Home » No profit » Giornalismo e territorio: evento a Catania per analizzare le nuove frontiere dei media

Giornalismo e territorio: evento a Catania per analizzare le nuove frontiere dei media

Giornalismo e territorio: evento a Catania per analizzare le nuove frontiere dei media

Il seminario sugli “Orizzonti dell’informazione partecipativa” il 26 maggio all’Accademia di belle arti

CATANIA – Quali sono le sfide che il giornalismo affronta oggi? E quali vie percorrerà nel futuro? La crisi nel mondo dell’informazione ha prosciugato, più del globale, la copertura territoriale. Si assiste a costanti tagli nelle redazioni tradizionali locali, mettendo a rischio una forma di giornalismo locale che, con la sua intima vicinanza al pubblico, riveste un ruolo essenziale nel panorama del diritto all’informazione. La desertificazione delle notizie locali, infatti, impedisce il controllo democratico sugli enti territoriali provocando disinteresse cittadino, incapacità di comprendere le dinamiche e i problemi del territorio, nonché consegnando il monopolio dell’informazione a una manciata di grandi conglomerati gestiti da importanti famiglie industriali che poco hanno a cuore gli interessi dei cittadini.

New media e informazione partecipativa: evoluzione del giornalismo

Ma, come ogni tipo di resistenza, il giornalismo di prossimità è proteiforme: assume attraverso i new media nuove metodologie, nuovi linguaggi che lo rendono plurale, diversificato, modellato a seconda del canale di pubblicazione. Anche nelle vesti shorts su Youtube, persino nelle caption di Instagram, non dimentica il suo obiettivo principale: dialogare coi propri lettori, non abbandonarli in sproloqui polarizzanti come spesso accade nei giornalismi globali. Esserci, per loro. Partecipare al benessere civico e allo sviluppo del territorio, con loro. A patto però che il cittadino abbia una buona alfabetizzazione mediatica – quella che l’Unesco chiama ‘media information literacy’ – che gli faccia da bussola per non incappare in fake news.

Evento a Catania: seminario su media digitali e territorio

Il seminario dal titolo “New media e sviluppo del territorio. Orizzonti dell’informazione partecipativa nell’ecosistema digitale” organizzato dal professore Carmelo Bongiorno, docente in Fotografia e Fotoreportage che si terrà giorno 26 maggio alle ore 11 nell’Aula magna dell’Accademia di belle arti di Catania, vuole raccontare ciò, indagando sulle ombre e sulle luci di una transizione che da più di 20 anni abita il settore. Un dialogo intersezionale, che ha come oggetto di studio l’informazione partecipativa. Un modo di informare condiviso – all’interno del sistema sociale – con un’altra tipologia di promotore di cittadinanza attiva: i welfare di comunità.

Relatori e protagonisti del dibattito sui media

Interverranno Martina Tolaro, docente in Comunicazione multimediale per il Web all’Accademia di belle arti di Catania insieme con Antonio Leo, giornalista professionista e redattore del Quotidiano di Sicilia, Federica Di Chiara, responsabile di redazione Dieci Media Catania, Federico Rosa, creator e giornalista pubblicista, Antonio Perdichizzi, presidente di Isola Catania e di Fondazione Marea, Carmelo Caruso, ex vicepresidente del Presidio partecipativo del Patto di Fiume Simeto e Flavio Iurato, segretario del Consiglio direttivo del Presidio partecipativo del Patto di Fiume Simeto e co-responsabile della comunicazione.

Quotidiano di Sicilia e Dieci Media: esempi di innovazione

Il seminario sarà diviso in una prima parte in cui dialogheranno due esempi siciliani che stanno assistendo a questa turbolenta trasformazione: il Quotidiano di Sicilia, dal 1979 primo giornale regionale a informare sull’economia siciliana, sul mondo delle imprese e del no profit; e il nuovo fenomeno Dieci Media Catania, società benefit per la promozione digitale della città etnea attraverso un mix di linguaggi che spazia dal giornalismo alla content creation.

Antonio Leo racconterà la storia del Quotidiano di Sicilia e testimonierà le sfide affrontate oggi. La platform society in cui viviamo – che integra alla vita fisica quella condotta all’interno delle piattaforme digitali, potenziando e in alcuni casi dominando l’economia, la vita politica, il lavoro, persino le relazioni -, impone nuovi modelli di business. Si moltiplica così la missione dei giornali locali. Nasce il citizen journalism e il mobile journalism, integrando all’informazione tradizionale nuovi dispositivi e linguaggi crossmediali. Di queste ultime tendenze, racconteranno invece Federica Di Chiara e Federico Rosa.

Terzo settore e sviluppo territoriale: il ruolo dei media

L’informazione locale si lega a doppio filo col Terzo settore in un rapporto di interdipendenza. L’impatto sociale, i benefici e il network creato attraverso i media digitali di due tra le più virtuose cooperative sociali nate nell’era digitale ed attraverso il digitale, Isola Catania e Presidio partecipativo del Patto di Fiume Simeto, sarà spiegato da Antonio Perdichizzi e Carmelo Caruso, con la partecipazione di Flavio Iurato. Si entrerà così nella seconda parte del seminario: l’informazione partecipativa adottata dai welfare di comunità.

Innovazione sociale e comunità: i progetti a Catania

Isola Catania è un hub di innovazione sociale, coworking, nonché un incubatore di startup situato all’interno del monumentale Palazzo Biscari, nato nel 2021 con l’obiettivo di osservare e trovare soluzioni all’esodo giovanile. Trattenere ed attrarre talenti nel Sud Italia è la sua più grande ambizione e lo fa tramite progetti come Fondazione Marea. L’iniziativa coniuga la sostenibilità economica con obiettivi di utilità collettiva, come la lotta alla dispersione scolastica e la creazione di opportunità lavorative per i giovani.

Il Presidio partecipativo ha sede a Paternò e nasce nel 2015 dall’intenzione di costruire una Mappa di Comunità condotta nella Valle del Simeto per la riappropriazione di un territorio martoriato dalla mafia, dall’illegalità organizzata, dal caporalato e da un governo regionale spesso assente. La Mappatura ha dato avvio a una stagione di progettualità collettiva, fatta di incontri per scuole, cittadini e per i migranti vittime dei caporali, sfociata poi nella nascita del Patto di Fiume Simeto, una nuova forma di organizzazione territoriale che, attraverso una Convenzione Quadro siglata nel 2015, mette assieme la società civile organizzata nel Presidio partecipativo, gli Enti locali vallivi, l’Università di Catania e di Firenze per costruire e alimentare un percorso di sviluppo comunitario di lungo termine, mosso da istanze di giustizia ambientale e solidarietà sociale. Ogni anno il ministero della Cultura finanzia il suo Festival “Facciamo la Valle”.