L’emergenza abolisce regole, controlli, legalità - QdS

L’emergenza abolisce regole, controlli, legalità

Carlo Alberto Tregua

L’emergenza abolisce regole, controlli, legalità

mercoledì 12 Agosto 2020 - 00:00

In Italia vi è una moltitudine di cittadini definiti furbi o furbetti, i quali approfittano delle situazioni di emergenza per speculare e portare nelle proprie tasche denaro pubblico, in palese violazione di ogni norma di legge e di ogni norma etica.
Quando poi i furbetti sono deputati del Parlamento che percepiscono 10.000 euro al mese e nonostante ciò chiedono l’assegno di 600 euro, la vergogna monta, ma evidentemente costoro non si vergognano.Non solo, ma sembra che vi siano molte migliaia di consiglieri comunali che abbiano fatto richiesta di tale assegno, percependolo. Neanche costoro si sono vergognati di approfittare del denaro pubblico per riempire le proprie tasche, anche se si tratta di cifre minime.
Ma tali cifre sono essenziali per chi non ha altri proventi, del tutto superflui per chi ha proventi rilevanti, appunto come quelli dei parlamentari e dei consiglieri degli enti locali. Costoro, che dovrebbero rappresentare una parte della classe dirigente, danno l’esempio negativo, mentre dovrebbero dare quello positivo, con la conseguenza di indurre tanti cittadini a cercarsi l’occasione per fregare lo Stato e con esso tutti gli altri cittadini che lo compongono.

L’emergenza di fatto abolisce regole, controlli e legalità, perché consente di comprare beni e servizi di ogni tipo senza far passare tali acquisti dai necessari passaggi che ne certifichino la legalità. Non sappiamo se il rinvio dello stato di emergenza dal 31 luglio al 15 di ottobre abbia come sottofondo questa prospettiva: dare libero sfogo al “mangia mangia” perché tanto nessuno controlla in quanto nessuno può controllare essendo state abolite tutte le regole in merito.
Il sospetto è lecito, tenuto conto della mentalità corrente che considera lo Stato come un nemico che bisogna depredare non appena vi sia l’occasione utile.
Nel nostro Paese non sembra valido il modo di dire: “L’occasione fa l’uomo ladro” piuttosto “il ladro cerca l’occasione”. Il ladro di testa, colui che è abituato a rubare, per cui pensa continuamente a come fare per cercare il momento e le condizioni giuste per provvedere di conseguenza.
Sappiamo bene l’obiezione: di controlli si può morire. è vero, perché nel tempo le norme sulle procedure si sono sovrapposte, in quanto i legislatori non hanno mai razionalizzato le stesse, evitando che quella nuova lasciasse in vita la vecchia o la precedente.
Il vizio del nostro legislatore, da qualche decina di anni, è macroscopico. Nessuna legge approvata prevede l’eliminazione di quelle precedenti sulla materia, né l’eventuale integrazione. La tecnica dell’intaglio o del ritaglio, secondo la quale vengono sostituite parole, frasi e commi a leggi precedenti, è demenziale.
Professionalità e logica vorrebbero invece che ogni testo di legge successivo abolisse per intero il precedente con un unico testo in vigore. In tal modo gli operatori del diritto e tutti coloro che devono soggiacere alla legge avrebbero sempre un testo aggiornato e completo senza quel meccanismo folle di dovere continuamente consultare altri testi per avere il quadro della situazione.

La domanda che ricorre è la seguente: perché i burocrati che preparano i testi di legge, poi vagliati dai legislatori, operano questa tecnica? La risposta sembra evidente. Leggi ingarbugliate, illeggibili e incomprensibili consentono qualunque interpretazione e qualunque applicazione, col che mettono al sicuro le terga dei burocrati, i quali possono sempre giustificarsi dietro il paravento di tali leggi caotiche.
Se a questo aggiungiamo lo stato di emergenza, capirete benissimo come, ripetiamo, il“mangia mangia” sia dilagato in questo periodo e continuerà almeno sino al prossimo 15 ottobre.
I controlli di legalità della spesa pubblica sono indispensabili ma devono essere semplici ed efficaci, senza di che servono solo per ingarbugliare le cose e creare quella cortina fumogena la quale serve a tutti i malfattori che rubano nelle casse dello Stato. C’è un rimedio a tutto questo? Certamente, se chi governa fa il suo mestiere di dirigere la formazione delle leggi ed anche di controllare efficacemente la burocrazia. Ma ci vuole competenza e qualità, diventate rare.

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