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Base di Sigonella negata agli USA, cosa è successo e la situazione attuale

Base di Sigonella negata agli USA, cosa è successo e la situazione attuale
Ingresso NAS Sigonella – QdS

Il “no” della Difesa italiana scatena il dibattito. Ecco le ultime notizie sulla principale base militare statunitense in Sicilia e le reazioni ai fatti delle ultime ore.

È sulla bocca di tutti la notizia del “no” agli USA, impegnati nella guerra contro l’Iran e in operazioni militari nel Golfo, per l’utilizzo della base militare di Sigonella. Il dibattito pubblico ha fatto presto a scatenarsi, tra chi accoglie la notizia con entusiasmo considerandolo un precedente che potrebbe segnare la distanza dell’Italia dalle operazioni militari in corso e chi sostiene che quanto accaduto possa alterare – in qualche modo – i rapporti tra Italia e Stati Uniti.

Base Sigonella negata agli USA, cosa è successo e cosa cambia

Secondo le ultime informazioni raccolte dal QdS, la base militare di Sigonella sarebbe operativa per i servizi logistici, le normali attività e tutto ciò che è previsto dagli accordi internazionali in vigore per le basi straniere in Italia. Il “No” arrivato dallo Stato Maggiore della Difesa – annunciato da un articolo del Corriere della Sera – riguarderebbe uno specifico episodio: gli Stati Uniti avrebbero comunicato l’intenzione di alcuni asset aerei (con ogni probabilità destinati a seguire il percorso verso Oriente) di atterrare a Sigonella, ma lo avrebbero fatto quando gli aerei erano già in volo. La richiesta di autorizzazione per il transito di quel tipo specifico di velivolo (secondo le prime verifiche, non destinato a finalità logistiche), quindi, non sarebbe arrivata per tempo. Da qui, il “no” dell’Italia per la specifica operazione.

Le reazioni

La base di Sigonella negata agli USA ha fatto presto a suscitare il clamore mediatico e a riportare alla mente episodi – come quello della crisi di Sigonella del 1985 – di precedenti casi diplomatici tra Italia e Stati Uniti. Angelo Bonelli – deputato di AVS e co-portavoce di Europa verde – parla di un “atto dovuto” del Governo per garantire il rispetto dei trattati vigenti ma aggiunge che “l’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta”. Le opposizioni, quindi, chiederebbero un intervento più forte contro l’utilizzo di siti strategici in Italia per finalità anche lontanamente militari.

Ha parlato della vicenda anche Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa, commentando all’Adnkronos: “Per quanto riguarda in particolare Sigonella, la sua fruibilità è almeno duplice. La prima come base aerea attrezzata per lo scalo e il rifornimento di velivoli Usa di qualunque tipo operanti nell’ambito delle ostilità presenti o presumibili nell’area mediorientale, la seconda possibilità di utilizzo è quella legata alle operazioni di assetti unmanned (droni) di grandi capacità già presenti sulla base, il cui impiego è consentito solo se legato ad operazioni Nato. Per finalità di altro tipo invece è necessario il via libera del Paese ospitante – l’Italia – la quale si riserva una decisione dopo aver esaminato -governo e se del caso il Parlamento-la richiesta pervenuta in tutte le sue prospettive. Proprio per questo e per le potenzialità di questi momenti di alterazione significativa degli equilibri dei rapporti internazionali, è necessario che il Consiglio europeo metta a punto una decisione comune o delle chiare linee di indirizzo che i Paesi membri potranno mutuare o tenere come riferimento per le proprie decisioni”.

Parlando proprio degli accordi in vigore e della decisione del Ministero su Sigonella, Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, ribadisce a Sky Start: “La nostra impostazione è chiara e l’abbiamo espressa in Parlamento. Esiste un trattato con gli Stati Uniti sull’utilizzo delle basi, che stabilisce regole precise: tra queste, non è prevista la possibilità di far atterrare o far ripartire bombardieri. Da questo punto di vista, riteniamo che il trattato sia stato rispettato”.

La nota di Palazzo Chigi

In merito alla questione Sigonella-USA-Italia è intervenuta direttamente la Presidenza del Consiglio dei ministri, negando qualsiasi “frizione” con gli Stati Uniti e ribadendo la linea italiana sul conflitto. Nella nota si legge: “In riferimento alle notizie di stampa sull’utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere. La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica”.

“Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”, viene sottolineato nella stessa nota.

E ancora, Palazzo Chigi ribadisce: “Il Governo continuerà ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale“.

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