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Grano, Coldiretti Puglia contro Casillo. Nuove proteste su importazioni

Grano, Coldiretti Puglia contro Casillo. Nuove proteste su importazioni

Scontro anche su prezzi, glifosato e origine del grano

Milano, 22 ago. (askanews) – Coldiretti Puglia annuncia nuove mobilitazioni dei cerealicoltori e attacca l’imprenditore molitorio Francesco Casillo dopo alcune sue dichiarazioni sulla qualità della pasta e sull’origine del grano utilizzato. Al centro dello scontro ci sono le importazioni di grano duro, il livello delle quotazioni riconosciute ai produttori italiani, la trasparenza sull’origine della materia prima e le contestazioni dell’organizzazione sull’uso del glifosate nel grano canadese.

“Le parole di Francesco Casillo sono un’offesa intollerabile alla dignità e al lavoro dei cerealicoltori pugliesi e italiani, che come Coldiretti abbiamo il dovere di combattere. Dobbiamo fermare le speculazioni economiche di chi vuole appropriarsi della nostra identità, anche a costo di mettere in pericolo la salute delle persone e di danneggiare gli agricoltori”, afferma Coldiretti Puglia.

L’organizzazione contesta in particolare l’affermazione attribuita a Casillo secondo cui “la pasta è buona non perché è fatta di grano italiano”, collegandola alle proprie critiche sull’utilizzo di materia prima estera da parte dell’industria pastaria.

“L’affermazione di Casillo ‘la pasta è buona non perché è fatta di grano italiano’ corrisponde anche al pensiero di quei pastai che si guardano bene dal dichiarare la provenienza del grano, soprattutto canadese, e preferiscono restare nell’ombra per paura di esporsi e metterci la faccia. Casillo dice esattamente ciò che fa comodo a loro per continuare a svalutare il grano italiano. È un discorso interessato, ma che va contro la legittima percezione dei consumatori che quando acquistano pasta italiana si aspettano che sia fatta con semola di grano italiano. Noi e milioni di consumatori la pensiamo diversamente da Casillo che tratta il grano come una materia prima indistinta. Lo ribadiamo: Casillo così, tutelando i propri interessi di industriale della farina, fa oggettivamente il portavoce di tutti quegli industriali che non amano l’Italia e ingannano i cittadini, usando la bandiera tricolore su pasta con grano di provenienza ignota che si nascondono dietro all’ultima trasformazione del codice doganale”.

Coldiretti Puglia lega inoltre la caduta delle quotazioni del grano nazionale alle importazioni di grano duro estero e formula dure contestazioni sul grano canadese e sull’impiego del glifosate. Si tratta di affermazioni e valutazioni dell’organizzazione agricola, che le accompagna alla richiesta di indicare chiaramente sulle confezioni la provenienza canadese della materia prima.

“E insieme all’inganno c’è l’indegna beffa di vedere le quotazioni del nostro grano crollare a causa di un mare di importazioni di grano duro estero, soprattutto quello canadese seccato col diserbante glifosate, pratica vietata in Europa per la tutela della salute. Ci diranno che è tutto legale, ma il punto non è questo: i limiti sui residui di glifosate sono stati fissati sulla base delle ricerche gentilmente offerte dalla multinazionale produttrice della molecola…e oggi troviamo tracce di glifosate pure nel latte materno! Sui pacchi di pasta va scritto sempre grano canadese se viene dal Canada, solo così i cittadini saranno davvero liberi di scegliere e di difendersi. Vediamo poi quanti la sceglieranno”.

L’organizzazione annuncia che continuerà a presidiare i porti per chiedere controlli sulle importazioni e trasparenza sull’origine del grano, indicando tra gli strumenti utilizzabili risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica. Coldiretti Puglia si dice pronta anche a manifestare davanti agli stabilimenti di Casillo.

“Mentre continua a usare il metodo di piazzare navi piene di grano estero nei porti italiani per far calare il prezzo del nostro prodotto, Casillo non ha mai sottoscritto veri e importanti contratti di filiera in grado di garantire un prezzo equo e dignitoso ai contadini ed è proprio per questo che è stato escluso da Filiera Italia. Come Coldiretti continueremo a presidiare i porti per chiedere controlli e trasparenza, usando anche i controlli innovativi sull’origine del grano come risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica. Non ci fermeremo e siamo pronti a mobilitarci anche davanti agli stabilimenti di Casillo, perché i cittadini italiani è giusto che sappiano da dove arriva la semola di grano che viene raccolto grazie al glifosate, che molti studi definiscono cancerogeno. Questo per segnalare che gli importatori di grano non speculano solo su migliaia e migliaia di cerealicoltori italiani ormai ridotti alla fame, ma sono incuranti dei possibili danni alla salute dei consumatori e dei nostri bambini”.

La posizione di Coldiretti si chiude con la richiesta di accordi di filiera vincolanti e pluriennali e con la rivendicazione del valore della produzione nazionale. “Il vero ‘saper fare’ italiano non consiste nel miscelare grano d’oltremare per fare profitti a spese della filiera locale, ma nella capacità di valorizzare un prodotto 100% italiano, sicuro, tracciabile e prodotto nel rispetto delle norme più rigorose al mondo sull’assenza di sostanze pericolose. Chi vuole davvero il bene del Made in Italy rispetti gli agricoltori italiani, sottoscriva accordi di filiera vincolanti e pluriennali, invece di difendere gli interessi di chi approfitta del lavoro della nostra terra”, conclude Coldiretti Puglia.