Milano, 10 giu. (askanews) – General Motors punta a trasformare auto elettriche e batterie in un nuovo business energetico, guardando alla rete elettrica, ai data center dell’intelligenza artificiale e ai servizi vehicle-to-grid. Il gruppo americano, il maggiore costruttore Usa, sta investendo in tecnologie e software oltre il perimetro tradizionale dell’auto, in una fase in cui la crescita delle vendite elettriche è risultata inferiore alle attese.
Il nuovo asse riguarda le batterie agli ioni di sodio, tecnologia meno adatta all’uso automobilistico rispetto agli ioni di litio ma considerata interessante per lo stoccaggio stazionario su larga scala. Gm svilupperà le celle insieme alla società californiana Peak Energy, specializzata in sistemi di accumulo, con l’obiettivo di impiegarle in applicazioni industriali collegate alla rete elettrica.
La partita si lega anche al boom dell’intelligenza artificiale, che sta facendo crescere rapidamente la domanda di elettricità per alimentare i data center. Per i costruttori auto, le competenze sviluppate su batterie, ricarica e gestione dell’energia possono diventare una nuova fonte di ricavi, compensando almeno in parte il rallentamento del mercato Bev.
L’investimento in Peak Energy sarà effettuato attraverso il braccio venture di Gm. Le due società lavoreranno allo sviluppo di celle sodio-ione di nuova generazione pensate per lo stoccaggio su scala di rete. Secondo Gm, la tecnologia potrebbe risultare più economica del 20-25% rispetto ad altri sistemi basati sul riutilizzo di batterie per veicoli elettrici.
“Non stiamo prendendo in licenza la tecnologia di qualcun altro dalla Cina”, ha detto Kurt Kelty, responsabile batterie di Gm, con un riferimento indiretto alla rivale Ford, che per le batterie prodotte in Michigan utilizza tecnologia della cinese Catl.
In parallelo, Gm lancerà un aggiornamento software per consentire ai clienti già dotati di sistemi di ricarica vehicle-to-home di accedere a funzionalità complete vehicle-to-grid. In questo modo le auto elettriche bidirezionali potranno non solo assorbire energia, ma anche restituirla alla rete, diventando asset flessibili per contribuire alla gestione dei picchi di domanda.
Il gruppo introdurrà anche nuove funzioni nell’app per smartphone, per aiutare i conducenti di veicoli elettrici a trovare e pagare più facilmente la ricarica. La strategia conferma il tentativo di Gm di costruire un ecosistema più ampio attorno all’elettrico, non limitato alla vendita di auto.
La sfida resta però legata al ruolo delle utility. Per trasformare davvero le vetture elettriche in risorse distribuite per la rete serviranno accordi con gli operatori elettrici, regole chiare e sistemi di remunerazione capaci di incentivare i clienti a mettere a disposizione l’energia delle proprie batterie.

