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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Rubio: “Possibile pace già in giornata”, ma Teheran nega

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Rubio: “Possibile pace già in giornata”, ma Teheran nega
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 25 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 25 maggio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 25 maggio 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 25 maggio 2026
Inizio diretta: 25/05/26 07:00
Fine diretta: 26/05/26 00:00
Al vaglio piano per la riapertura Stretto 30 giorni dopo intesa

Gli Stati Uniti e l’Iran stanno discutendo un piano che prevede di riaprire lo Stretto di Hormuz 30 giorni dopo aver raggiunto un’intesa per mettere fine alle ostilità. A scriverlo, citando una fonte diplomatica mediorientale, è il quotidiano finanziario Nikkei.

Un alto funzionario statunitense aveva precedentemente affermato che l’Iran avrebbe acconsentito “in linea di principio” alla riapertura dello Stretto di Hormuz – bloccato al traffico commerciale per la maggior parte della guerra – in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani. Ci sarebbero poi 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo.

Rimosso blocco a internet in Iran dopo 3 mesi

È stato rimosso in Iran il blocco a internet in atto da circa tre mesi. Secondo i media statali, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato al ministero delle Comunicazioni di ripristinare l’accesso alla rete ai livelli precedenti allo scorso gennaio. Secondo fonti del ministero, verrebbe ripristinato il pieno accesso dei cittadini iraniani a internet, senza le restrizioni e i filtri che limitano la connessione a siti e piattaforme estere.

Stando all’agenzia Fars, tuttavia, la decisione del presidente ha sollevato dubbi sulla sua reale competenza in materia, dal momento che le restrizioni alla rete sarebbero state decise dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e potrebbero quindi essere modificate solo dallo stesso organismo.

Media Teheran: falsa la notizia sull'ok al trasferimento dell'uranio in Cina

L’agenzia iraniana Tasnim ha smentito la notizia, riportata da al-Arabiya, su un presunto via libera di Teheran al trasferimento del suo uranio arricchito ad alti livelli in Cina, definendola “falsa” e parte di “operazioni ostili a livello di informazione”. Secondo la Tasnim, ritenuta vicina ai Pasdaran, si tratta di una ricostruzione che non trova alcun riscontro nelle bozze in discussione. L’agenzia di stampa iraniana sottolinea che non esiste alcun impegno di Teheran a trasferire o esportare materiale nucleare.

Teheran: "Progressi su molte questioni ma accordo non imminente"

“Corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei. “Ma dire che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente… nessuno può fare una simile affermazione”. “Il tempo è dalla nostra parte”, ha detto Trump. Ma Teheran avverte: “Se continua l’ostruzionismo Usa su alcune clausole dell’accordo, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati, l’accordo può saltare”.

Al-Arabiya, Teheran pronta a trasferire uranio altamente arricchito in Cina

L’Iran sarebbe pronto a trasferire in Cina il proprio uranio arricchito ad alti livelli. Per procedere con eventuali intese con gli Stati Uniti, avrebbe posto come condizione  l’ottenimento di garanzie da parte di Pechino. Lo riferiscono fonti citate da Al-Arabiya.

Trump rende omaggio ai militari Usa caduti: "Teheran non avrà arma nucleare"

Il presidente americano Donald Trump ha reso omaggio ai 13 militari statunitensi caduti nel conflitto con l’Iran. È intervenuto al Cimitero Nazionale di Arlington, accennando brevemente alla guerra. Trump ha affermato che il sacrificio dei caduti garantirà che “lo Stato sponsor numero uno del terrorismo al mondo non avrà mai un’arma nucleare, e non l’avrà”.

Boom prezzi pecore in vista dell'Eid a causa disordini e aumenti carburante

La crisi economica e l’aumento dei prezzi della benzina, causati dalla guerra in Medio Oriente e dall’insurrezione, hanno fatto lievitare i costi delle pecore in Nigeria in vista dell’Eid al-Adha, una delle festività religiose più importanti del calendario islamico. Circa metà della popolazione del paese è musulmana e la domanda di pecore aumenta vertiginosamente durante le celebrazioni. Diversi commercianti hanno riferito all’Afp che le vendite sono state lente quest’anno, a causa del forte aumento del costo del bestiame. I prezzi delle pecore, molto apprezzate durante le celebrazioni, variano da 250.000 naira (circa 183 dollari) a 1,2 milioni di naira, a seconda delle dimensioni. Animali simili venivano venduti tra 150.000 e 1 milione di naira l’anno scorso, ha dichiarato il commerciante Abdullahi Bukar. Ha aggiunto che l’insurrezione nel nord-est del Paese, le numerose tasse e i pedaggi illegali riscossi dalle forze di sicurezza hanno fatto lievitare i prezzi.

I costi di trasporto in genere aumentano durante i periodi festivi, ma l’impennata dei prezzi della benzina di quest’anno, innescata dalla guerra in Medio Oriente, ha intensificato la pressione. Il costo del trasporto del bestiame al mercato è più che raddoppiato. Inoltre, molti musulmani viaggiano per celebrare l’Eid con le loro famiglie, ma alcuni stanno ora valutando di rinunciare ai loro piani a causa dell’aumento dei prezzi. Il costo della benzina è quasi raddoppiato in molte parti del paese, passando da circa 850 naira al litro a oltre 1.320 naira, un record in un paese dove all’inizio del 2023 la benzina costava circa 195 naira. Anche i commercianti del mercato delle pecore hanno riferito all’Afp che l’aumento delle tariffe di trasporto rappresenta un grosso problema per loro.

Wall Street Journal, battuta d'arresto nei negoziati per fine guerra

Prosegue a rilento il negoziato tra Stati Uniti ed Iran per arrivare a un’intesa sulla fine del conflitto, con le due parti ancora distanti su questioni chiave come il programma nucleare e le misure di alleggerimento delle sanzioni economiche. E’ quanto evidenzia il Wall Street Journal, malgrado il presidente, Donald Trump, abbia sostenuto nelle scorse ore che i negoziati “procedono bene”.

Secondo il quotidiano americano, il rallentamento arriva dopo un fine settimana di segnali contrastanti, in cui Trump ed altri esponenti dell’Amministrazione avevano lasciato intendere che un accordo fosse vicino, per poi frenare nelle ore successive. Lo stesso tycoon ha poi dichiarato di non voler chiudere un’intesa che non sia “valida e appropriata”.

Il Wsj sostiene che le trattative abbiano subito una battuta d’arresto anche per le pressioni dell’ala più dura del Partito Repubblicano, preoccupata che un accordo possa portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz e a un allentamento della pressione economica sull’Iran senza garanzie sufficienti sul programma nucleare.

Fonte saudita a Cnn: "Accordi Abramo? Solo se ci sarà Stato palestinese"

L’Arabia Saudita normalizzerà le relazioni con Israele quando ci sarà un “percorso irreversibile” verso uno stato palestinese. Lo ha ribadito una fonte saudita alla Cnn dopo il post su Truth di Donald Trump incentrato sugli Accordi di Abramo. Riad resta sulla “stessa posizione di sempre”, ha detto la fonte, insistendo su “un percorso irreversibile verso uno Stato palestinese”.

Media Israele: "Ripresa rapida della produzione missilistica"

L’Iran ha ripreso la produzione di missili balistici, lanciatori e altri sistemi d’arma cruciali a un ritmo molto più rapido del previsto, dopo la guerra con Israele e gli Stati Uniti. Lo rivela un servizio della rete israeliana Canale 12, che cita valutazioni aggiornate dell’intelligence statunitense e un alto funzionario israeliano.

Secondo il media, Teheran ha riavviato la produzione utilizzando i componenti rimasti intatti dopo i raid, strutture sotterranee improvvisate e linee di produzione parzialmente ripristinate, con l’assistenza di Russia e Cina. I funzionari della difesa israeliani ritengono ora che l’Iran potrebbe ricostruire le proprie capacità di produzione di droni entro pochi mesi e incrementare significativamente la produzione di missili balistici entro circa un anno, o forse anche prima.

Stando all’emittente israeliana, le valutazioni aggiornate dell’intelligence indicano che circa due terzi dei lanciamissili iraniani rimangono operativi, contraddicendo le stime precedenti, risalenti al periodo bellico, secondo le quali circa la metà sarebbe stata distrutta.

Si tratta su riapertura Hormuz, ma rischio"'incubo logistico"

La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, inserita tra i punti del memorandum d’intesa in discussione tra le parti, viene letta come un segnale di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Ma, secondo analisi rilanciate dalla Cnn, la fine delle ostilità non coinciderebbe affatto con un ritorno rapido alla normalità. L’emittente american definisce infatti la fase post-riapertura un vero e proprio “incubo logistico”, sottolineando come il sistema del trasporto petrolifero nel Golfo richieda una complessa sequenza di operazioni prima di tornare a regime.

Nel Golfo, infatti, restano bloccate ltre 160 petroliere, con circa 170 milioni di barili di greggio a bordo. Prima ancora di parlare di piena riapertura, queste navi dovranno defluire dallo stretto e liberare i corridoi di transito: un’operazione lenta, complessa e condizionata dalle capacità portuali e dalla sicurezza della navigazione. Secondo gli analisti di Kpler, il ripristino completo del traffico potrebbe richiedere fino a tre mesi.

Il secondo nodo riguarda le scorte accumulate a terra durante il blocco. Raffinerie e depositi si sono progressivamente saturati, perché il petrolio estratto non poteva essere spedito. Prima di riportare la produzione ai livelli ordinari, sarà necessario smaltire questi stock, rallentando ulteriormente la ripresa del sistema.

Teheran: "Abbattuto drone ostile nello spazio aereo del Golfo"

L’Iran ha abbattuto “un drone ostile” sulle acque del Golfo con i suoi droni intercettori Arash-e Kamangir. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars, che, citando funzionari anonimi di Teheran, aggiunge: “Quest’operazione, condotta utilizzando un sistema con capacità nascoste, è un messaggio chiaro e deciso da parte dell’Iran”.

Ministero Salute iraniano: "Mojtaba Khamenei ferito superficialmente il 28 febbraio"

Le ferite riportate dalla Guida Suprema, ayatollah Mojtaba Khamenei, negli attacchi israelo-americani di fine febbraio erano solo “superficiali”. Ad affermarlo è stato un funzionario del ministero della Salute iraniano. Mojtaba Khamenei non è apparso in pubblico da quando è stato nominato Guida Suprema dell’Iran l’8 marzo, rilasciando solo dichiarazioni scritte. A marzo, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth aveva dichiarato che “si riteneva fosse vivo, ferito e sfigurato”.

Il portavoce del ministero della Salute di Teheran, Hossein Kermanpour, ha parlato oggi del ferimento di Khamenei, il 28 febbraio, e ha descritto il suo arrivo intorno alle 13 nell’ospedale in cui è stato ricoverato e di cui non ha rivelato il nome. Al suo arrivo “è entrato in sala operatoria come diversi altri feriti”.

Il portavoce ha parlato di “ferite superficiali al viso, alla testa e alle gambe, che non hanno richiesto amputazioni né hanno comportato particolari problemi di salute”. “Non si è verificato nulla di grave”, ha dichiarato Kermanpour all’agenzia di stampa Ilna, citata dal Times of Israel. “Dal mio punto di vista di medico, non si trattava di lesioni gravi che richiedevano interventi speciali, a parte uno o due punti di sutura”.

Trump collega intesa a allargamento Accordi Abramo: "Negoziati vanno bene"

Donald Trump collega un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran agli Accordi di Abramo, alla normalizzazione diplomatica tra Paesi arabi e Israele dell’epoca del suo primo mandato alla Casa Bianca.

Il tycoon afferma di aver detto ai leader di Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania che “dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, come minimo, sottoscrivano contemporaneamente gli Accordi di Abramo” dopo la firma dell’intesa con l’Iran. In un post su X il presidente degli Stati Uniti esordisce sostenendo che “i negoziati” con la Repubblica Islamica “procedono bene”.

Colloqui a Doha, c'è anche governatore Banca centrale Teheran

Il capo del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, e il governatore della Banca centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati, sono a Doha per colloqui su un possibile accordo con gli Usa. “Ghalibaf e Araghchi sono arrivati oggi a Doha per colloqui sul lavoro diplomatico in atto per porre fine al conflitto”, ha detto una fonte informata all’agenzia Afp. In cima all’agenda, ha confermato, “questioni relative allo Stretto” di Hormuz, “l’uranio altamente arricchito” e la questione dei fondi iraniani bloccati, che – ha detto la fonte – “è oggetto del memorandum d’intesa nel quadro di un eventuale accordo definitivo”.

Washington Post, per Teheran apertura Stretto Hormuz avverrà in fasi

L’apertura dello Stretto di Hormuz, a cui l’Iran e gli Stati Uniti stanno lavorando, avverrà ”in fasi”.

Lo ha dichiarato un funzionario iraniano a condizione di anonimato al Washington Post. Nella prima fase, ha spiegato, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco statunitense. Non vengono fatte previsioni su quando lo Stretto tornerà navigabile, ma un alto funzionario dell’Amministrazione Trump ha presentato al Washington Post il nuovo accordo come un mezzo per “alleviare i costi del carburante per le famiglie americane “.

A condizione di anoniamto, il funzionario ha affermato che l’attuale blocco statunitense verrà “allentato proporzionalmente” con l’apertura dello Stretto. Inoltre i beni congelati non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo uranio altamente arricchito.

Nel frattempo un alto funzionario dell’Amministrazione Trump ha spiegato al Washington Post che è già stato messo a punto un “quadro di riferimento” che estende la tregua di 60 giorni in attesa che le parti raggiungano un “accordo definitivo” per porre fine alla guerra. Al momento nessun documento è stato ancora firmato e non è chiaro quanto l’accordo quadro sia vincolante, ha precisato il funzionario. In ogni caso la garanzia è che tutti ”cessino i combattimenti nella regione”, ha aggiunto la fonte, garantendo al contempo il diritto di Israele di ”agire contro le minacce imminenti”.

Presidente dell'Iran: "Non cederemo alle richieste eccessive degli Usa"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non cederà alle pressioni o a quelle che ha definito richieste eccessive nei colloqui con gli Stati Uniti. “La Repubblica islamica non cederà in alcun caso alle pressioni e alle richieste eccessive”, ha affermato il presidente iraniano.

Trump: “O accordo grandioso o non ci sarà”

“L’accordo con l’Iran sarà o grandioso e significativo, oppure non ci sarà alcun accordo. Sarà l’esatto opposto del disastro del Jcpoa negoziato dalla fallimentare amministrazione Obama, che era una via diretta e aperta verso un’arma nucleare per l’Iran. No, io non faccio accordi del genere”. Così Donald Trump su Thruth.  “Rido di tutti quei ‘Dumocratici’, RINO e sciocchi che non sanno nulla del potenziale accordo che sto stringendo con l’Iran, cose che non sono state nemmeno negoziate ancora, persone deboli e inefficaci come il senatore fallito Thom Tillis (che presto lascerà l’incarico!), Bill Cassidy, che ha appena subito una pesante sconfitta alle primarie, il pessimo deputato Thomas Massie, un vero e proprio farabutto che ha perso in modo schiacciante contro un grande patriota americano (appoggiato da “TRUMP”) dopo aver mostrato un’enorme slealtà verso il suo partito (e il suo Paese!), e quasi tutti i Dumocratici, persone che hanno perso completamente la strada, sostenendo costantemente politiche sbagliate e candidati ancora peggiori, ma che criticano costantemente ogni mia fantastica vittoria. Queste persone dovrebbero andare a casa e riposarsi, non fanno altro che creare divisioni e perdite. In altre parole, sono dei perdenti!”

Iran: “Nessuna discussione sul nucleare”

“È vero che abbiamo ottenuto risultati su una parte significativa delle questioni, ma questo non significa che qualcuno possa affermare che la firma di un accordo sia vicina”. Così Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Su Hormuz ha poi aggiunto: “Nel memorandum non discutiamo i dettagli dell’accordo. La questione di come lo Stretto sarà gestito viene decisa dai Paesi costieri”.

Iran: “Passi avanti, ma accordo ancora distante”

“È vero che abbiamo ottenuto risultati su una parte significativa delle questioni, ma questo non significa che qualcuno possa affermare che la firma di un accordo sia vicina”. Così Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Su Hormuz ha poi aggiunto: “Nel memorandum non discutiamo i dettagli dell’accordo. La questione di come lo Stretto sarà gestito viene decisa dai Paesi costieri”.

Iran: “Giustiziato leader proteste che aveva partecipato a colpo di stato”

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim riferisce che le autorità locali hanno giustiziato Abbas Akbari, un leader armato condannato per aver partecipato a un presunto colpo di stato a gennaio. Secondo quanto riportato anche da Al Jazeera, Akbari è stato giustiziato per impiccagione in seguito a una sentenza della Corte Suprema del Paese. Era stato condannato per “moharebeh” (inimicizia contro Dio), danneggiamento di proprietà pubblica e per aver sparato con una pistola contro le forze di sicurezza a Nain, nella provincia di Isfahan, durante i disordini diffusi a gennaio

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

ll Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbe concretizzarsi già “oggi stesso”. “Pensavamo di poter avere qualche notizia domenica sera, forse oggi, non darei troppa importanza alla cosa”, ha detto Rubio a Nuova Delhi, riferendosi al potenziale accordo, parlando con i giornalisti prima di lasciare la capitale indiana, dove si trovava per una visita ufficiale. 

Rubio ha poi affermato che Israele avrà “sempre” il diritto di difendersi, indipendentemente da qualsiasi accordo tra Washington e Teheran, riprendendo le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. “Israele ha sempre il diritto di difendersi. Ogni Paese al mondo ha questo diritto. Quindi, se Hezbollah si prepara a lanciare missili o lancia missili contro di loro, Israele ha il diritto di reagire”, ha detto il segretario di Stato.