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Conflitto in Iran: Francia e Regno Unito inviano navi da guerra, sistemi antidrone e antimissile a Cipro

Conflitto in Iran: Francia e Regno Unito inviano navi da guerra, sistemi antidrone e antimissile a Cipro
Foto da Adnkronos

I due Paesi europei hanno confermato gli aiuti all’Isola del Mediterraneo colpita da due droni che hanno attaccato la base militare britannica sul territorio

Francia e Gran Bretagna in soccorso di Cipro. L’Isola è stata colpita da due droni che hanno attaccato la base del militare del Regno Unito.

L’agenzia di stampa cipriota Cna ha riferito che la Francia intende mandare sistemi anti-drone e sistemi anti-missile e una seconda fregata al largo dell’isola, così come concordato in una telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron ed il presidente cipriota Nikos Christodoulides.

Il Times ha invece dato notizia dell’invio a Cipro di una nave da guerra britannica nell’ambito della più ampia strategia per rafforzare la sua presenza militare nella regione.

Il generale Tricarico: “Drone su Cipro? Ipotesi guerra in Europa da scartare”

Dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran, e soprattutto la notizia secondo cui un drone di fabbricazione iraniana avrebbe colpito una base dell’aviazione britannica a Cipro, sarà guerra anche in Europa? A rispondere all’Adnkronos è il generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare ed attuale presidente della Fondazione Icsa.

“Europa non sembra bersaglio”

“Più che i nervi saldi – le parole del generale – andrebbe usato un po’ di buon senso per convincersi che l’estensione del conflitto iraniano all’Europa è un’ipotesi da scartare in partenza. Perlomeno in senso convenzionale, in seguito al raggiungimento di Cipro da parte di un drone armato. La spina dorsale della capacità militare iraniana è il suo armamento missilistico e non sembra che i paesi europei possano essere un bersaglio su cui spendere risorse preziose a fronte dei pericoli esistenziali che il regime stesso sta correndo”, sottolinea il generale.

“Attenzione a terrorismo e cellule dormienti”

Continua: “Semmai ci si dovrebbe cautelare da un altro rischio non certo remoto come quello missilistico, il terrorismo ed una chiamata alle armi delle cellule dormienti. La diaspora negativa del regime, un pericolo teoricamente non infondato che prenderebbe presumibilmente di mira bersagli emblematici, che occorre proteggere con particolare attenzione, ma anche contesti più generici con qualunque arma a disposizione. Ed ancora più preoccupazione dovrebbe suscitare l’ipotesi non dietro l’angolo, ma per nulla peregrina con i tempi che corrono, di una condizione simile a quella israeliana o dei paesi del Golfo, ovverosia della tenuta del sistema di difesa aerea. Il nostro è piuttosto poroso e tutt’altro che impenetrabile”.

Tricarico conclude: “Quello dell’adeguamento del sistema di difesa aerea dovrebbe essere il primo passo serio da compiere in un processo di strutturazione di un modello di difesa nazionale o europeo”.

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