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Gravidanza e vaccino anti Covid, compatibile con allattamento

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Gravidanza e vaccino anti Covid, compatibile con allattamento

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giovedì 14 Gennaio 2021 - 10:47
Gravidanza e vaccino anti Covid, compatibile con allattamento

Giuseppe Canzone dell'Aogoi (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani) rassicura: "I benefici sono superiori degli eventuali effetti negativi".

Nelle scorse settimane sei società scientifiche italiane hanno stilato un documento sul consenso in allattamento e vaccinazione covid-19. Un testo che vuole dare una grande parola di conforto alle donne.

Gli enti sottoscrittori sono: Sin (Società italiana di neonatologia), Sip (Società italiana di pediatria), Simp (Società italiana di medicina perinatale), Sigo (Società italiana ginecologia e ostetricia), Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani).

Nel testo si citano i Paesi extra europei che hanno sconsigliato la vaccinazione alle donne in allattamento. Secondo l’autorità regolatoria della Gran Bretagna, Medicines & Healthcare Products Regulatory Agency, il vaccino BNT162b2 “non dovrebbe essere utilizzato durante l’allattamento al seno”, e le donne appartenenti al servizio nazionale inglese dell’NHS, vengono poste di fronte alla scelta fra continuare ad allattare o posticipare la vaccinazione, consiglio dato su base precauzionale, finchè l’evidenza scientifica non si renda disponibile.

In Canada, invece, il foglietto illustrativo canadese del vaccino Pfizer-BioNTech sottolinea come non sia noto se il vaccino sia escreto nel latte umano e come non si possa escludere un rischio per neonato e lattante.

Il 21 dicembre scorso, invece, il Comitato per i Prodotti Medicinali d’impegno negli Esseri Umani (Chmp) dell’European Medicines Agency (Ema) si è espresso positivamente sulla sicurezza ed efficacia del vaccino covid-19 mRna (Comirnaty) nella popolazione d’età uguale o superiore ai 16 anni, sottolineando come l’mRna del vaccino non permanga nel corpo, ma venga distrutto a breve termine dopo la somministrazione del vaccino.

Il vaccino, inoltre, può essere somministrato anche a chi abbia avuto precedentemente un’eventuale infezione asintomatica di Sars-CoV-2 ed ai pazienti immunocompromessi. Infine, anche se i dati relativi all’uso del vaccino in corso di gravidanza sono molto limitati, gli studi sugli animali non mostrano effetti pericolosi.

Secondo l’Ema, sebbene al momento manchino studi, non ci si aspetta rischi in allattamento. Infine, nel foglietto illustrativo, si ricorda come non sia noto se il Comirnaty sia escreto nel latte umano e viene fornita l’indicazione di far riferimento al personale sanitario.

Giuseppe Canzone

«Il dubbio nasce dalla Pfizer – commenta Giuseppe Canzone dell’Aogoi (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani) – non esprimendo cosa debbano fare le donne, anzi, dicendo che non si devono vaccinare. Abbiamo monitorato fin da subito il problema. Ci sono molte donne in gravidanza o allattamento che riguardano gli operatori sanitari. Tutte, che siano in gravidanza o allattamento, si pongono il problema».

La rapidità dello studio e la necessità di commercializzazione non ha consentito una ricerca clinico-scientifica approfondita, sottolinea il medico, secondo cui non ci sono ragioni per cui escludere le donne dal vaccino.

«I benefici – conclude – sono superiori degli eventuali effetti negativi». Con un documento pubblicato l’8 gennaio scorso, redatto dall’ItOSS (Italian Obstetric Surveillance System) dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) e condiviso e sottoscritto dalle principali società scientifiche del settore (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani, Associazione Ginecologi Universitari Italiani, Associazione Ginecologi Territoriali, la Federazione Nazionale Collegi Ostetriche, la Società Italiana di Neonatologia, la Società Italiana di Medicina Perinatale, la Società Italiana di Pediatria, l’Associazione Culturale Pediatri e la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva), non ha controindicato la vaccinazione, sottolineando che “Le donne ad alto rischio di contrarre la malattia in forma grave dovrebbero discutere i potenziali benefici e rischi della vaccinazione con i professionisti sanitari che le assistono, mentre se una donna scopre di essere incinta dopo la prima o la seconda dose non c’è alcuna motivazione per interrompere la gravidanza“.

Mario Catalano

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