Hanno prestato giuramento quest’oggi, al cospetto del presidente della Regione come prevedono le norme, in seduta pubblica all’Ars, i tre assessori della giunta Schifani che ristabiliscono il plenum dopo sei mesi di interim per due delle tre deleghe. Al contempo è stata revocata la nomina di Daniela Faraoni che lascia così l’incarico all’assessorato alla Salute dopo circa un anno e mezzo di mandato. La tecnica, già dirigente generale dell’Asp 6, passa il testimone a Marcello Caruso, già segretario particolare del presidente Schifani e coordinatore regionale di Forza Italia. Schifani, presente per obbligo normativo, ha lasciato Sala d’Ercole appena dopo che Caruso ha pronunciato “lo giuro” sulla formula letta dal presidente vicario Nuccio Di Paola. Un abbandono rapido dell’Aula che ha suscitato motivo di critica dalle opposizioni intervenute dopo il giuramento.
Il ritorno di Nuccia Albano: “Siamo stati vittimizzati: ora a lavoro per recuperare gli ultimi mesi”
Nuccia Albano torna alla guida dell’assessorato che ha dovuto lasciare a seguito della revoca decisa da Schifani con l’esplodere del caso giudiziario in capo al leader democristiano Totò Cuffaro. “Dobbiamo darci una smossa, tutti, in quell’assessorato per recuperare questi sei mesi, non dico di stallo perché sicuramente i dipendenti e i funzionari avranno lavorato però logicamente non avevano una guida politica per potere creare magari progetti diversi da quello che io penso”. Così Nuccia Albano ai giornalisti appena dopo aver giurato al cospetto di Sala d’Ercole. Una dichiarazione che implicitamente suggerisce immobilismo politico durante i sei mesi di interim in mano al presidente della Regione che aveva revocato le deleghe democristiane senza però riassegnarle in altra quota partitica. Sul caso che ha scatenato il caos in giunta, Nuccia Albano parla come di un piccolo incidente di percorso: “Per fortuna la magistratura poi, pian pianino si è resa conto che moltissime cose non stavano in piedi. Tutti i partiti hanno qualche neo, noi siamo stati vittimizzati, non ne capisco il motivo, ma la politica ha delle dinamiche particolari e le accettiamo”. Dinamiche politiche che avevano spinto il gruppo democristiano all’Ars a minacciare un passaggio fuori coalizione di maggioranza o quantomeno una attività indipendente con lo schieramento valutato caso per caso. Un messaggio, il “caso per caso”, che richiamava alcune decisioni di voto del Mpa quando a scontro aperto tra gruppi di maggioranza gli autonomisti si sono difesi dall’accusa di essere franchi tiratori sostenendo che alcune norme approvate in Commissione erano irricevibili e pertanto da bocciare in Aula.
Elisa Ingala (Assessore alle Autonomie Locali): “Soluzioni veloci e migliori per costruire il futuro”
Uno dei due assessorati persi temporaneamente dai democristiani non è stato più recuperato. Al posto di Andrea Messina è andata all’assessorato alle Autonomie locali Elisa Ingala, nissena, in quota Mpa-Grande Sicilia. Catapultata in giunta regionale, Ingala ha subito chiarito che “spera prima, inizialmente, di poter esaminare gli atti che sono già stati posti in essere”. Partirà quindi proprio “dall’analisi, dallo studio” per poi “trovare le soluzioni veloci e migliori per poter cercare di realizzare e mettere i primi tasselli per il nostro futuro”.
Caruso (Assessore alla Salute): “Ringrazio Daniela Faraoni: ora serve senso di responsabilità di tutte le forze politiche”
Mentre si ambienterà nel contesto politico assessoriale e parlamentare l’assessore Ingala, è già rodato il nuovo assessore alla Salute Marcello Caruso che adesso dovrà prendere in mano un assessorato che vale circa metà del bilancio della Regione ma che porta con se anche la castagne sul fuoco più roventi della Regione e della Sicilia. Marcello Caruso ha ringraziato, per il tramite della nostra testata, la dottoressa Faraoni per il lavoro svolto: “Io innanzitutto la ringrazio, perché so con quanta abnegazione abbia portato avanti il proprio lavoro”. Sull’operato di chi le ha passato il testimone, succedendo a Giovanna Volo e guidando la Salute nel momento più critico per il governo Schifani, a Marcello Caruso abbiamo chiesto un giudizio sul quale ha così risposto: “Un giudizio che posso in maniera generale definire positivo; lo vedrò nel momento in cui avrò modo di vedere tutto ciò che anche materialmente è stato portato avanti, ma sono convinto della grande solerzia con cui l’assessore Faraoni, che ancora una volta ringrazio per la sua correttezza istituzionale, ha portato avanti”. Un giudizio “assolutamente positivo” espresso dal già segretario del presidente della Regione che aggiunge: “Chiederò anche a lei qualche consiglio per capire quali erano le cose che sono state portate avanti e non raggiunte”. Sulle fibrillazioni politiche che hanno portato, dopo una lunga gestazione, alle nomine per cui ieri è stato prestato giuramento, Caruso fa appello al “grande senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche”. Alle fibrillazioni però fanno riferimento le forze politiche di opposizione che hanno lamentato l’abbandono di Sala d’Ercole da parte di Renato Schifani prima degli interventi dei deputati iscritti a parlare. Fibrillazioni che vedono venire meno, ancora, gli accordi sul processo di riforme – o di recupero delle riforme affondate in Aula – anche nelle commissioni di merito. Questa mattina è stata infatti nera la fumata per il tentativo di recuperare, con emendamenti allo stralcio di ddl all’esame della prima commissione, il consigliere supplente e l’assessore in più nelle giunte comunali.
Cracolici (Pd): “Nomine non risolvono la crisi della Sicilia”
“Vediamo quanti giorni durerà”, ha detto a Sala d’Ercole il deputato del Partito democratico Antonello Cracolici rammaricandosi di non aver potuto fare il proprio intervento in aula al cospetto del presidente della Regione. Ma questa battuta, ha detto Cracolici, l’aveva già rivolta a Renato Schifani incontrandolo qualche giorno addietro. “Queste nomine non risolvono i motivi della crisi di cui la Sicilia è prigioniera”, è la sintesi del quesito e dell’intervento del presidente della Commissione antimafia in riferimento appunto alla crisi politica che attraversa la maggioranza di governo. Gli interventi a Sala d’Ercole, alla presenza del governo quasi al completo (senza il presidente), non hanno fatto sconti e veli di critiche sono arrivati anche da qualche deputato di maggioranza seppur tra le righe.
Opposizione all’attacco, La Vardera: “Schifani fuggito da aula come un coniglio”
Tra gli attacchi più diretti quello del deputato Cinque stelle Luigi Sunseri, che ha così definito la revoca dell’ormai ex assessore alla Salute: “Faraoni defenestrata senza alcuna ragione”. Anche Giuseppe Lombardo, di Sud chiama Nord, non ha parafrasato per diplomazia: “L’assessore Albano è suo malgrado l’oggetto di una faida tra la Democrazia cristiana e il Mpa”. Nuccio Di Paola, presiedendo la seduta d’Aula, ha dovuto richiamare Ismaele La Vardera al rispetto dei ruoli istituzionali quando il deputato leader di Controcorrente ha detto che “abbiamo assistito alla fuga di un coniglio” riferendosi all’andar via da Sala d’Ercole di Renato Schifani. Sul quanto durerà la pace in maggioranza, come da quesito di Cracolici, bisognerà però attendere ancora; almeno fino alla prossima votazione di rilievo in Aula. Oggi, infatti, nessun disegno di legge ha seguito il giuramento per una discussione a Sala d’Ercole.
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