PALERMO – La comunicazione digitale vive un’evoluzione rapidissima e continua, e anche le Pubbliche amministrazioni devono farvi i conti. Un’epoca fatta di social media e che fino a tre decenni addietro si limitava a televisione e carta stampata. L’avvento di internet prima e dell’abbinamento smartphone e social media dopo, ha causato una profonda trasformazione sociale che riguarda anche i rapporti tra cittadini e amministrazioni pubbliche. Ieri, a Palazzo dei Normanni, Anci Sicilia e UNA Aziende della Comunicazione Unite, con il patrocinio del Comune di Palermo, si è tenuto un confronto sulle nuove sfide per gli enti locali nell’epoca della comunicazione digitale.
Anci Sicilia: visione integrata della comunicazione nella Pa
“È arrivato il momento di fare il punto della situazione”, ha detto il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani Paolo Amenta. “Noi nell’arco di venticinque anni siamo passati dalla famosa legge 150 del 2000 ai social manager, a tutta una evoluzione che sta cambiando il mondo della comunicazione e dobbiamo iniziare a capire come declinare nei territori, nel caso specifico nostro, in un sistema organizzativo”. Così il presidente Amenta, che ricorda come ormai “sono state riconosciute queste figure, che non è l’ufficio stampa con il giornalista ma c’è il social media manager nella Pa che adesso ha bisogno di un sistema organizzato da inserire nelle piante organiche dei Comuni, sposandosi con la necessità delle assunzioni”. “Oggi nella pubblica amministrazione è necessaria una visione integrata della comunicazione – ha aggiunto Amenta – che sappia coniugare la professionalità del giornalista con quella del social media manager. Alla base di tutto ci deve essere la chiarezza del linguaggio come forma di trasparenza, al fine di rendere comprensibile a tutti quello che avviene all’interno delle istituzioni”.
Industria della comunicazione e Pubblica amministrazione in Italia
Per Davide Arduini, presidente di Una, “stanno cambiando tantissime cose, ma soprattutto in qualunque paese dell’Europa occidentale lo Stato è il primo cliente dell’industria della comunicazione; questo non è ancora così in Italia e quindi stiamo lavorando per andare in quella direzione”. L’altra faccia della medaglia nel rapporto tra la Pubblica amministrazione e il cittadino è infatti un settore produttivo che in Italia stenta a decollare ma che all’estero conta già milioni di professionisti. Una nuova professione che attende l’adeguamento pubblico italiano per diventare a tutti gli effetti comparto produttivo nazionale della comunicazione.
Comunicazione istituzionale e rapporto tra enti locali e cittadini
Giampiero Cannella, vice sindaco di Palermo presente al confronto, da amministratore pubblico e iscritto all’Ordine dei giornalisti sostiene l’importanza della comunicazione per gli Enti locali. “Non soltanto perché contribuisce a raccontare l’attività politica amministrativa che un sindaco o un amministratore svolge sul territorio – ha detto Cannella – ma anche per creare quel rapporto con il cittadino in cui si comunica ciò che fa l’amministrazione e si riceve informazioni su ciò che occorre per dare una risposta al territorio”.
Al confronto ha partecipato anche il padrone di casa, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. “Oggi viviamo in un’era in cui, talvolta, anche quello che si fa è differente da quello che si comunica – ha affermato – e ritengo sia un aspetto assolutamente importante, fondamentale, dove non si smette mai di imparare perché è differente rispetto al passato”. Della comunicazione digitale attuale il presidente dell’Ars ne ha delineato i tratti distintivi: “Un’informazione sempre più veloce, che ha degli strumenti differenti, non c’è più la canonica carta stampata; oggi con i social media si riesce ad arrivare a una platea molto più ampia e soprattutto in maniera anche più veloce”. In conclusione, Gaetano Galvagno ha manifestato al nostro giornale un auspicio su questo nuovo corso: “Ci auguriamo però che questo stesso strumento della comunicazione non diventi anche un danno per alcuni che operano nel mondo della politica”. La comunicazione è quindi ancora esposta al pericolo di un uso improprio, personalistico, errato, frettoloso e non verificato. Questo, potenzialmente, in danno dei cittadini ma anche degli amministratori.

