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Inchieste, bilancio e alleanze: settimana ad alta tensione per Schifani, all’Ars si contano i voti

Inchieste, bilancio e alleanze: settimana ad alta tensione per Schifani, all’Ars si contano i voti
Renato Schifani, credit Imagoeconomica

Il governatore atteso in Commissione Antimafia mentre proseguono gli interrogatori della Procura. Opposizioni all’attacco, mozione di sfiducia sulla sanità e maggioranza alla prova degli equilibri parlamentari

Iniziata oggi, la settimana politica siciliana ha una agenda fitta e tesa, vista la natura degli eventi schedulati. Già l’agenda dell’Assemblea regionale siciliana è più lunga ed intensa del solito, con Sala d’Ercole convocata di lunedì per interrogazioni ma anche per dare teorico avvio alla discussione generale sulle variazioni di bilancio. E di variazioni di bilancio si parlerà oggi alla conferenza stampa promossa da Ismaele La Vardera, nel corso della quale, insieme ai tre deputati che costituiscono il gruppo Controcorrente, presenterà le proposte e gli interventi per il disegno di legge che si preannuncia terreno di aspra battaglia.

Schifani sotto assedio, interrogatori e protesta davanti Palazzo d’Orleans

Appena qualche ora dopo, il fronte progressista si riunirà davanti Palazzo d’Orleans per manifestare contro il governo di Renato Schifani travolto da avvisi di garanzia e richieste di arresto ad ogni livello. Tra deputati di maggioranza, assessori, dirigenti generali e consulenti di stretta fiducia, il numero di bordate che il governo della Regione Siciliana sta incassando dalla magistratura è ormai su livelli da assedio. Quest’oggi hanno avuto inizio i primi interrogatori preventivi dinnanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo e domani sarà il turno dei big dell’inchiesta della Procura diretta dal procuratore capo Maurizio De Lucia. Sarà infatti il turno di Gaetano Armao, Pierluigi Matta e di Giuseppe Geremia Lombardo, deputato regionale e nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo.

Schifani davanti all’Antimafia: giovedì l’audizione del governatore

Altra data importante, forse storica per l’agenda politica regionale è quella di giovedì, quando Renato Schifani, presidente della Regione in carica, verrà audito dalla Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia “in relazione ai recenti casi di corruzione, in rapporto agli incarichi fiduciari e ai sistemi di controllo interni all’Amministrazione regionale”. Davanti al presidente della Commissione, il deputato del Partito democratico Antonello Cracolici, e con la commissione al gran completo presente, il governatore verrà chiamato a rispondere su come la sua amministrazione poteva essere permeata dai sistemi corruttivi contestati dalla Procura di Palermo.

Opposizioni all’attacco: mozione di sfiducia all’assessore alla Salute

La maggioranza si trova quindi marcata stretta, anche dal pressing dell’opposizione parlamentare siciliana che mentre attende la calendarizzazione – presentata da M5s, Pd e Controcorrente a fine novembre 2025 e mai giunta in Aula – presenta a firma La Vardera una mozione di sfiducia all’assessore alla Salute. Marcello Caruso non risulta allo stato indagato per corruzione, ma il gruppo Controcorrente ha depositato la mozione “in relazione alle vicende emerse nell’inchiesta giudiziaria riguardante Gaetano Armao, alle dichiarazioni rese dall’assessore all’autorità giudiziaria, alle gravi criticità del sistema sanitario regionale e alla gestione delle vicende riguardanti il Cefpas e gli appalti sanitari, con richiesta di dimissioni e di revoca dell’incarico”.

Dal caso dei referti oncologici ai tornado: nuove tensioni sul Fondo da 50 milioni

Da Trapani nel frattempo la deputata M5s Cristina Ciminnisi chiede conto, un anno dallo scandalo dei circa tre mila referti oncologici in ritardo all’Asp di Trapani nato dal caso della professoressa Maria Cristina Gallo – infine deceduta con un tumore diagnosticato in ritardo – del “silenzio del Governo Schifani” che “resta indegno e politicamente inaccettabile”. Aggiungono carne al fuoco poi i tornado che hanno colpito Marsala e Petrosino, oggetto adesso della battaglia d’Aula delle opposizioni contro il Fit. Secondo i gruppi di opposizione all’Ars il “Fondo mancette” da 50 milioni di euro andrebbe stornato per investire le risorse allocate in sostegno immediato alla popolazione colpita dalle due potenti trombe d’aria del 9 ottobre.

Elezioni e nuove strategie: all’Ars gli equilibri diventano imprevedibili

Scontri politici d’Aula che però si consumeranno tra scontri politici di partiti ormai in corsia di accelerazione per le elezioni che, approvata la legge elettorale – Stabilicum o Melonellum che dir si voglia – con l’ultimo passaggio alla Camera e divulgata dal presidente della Repubblica, attendono ormai soltanto l’ufficialità di una data. Tutto ciò si traduce all’Ars in dinamiche determinate da tattiche e strategie a tratti difficilmente pronosticabili.

De Luca verso Fratelli d’Italia, maggioranza alla prova dei numeri: 28 contro 42

Sud chiama Nord, che ha reso ormai di pubblico dominio l’accordo con Fratelli d’Italia per le prossime elezioni – politiche e regionali – rimarcherà quasi certamente il proprio posizionamento all’interno della prossima coalizione di centrodestra ma non al fianco dell’attuale maggioranza a guida Schifani. Con il gruppo parlamentare di Cateno De Luca, sia a Roma che a Palermo, c’è Noi Moderati di Maurizio Lupi che all’Ars ha la deputata Marianna Caronia già autosospesasi dalla coalizione proprio per divergenze sulle variazioni di bilancio. A far quattro conti, l’opposizione che potrebbe coalizzarsi su specifici articoli del disegno di legge arriverebbe così a contare 28 deputati contro 42 teorici deputati di maggioranza se si includono anche il presidente della Regione, gli assessori ed il presidente dell’Ars che non potrà mancare una sola votazione.

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