Roma, 22 lug. (askanews) – In occasione della Giornata Nazionale della Neurologia, la Lega Italiana Ricerca Huntington (LIRH) richiama l’attenzione sulla necessità di promuovere una nuova cultura delle malattie neurologiche, superando stereotipi e luoghi comuni e valorizzando il ruolo della ricerca scientifica, della medicina personalizzata e dell’assistenza territoriale.
“Quando ho iniziato ad occuparmi di neurologia, nei primi anni ’80, mi sono state insegnate due cose che mi hanno reso, a quei tempi, una sorta di disadattato: ovvero che la neurologia è ricerca e che la neurologia è ambulatori. Ma negli ultimi anni qualcosa sta cambiando: si è riconosciuta l’importanza della ricerca scientifica, grazie al coinvolgimento delle Organizzazioni dei Pazienti, ad una maggiore consapevolezza da parte delle Istituzioni e grazie alla genomica, che oggi consente una gestione ambulatoriale ed un approccio terapeutico innovativo”, dichiara Ferdinando Squitieri, neurologo e clinico, direttore scientifico della Lega Italiana Ricerca Huntington (LIRH).
“Se le condizioni neurologiche interessano quasi tre miliardi e mezzo di persone nel mondo e alcuni milioni di persone in Italia, è importante ricordare che tra queste c’è anche la malattia di Huntington, rara, ereditaria, neurodegenerativa, con causa genetica nota, poco conosciuta e poco riconoscibile, ma con un forte – e ancora inspiegabilmente sottovalutato – impatto sulla sfera mentale e fisica di individui e famiglie attraverso più generazioni. Oggi sono oltre 40.000 le persone coinvolte, tra quelle affette e quelle a rischio, ma questi numeri sono destinati ad aumentare, secondo documentate stime epidemiologiche. La Fondazione Lega Italiana Ricerca Huntington nasce nel 2012 per occuparsi di questa malattia sul piano clinico, scientifico e sociale e, un po’ alla volta, sta restituendo a questa comunità lo spazio e la visibilità che merita, anche se ancora c’è molto da fare”, prosegue Squitieri.
“Oggi, dopo quarant’anni, si parla finalmente di centralità della persona, di approccio olistico, di personalizzazione delle terapie, di medicina del territorio, di ricerca scientifica e innovazione terapeutica, di prevenzione delle malattie neurologiche. Oggi, finalmente, la neurologia sembra avere preso la direzione che mi era stata indicata quarant’anni fa”, conclude Ferdinando Squitieri, neurologo e clinico, direttore scientifico della Lega Italiana Ricerca Huntington (LIRH).

