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Crosetto risponde sul caso Sigonella, la linea: “Si rispettano i trattati”

Crosetto risponde sul caso Sigonella, la linea: “Si rispettano i trattati”
Foto da Adnkronos

Le conferme della Difesa sul caso Sigonella e sull’uso delle basi statunitensi e NATO in territorio italiano.

Rimangono strettamente in vigore gli accordi sulle basi statunitensi e NATO in Italia, senza “rotture isteriche” o “subordinazioni infantili”. Lo conferma – durante l’informativa urgente alla Camera – il ministro della Difesa Guido Crosetto, che durante il suo intervento si è espresso anche sul caso Sigonella e l’atterraggio negato.

Basi in Italia e guerra Iran, cosa ha detto Crosetto sul caso Sigonella – USA

I fatti di qualche giorno fa, quando l’utilizzo della base di Sigonella – in territorio siciliano -, presumibilmente per l’atterraggio di un aereo diretto in Medio Oriente non comunicato per tempo, è stato negato agli USA, hanno riacceso il dibattito sull’utilizzo delle basi statunitensi e NATO in Italia. Un dibattito che, con la guerra Iran-USA giunta ormai a un punto cruciale e con le tensioni internazionali alle stelle, preoccupa tanto le forze politiche quanto i cittadini.

Su questo argomento il ministro Crosetto ha assicurato che il Governo si muove sulla strada “della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione”. Si fa, quindi, solo ciò che è lecito nell’ambito degli accordi internazionali in vigore. “Nessuno di noi si prende meriti facendo applicare la legge e deve dire no. Non esistono eroi. Non bisogna essere coraggiosi per dire no agli Stati Uniti se ci fanno una richiesta che non è possibile accettare. Noi non siamo difesi dal nostro coraggio, siamo difesi dal nostro rispetto delle istituzioni, della legge e della Costituzione”, è la posizione del numero uno della Difesa, che mette in evidenza la continuità tra la posizione del Governo attuale e quella dei predecessori in merito all’uso delle basi in territorio italiano.

I trattati in vigore

Crosetto – discutendo ancora una volta del caso Sigonella – ha voluto richiamare i trattati che regolano l’utilizzo delle basi statunitensi e dell’Alleanza atlantica nel territorio nazionale. Per la Nato, il riferimento è la Convenzione sullo statuto delle forze del 1951 (accordo NATO SOFA), ratificato dall’Italia nel 1955. Per quanto riguarda specificamente i rapporti Italia-USA, il ministro ha citato il Technical Agreement del 30 giugno 1954, il Bilateral Infrastructure Agreement del 20 ottobre 1954 (aggiornato negli anni ’70) e lo Shell Agreement del 1995. Quest’ultimo è un Memorandum d’intesa (MOU) tra Italia e USA e prevede un Technical Agreement (Accordo tecnico) per ciascuna base di applicazione (compresa quella di Sigonella).

“Non siamo in guerra”

Nell’informativa su Sigonella, Crosetto ha invitato le forze politiche a non trasformare il tema delle basi in terreno di scontro politico, soprattutto in un momento in cui il Paese “ha bisogno di unità” per affrontare le conseguenze della situazione geopolitica attuale, in un contesto dove “una follia sembra aver preso il mondo” e la corsa al nucleare appare nel vivo. Nessuna condanna ferma dell’ultimatum di Trump, ma solo alla corsa al nucleare.

Crosetto ha anche ribadito che l’Italia non è in guerra, sottolineando che “rispettare questi accordi non significa essere coinvolti in una guerra, che come tutti sanno nessuno di noi ha voluto, ma rispettare degli impegni entro i confini dettati dalla legge e dalla Costituzione”. “Non siamo in guerra con l’Iran o con altri Stati, noi, e non ci riguarda questo”, ha aggiunto.

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