatori con un paesaggio rurale punteggiato da templi storici, giardini e coltivazioni. Da secoli luogo di ritiro e ricerca di quiete, questa zona offre un’occasione per rallentare il ritmo del viaggio e riscoprire il legame tra cucina e territorio.
Le protagoniste della tavola sono le Ohara yasai, le verdure coltivate localmente, che ristoranti e caffè ricavano dai raccolti stagionali per creare piatti semplici e ricchi di sapore. Un patrimonio gastronomico che comprende anche lo shibazuke, una preparazione tradizionale di verdure fermentate legata alla storia culinaria della zona che ha una sua varietà estiva (fresca e vibrante), e una invernale (dolce e profonda).
Lo shibazuke destinato al consumo nella stagione fredda fermenta nei barili di cedro per diversi mesi. Con il passare del tempo, le note più aspre dell’acidità si ammorbidiscono, lasciando spazio a un sapore umami profondo e complesso. Il colore si scurisce in una tonalità prugna più matura e intensa, e le verdure assorbono un gusto decisamente più ricco.
Tra una sosta a tavola e una passeggiata nei giardini dei templi, l’inverno invita a concedersi un’esperienza profondamente giapponese: l’onsen. A Ohara, strutture come Ohara Sanso, Ohara-no-Sato e Seryo combinano ospitalità, cucina a base di ingredienti locali e bagni caldi, anche all’aperto.
Il contrasto tra l’aria fredda e il calore dell’acqua trasforma il bagno termale in un momento di autentico benessere. Il vapore sale lentamente dalla superficie, mentre intorno il paesaggio si fa silenzioso: una pausa che completa la giornata e permette di assaporare il lato più contemplativo di Kyoto. Per soggiornare in queste strutture è consigliabile prenotare in anticipo.

