Parla di “questione siciliana“, da risolvere nell’ambito del quadro nazionale, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, presente a una conferenza stampa all’Ars a Palermo. Lo fa parlando di questioni giudiziarie, di intrecci politici e anche dei recenti dibattiti sulla posizione della Sicilia in merito alla guerra in Iran e l’utilizzo delle basi statunitensi e Nato in territorio italiano.
Giuseppe Conte a Palermo, all’Ars parla di “questione morale e politica”
“La questione siciliana è la questione italiana. La comunità siciliana è centrale per l’Italia intera, non possiamo pensare che quello che accade qui non abbia incidenza nella nostra Nazione. Oggi abbiamo una questione morale ma anche politica, non possiamo permettere che i siciliani restino senza risposta. Sono 10 anni che il centrodestra governa e che i siciliani non hanno risposte alle loro urgenze reali. Abbiamo, però, tantissime inchieste con la sistemazione degli amici e degli amichetti”. Queste le dure parole di Giuseppe Conte, durante l’intervento all’Ars.
Passando alle questioni giudiziarie che hanno segnato la storia siciliana recente, l’esponente del M5S aggiunge: “La mozione di censura all’assessore Amata è solo un primo passo rispetto a un’assunzione di responsabilità che chiediamo alla Giunta siciliana, che deve andare a casa se ha un senso residuo di responsabilità. Sono tanti i segnali di inefficienza di questo Governo. In questa battaglia, mi auguro insieme alle altre forze progressiste, ci saremo, io tornerò qui ogni volta che me lo chiedere perché questa è una battaglia che richiede la massima dedizione“.
“Non possiamo lasciare che diventi tutto normale – aggiunge -, non possiamo adattarci a questa normalità. In Sicilia sta accadendo che ogni forza politica ha un indagato, con accuse gravi, legate spesso a comportamenti che sono contrari ai doveri della buona politica. Non possiamo rassegnarci”.
Il punto sul centrodestra
Nel corso dell’intervento all’Ars a Palermo, Giuseppe Conte punta il dito contro Fratelli d’Italia. Il partito di maggioranza, soprattutto dopo la vittoria del “No” al referendum, attraversa un momento complesso tra dimissioni e tensioni. In merito, Conte afferma: “FdI ha un problema grave e non solo in Sicilia. Abbiamo visto le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e della ministra Santanché, questioni nel caso della ministra si trascinavano da anni”.
“Credo che il Governo da Giorgia Meloni in giù e, in particolare FdI, abbia perso qualsiasi lucidità. Diventa abbastanza ridicolo essere attaccati dal capogruppo di FdI alla Camera, ognuno nella vita privata fa quel che vuole e lui si diverte quando c’è festa a indossare la divisa nazista. Sentire che aveva da ridire ancora sulle truffe delle mascherine Covid quando ieri la magistratura ha archiviato diventa ridicolo. Loro continuino a propalare falsità invece di occuparsi delle truffe reali, come quella della Santanchè”, commenta il numero uno del M5S.
La questione Sigonella
Il “no” della Difesa all’atterraggio di uno specifico tipo di velivolo USA nella base di Sigonella ha riacceso il dibattito sull’uso delle basi militari statunitensi e NATO in territorio siciliano e italiano. Anche su questo, a Palermo, Giuseppe Conte interviene: “Per me nessuna base deve essere mai fornita, non dobbiamo neppure consentire un supporto logistico come sta facendo la Spagna. Se gli attacchi militari sono in violazione del diritto internazionale, non possiamo fornire alcun supporto”. E aggiunge: “Si sono prostrati e genuflessi a Trump, noi, invece, siamo per tutelare il nostro Paese”.
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