Milano, 20 mag. (askanews) – Il governo arriva a fine legislatura? “Non so…”. Anzi no, come non detto: “L’obiettivo è arrivare all’autunno del 2027”. Cambia così, la versione di Matteo Salvini. E il tutto nel giro di poche ore: in mattinata a Trento la possibilità di chiudere il quinquennio “dipende anche dai fattori economici”; nel pomeriggio a Venezia ogni dubbio rientra: “Il nostro obiettivo è arrivare assolutamente a fine legislatura”.
Cosa sia successo nell’intervallo tra le due dichiarazioni non si sa, se sia arrivata una richiesta di correggere la rotta come dice Giuseppe Conte: “Probabilmente ha ricevuto una chiamata da palazzo Chigi…”. Fatto sta che la retromarcia è netta: “Ne approfitto per una precisazione – ha detto incontrando la stampa a Venezia – perchè ho visto che qualche vostro collega ha scritto da Trento…”. Certo, “è sempre colpa di chi si spiega mai di chi scrive”, concede il segretario della Lega, ma “ho semplicemente detto che la situazione economica mondiale non rende semplice il nostro lavoro”. E tuttavia “non penso minimamente a perdere neanche un giorno – ha insistito Salvini – rispetto a quello che gli italiani ci hanno delegato per governare. Per me si vota all’ultimo giorno utile per andare a votare”, dice Salvini.
Nel frattempo erano arrivate le parole di Antonio Tajani: La legislatura arriverà a scadenza naturale, sono assolutamente convinto. È chiaro che ci sono dei problemi che non dipendono da noi perché la crisi di Hormuz è una crisi provocata da altri ma devo dire che l’Italia sta reagendo in maniera positiva”. Un tentativo di frenare le conseguenze delle parole di Salvini, il primo esponente di maggioranza a parlare esplicitamente di voto anticipato non per riportare le elezioni prima dell’estate, come pure si è più volte ipotizzato, ma a causa della “situazione economica”.
Parole che stridono con la narrazione governativa sui risultati ottenuti e con l’obiettivo mai nascosto di Giorgia Meloni di essere il primo governo a reggere per l’intera legislatura. Tanto che dalle opposizioni subito incalzano: “La Lega terremotata da Vannacci vede nelle elezioni l’unica via d’uscita. “Dopo Tajani che ha parlato di manovra correttiva, oggi Salvini arriva a evocare una fine anticipata della legislatura per i problemi economici. Come al solito usano le istituzioni per risolvere questioni interne”, attacca la capogruppo Dem Chiara Braga.
Offrendo una lettura non dissimile da quella che arriva da Fratelli d’Italia e da Forza Italia. I parlamentari che ne parlano si dividono in due ‘fazioni’. Sia in Fi che in Fdi c’è chi pensa che sia stata solo un’uscita infelice: “È nervoso per Vannacci, e gli è uscita male la dichiarazione”, è la versione ‘buonista’. “È terrorizzato dalla crescita di Vannacci, e pensa che andare prima al voto possa tagliare le gambe a Futuro Nazionale”, dicono invece i più maliziosi. Quale che sia stato l’effettivo intento di Salvini, sia in Fi che in Fdi tutti convergono sull’idea che invece alla maggioranza convenga tenere duro: “Se la situazione internazionale migliora e le crisi rientrano, avremo solo da guadagnarci”, è la speranza.
Ma al di là della situazione in politica estera, restano tutte le tensioni interne, con Fi e Lega che si danno battaglia su diversi terreni: le ultime polemiche sulla cittadinanza sono solo la punta dell’iceberg di un conflitto che si snoda sulle varie nomine che da mesi il governo non riesce a varare. Lo stallo annoso sulla Rai, e quello più recente sulla Consob ne sono la testimonianza. Come dice ancora il leader M5s, “il clima è cambiato dopo il referendum”.

