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Gualtieri annuncia: via cibi ultraprocessati da mense di Roma

Gualtieri annuncia: via cibi ultraprocessati da mense di Roma

Con gara pluriennale da quasi 800 milioni di euro

Roma, 20 ott. (askanews) – “Nelle mense di Roma Capitale non ci potrà più essere cibo ultraprocessato”. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti in corso a Roma, illustrando la scelta di introdurre nel nuovo appalto per la ristorazione scolastica criteri che escludano questi prodotti e valorizzino la qualità dell’alimentazione.

Una gara pluriennale da quasi 800 milioni di euro, per un servizio che eroga 150mila pasti al giorno. Una scelta condivisa con Coldiretti, ha spiegato Gualtieri, che lega la tutela della salute dei bambini al rapporto con le produzioni agricole del territorio e al contrasto alle disuguaglianze.

“Per il 10% dei bambini romani quello della mensa è il pasto più sano della giornata”, ha sottolineato il sindaco, richiamando il rapporto tra difficoltà socioeconomiche e consumo di alimenti di scarsa qualità. “Se si costruisce in modo intelligente il rapporto con il territorio, il cibo fresco prodotto vicino può costare meno di quello che troviamo in molti supermercati”.

La ristorazione scolastica diventa così anche uno strumento di educazione alimentare: “I bambini scopriranno che qualità, convenienza e gusto stanno insieme”. Un intervento inserito nella politica del cibo di Roma Capitale, attraverso il Consiglio del cibo, i mercati degli agricoltori, i mercati di prossimità e la valorizzazione dell’agricoltura cittadina. Gualtieri ha inoltre criticato i sistemi di valutazione degli alimenti basati sui “semafori”, che, ha osservato, rischiano di premiare prodotti artificiali sulla base di “un calcolo puramente matematico, astratto, non legato alla realtà”.

“Coldiretti non si limita alla tutela diretta degli interessi economici dei propri iscritti, ma assume un grande tema generale che riguarda tutti”, ha concluso il sindaco. Una battaglia che tiene insieme “qualità, economia, futuro e salute” e che “meriterebbe che anche qualcun altro se ne occupasse con un po’ più di vigore e determinazione”.