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Guerra in Iran, Tajani e Crosetto: “Ecco come agiremo per aiutare i Paesi del Golfo”

Guerra in Iran, Tajani e Crosetto: “Ecco come agiremo per aiutare i Paesi del Golfo”
Foto da Adnkronos

Operazioni della Farnesina, gli interventi della Difesa per i cittadini e i militari, e le modalità dell’aiuto ai Paesi del Golfo: i ministri Tajani e Crosetto parlano alla Camera.

I ministri degli Esteri e della Difesa Antonio Tajani e Guido Crosetto hanno concluso delle comunicazioni al Parlamento per chiarire la posizione dell’Italia nell’ambito della guerra in Iran e sugli aiuti – difensivi per ora – ai Paesi del Golfo. “La gravità della situazione richiede a tutti noi, Parlamento e Governo, un’assunzione di responsabilità condivisa. Sulla politica estera, sulla sicurezza dei cittadini e la difesa del tessuto produttivo, una grande democrazia deve essere capace di non dividersi”, ha esordito il vicepremier Tajani, auspicando il supporto del Parlamento alle azioni del Governo dopo gli “attacchi indiscriminati e insensati” dell’Iran a diversi Paesi del Golfo (e non solo).

Tajani e Crosetto, le comunicazioni sulla guerra in Iran

Come anticipato dalla premier Meloni in un’intervista a Rtl 102.5, l’Italia “non è in guerra” e “non vuole entrarci”. Ciò nonostante, il Governo intende inviare degli aiuti ai Paesi del Golfo, di natura difensiva. “In questo quadro in costante evoluzione è concreto il rischio di un allargamento del conflitto“, spiega Tajani, aggiungendo che, considerando anche che gli attacchi iraniani hanno raggiunto anche Cipro, “è doveroso garantire solidarietà e assistenza”.

Tajani ha parlato delle situazioni più delicate – quella del Kurdistan iracheno e dell’Iraq, dove sono presenti militari italiani; quella dell’apertura del fronte libanese, “ulteriore elemento destabilizzante” in Medio Oriente e quella dello Stretto di Hormuz -, sottolineando come la Farnesina sia già entrata in azione per aiutare gli italiani nelle zone a rischio. Sarebbero già stati aiutati in 10mila e nelle prossime ore aerei speciali andranno in soccorso a chi è ancora bloccato nell’area del Golfo.

Per quanto riguarda le conseguenze economiche del conflitto e le attuali tensioni internazionali, che “rischiano di pesare sui prezzi di molte materie prime, grano e cereali”, l’Italia ribadisce il proprio sostegno ai partner della “regione del Mediterraneo allargato” con il Piano Mattei e valuta eventuali aggiustamenti e incrementi al proprio impegno in questo ambito. Obiettivo primario per l’Italia, però, rimane sostenere “ogni iniziativa utile alla de-escalation“. Per farlo – spiega Tajani – è “doveroso aderire” alle richieste dei Paesi del Golfo per il sostegno alla difesa, anche a tutela di civili e italiani presenti in quelle aree.

Come agisce la Difesa italiana

A specificare i dati sulle azioni della Difesa a tutela degli italiani nei Paesi a rischio e a ufficializzare i supporti difensivi ai Paesi amici dell’area del Golfo è il ministro Crosetto. Prima dell’inizio della nuova fase del conflitto, erano 2576 le persone nell’area interessata, ma degli spostamenti di mezzi, civili e militari sarebbe iniziata già prima dell’escalation registrata lo scorso sabato. Dal Kuwait, 239 militari sono stati mobilitati verso l’Arabia Saudita. Operazioni simili in Qatar, Bahrein e Kurdistan iracheno. Per quanto riguarda il Libano, Crosetto specifica che “stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte a ogni esigenza, sia rimodulando il personale sia intervenendo con un dispositivo navale o – se si rendesse necessaria – procedendo all’evacuazione della popolazione civile

L’Iran – aggiunge il ministro – “sta adottando una strategia diversa, creando caos e complessità economiche” e scatenando preoccupazioni perché tanti attacchi hanno colpito “anche basi europee e basi NATO”. L’Italia, però, non è in guerra. “Non ci sono indicazioni di intervento”, che potrebbero arrivare solo ed esclusivamente se vi fossero attacchi diretti e mirati contro i Paesi appartenenti all’Europa o alla NATO.

“Lo strumento con il quale possiamo rispondere alle richieste dei Paesi in difficoltà è quello delineato e autorizzato da questo Parlamento nell’attuale pacchetto ‘Missioni internazionali’. Mi riferisco alla possibilità di ‘dispiegare un dispositivo multi dominio internazionale in Medio Oriente alla fine di garantire la realizzazione di un ambiente sicuro e alla stabilità regionale’. Oggi, alla luce dei recenti accadimenti, intendiamo adeguare il dispositivo esistente con assetti difensivi, sistemi di difesa aerea, anti-drone e anti-missilistica nel perimetri di quanto ci è autorizzato e nei limiti geografici e funzionali della missione. Occorre disporre nell’area di ulteriori presidi per i nostri contingenti e per i nostri connazionali”, ha spiegato Crosetto.

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