Stop alle operazioni militari contro l’Iran, avanti in Libano contro gli Hezbollah. L’accordo che include anche la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz c’è ma se per il Pakistan – mediatore nella trattativa – è totale, per Israele non è così. Le forze di difesa israeliane – le famose Idf – annunciano infatti che le operazioni di terra mirate nel Paese dei cedri continueranno.
Via X fanno sapere che “nel rispetto delle direttive a livello politico, le Idf hanno interrotto il fuoco nelle operazioni contro l’Iran”, avviate lo scorso 28 febbraio con gli Usa, e restano in stato di massima allerta, “pronte per rispondere a livello difensivo a qualsiasi violazione”.
Le Idf confermano di aver condotto nella notte raid su vasta scala contro siti in Iran usati per il lancio di missili, prima dell’annuncio della tregua di due settimane. “Contemporaneamente – si legge – in Libano le Idf continuano a condurre operazioni di terra mirate contro Hezbollah. Le Idf continueranno a operare su tutti i fronti per difendere Israele”.
Netanyahu: “Israele sostiene la decisione Trump, Libano escluso”
“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere i raid contro l’Iran per due settimane a patto che apra immediatamente lo Stretto e fermi tutti gli attacchi contro Usa, Israele e Paesi nella regione”. Lo si legge in una dichiarazione diffusa su X dall’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, a seguito dell’annuncio di due settimane di tregua arrivato da Donald Trump.
Nelle scorse settimane Israele ha anche avviato nuove operazioni contro gli Hezbollah in Libano e la dichiarazione di Netanyahu puntualizza che “il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano” a differenza di quanto era stato annunciato nella notte su X da Shehbaz Sharig, premier del Pakistan, protagonista della mediazione tra Usa e Iran.
La dichiarazione del premier israeliano prosegue: “Israele sostiene il lavoro degli Stati Uniti per garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per l’America, per Israele, i vicini arabi dell’Iran e il mondo”. Gli Stati Uniti, conclude il testo, “hanno detto a Israele di essere impegnati a raggiungere nei prossimi negoziati questi obiettivi, condivisi da Usa, Israele, alleati nella regione”.
L’esercito libanese ai civili: “Non tornate nei villaggi a sud”
Intanto, l’esercito libanese ha invitato i civili a non tornare nei villaggi del Libano meridionale, dopo che Israele ha dichiarato che il cessate il fuoco in Iran non si applica ai combattimenti contro Hezbollah.
“Alla luce degli sviluppi regionali e della diffusione di notizie su un cessate il fuoco, il comando dell’esercito invita i cittadini ad astenersi dal tornare nei villaggi e nelle città del sud e ad evitare di avvicinarsi alle zone in cui le forze di occupazione israeliane sono avanzate, al fine di preservare la propria sicurezza, soprattutto perché potrebbero esporre le proprie vite al pericolo di continui attacchi israeliani”, si legge in un comunicato delle forze armate libanesi.
Madrid: “Inaccettabile che Israele prosegua invasione del Libano dopo accordo con Usa”
Arrivano le prime reazioni alla questione. La Spagna giudica “inaccettabile” il proseguimento dell’invasione del Libano da parte delle forze israeliane dopo il raggiungimento di un accordo per una tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran.
“Devono essere chiusi tutti i fronti e tutti i fronti significa anche il Libano. È inaccettabile che prosegua la guerra di Israele, l’invasione di Israele di un Paese sovrano come il Libano”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Jose Manuel Albares, citato da Rne.
Il premier Pedro Sanchez ha accolto positivamente il cessate il fuoco come “una notizia positiva” pur precisando che la Spagna “non intende applaudire a chi ha innescato l’incendio del mondo solo perché si presentano con un secchio d’acqua”.
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