Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 7 aprile 2026.
Guerra Iran-USA-Israele, le ultime notizie del 7 aprile 2026 in diretta
L’esercito israeliano avverte di un aumento del rischio di attacchi in arrivo, in vista della scadenza dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran, previsto per le 20 americane (le 2 di notte in Italia).
“In seguito a una valutazione della situazione e nell’ambito dei preparativi per la possibile scadenza dell’ultimatum, nelle prossime ore potrebbe verificarsi un aumento del fuoco verso il territorio dello Stato di Israele”, dichiara l’esercito israeliano in un messaggio diffuso sul proprio canale Telegram.
Il presidente americano Donald Trump riferisce a Fox News che sono in corso “negoziati intensi” con l’Iran e che non è ancora stato “informato del tutto” sulla richiesta di prolungare di due settimane la scadenza da parte del premier pakistano Shehbaz Sharif. “Lo conosco molto bene, è un uomo molto rispettato”, dice Trump.
Udite esplosioni in serata a Doha: gli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato che le proprie difese aeree stanno rispondendo a minacce missilistiche. Lo confermano giornalisti dell’Afp.
“La difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti sta attualmente affrontando attacchi di missili e droni provenienti dall’Iran”, scrive il ministero della Difesa emiratino in un comunicato diffuso su X.
L’ultima nota da Palazzo Chigi sulla crisi nell’area del Golfo:
“Il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l’evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili”.
“L’Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz — arteria vitale per l’economia globale — fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo. Tuttavia, è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti. Il Governo italiano condivide quanto già dichiarato dalle istituzioni dell’Unione europea sulla necessità di preservare l’integrità delle infrastrutture civili, oltre che l’incolumità della popolazione iraniana, e auspica che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi”.
Il presidente statunitense Donald Trump è stato informato della richiesta da parte del premier pakistano, Shehbaz Sharif, di estendere di due settimane la scadenza per un accordo. Lo riferisce la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, citata dal New York Times, secondo cui “arriverà una risposta”.
L’Iran è pronto a “tutti gli scenari” a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum per un accordo stabilita dal presidente americano Donald Trump. Lo ha dichiarato il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref.
“La sicurezza nazionale e la sostenibilità delle infrastrutture sono oggetto dei nostri calcoli precisi. Il governo ha finalizzato in dettaglio le misure necessarie per tutti gli scenari – ha scritto Aref su X – Nessuna minaccia è al di fuori della nostra preparazione e capacità di intelligence”.
Il Pentagono avrebbe predisposto per il presidente statunitense Donald Trump una serie di opzioni di attacco contro obiettivi iraniani che sono sia militari che civili, nel tentativo di evitare contestazioni legate alla definizione di “crimine di guerra”. Lo riporta Nbc News, citando due funzionari statunitensi.
Secondo quanto riferito, Trump starebbe valutando se dare seguito alla minaccia di colpire infrastrutture critiche iraniane, tra cui ponti, centrali elettriche e impianti di desalinizzazione, alcune delle quali potrebbero rientrare tra obiettivi di natura civile.
Stando alla ricostruzione dell’emittente, tra le opzioni esaminate dal Pentagono figurerebbero infrastrutture a “doppio uso”, cioè utilizzate sia per scopi civili sia militari. Questa classificazione consentirebbe all’amministrazione di sostenere che si tratti di obiettivi legittimamente militari e, di conseguenza, non riconducibili tecnicamente alla definizione di crimine di guerra.
L’inchiesta delle Nazioni Unite sull’uccisione di tre caschi blu indonesiani nella missione Onu in Libano in due separati incidenti lo scorso marzo ha attribuito la morte al fuoco di carri armati dell’Idf, in un caso, e a un ordigno rudimentale di Hezbollah, in un altro. “Abbiamo richiesto alle parti coinvolte che i casi siano investigati e perseguiti dalle autorità nazionali per portare i responsabili alla giustizia e garantire che rispondano per i loro crimini contro i caschi blu”, ha dichiarato il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric.
Donald Trump lancia l’attacco totale contro l’Iran? L’ultimatum fissato dal presidente degli Stati Uniti sta per scadere: alle 2 italiane di mercoledì 8 aprile, in assenza di un accordo con Teheran, gli Usa saranno pronti a colpire le infrastrutture e le centrali dell’Iran. Israele, che affianca gli Stati Uniti nella guerra, attende. E in tv, sull’emittente Channel 13, parte il countdown verso la deadline.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha espresso preoccupazione per le parole del presidente statunitense Donald Trump secondo cui “un’intera civiltà morirà” senza un accordo di cessate il fuoco entro la scadenza prevista dall’ultimatum lanciato dagli USA. Il portavoce Onu Stéphane Dujarric ha dichiarato ai giornalisti che “il segretario generale è molto turbato dalle dichiarazioni che abbiamo ascoltato ieri e ancora questa mattina, dichiarazioni che suggeriscono che un intero popolo o un’intera civiltà possa essere chiamato a pagare le conseguenze di decisioni politiche e militari”.
“Questa crisi energetica richiede l’impegno di tutti e la cooperazione internazionale. Lunedì incontrerò il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, e il presidente della Banca mondiale, Ajay Banga, per discutere del lavoro delle nostre istituzioni a sostegno dei governi colpiti dalle ripercussioni economiche della guerra in Iran”. Lo scrive il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, sul suo profilo X.
Nelle ultime 24 ore si sono registrati progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma resta improbabile il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco entro la scadenza fissata da Donald Trump (le 20 ora statunitense, le 2 di notte in Italia). Lo riferiscono ad Axios fonti americane e israeliane.
Secondo le ultime informazioni, si starebbe discutendo anche di un possibile incontro in presenza tra una delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e una delegazione iraniana, potenzialmente con il coinvolgimento di mediatori pakistani.
Cina e Russia hanno posto il veto al Consiglio di sicurezza alla risoluzione sullo stretto di Hormuz, che prevedeva l’utilizzo di “tutte le misure necessarie” per porre fine alla chiusura del passaggio fondamentale per il commercio di petrolio e carburanti. A favore del testo hanno votato 11 Paesi, Cina e Russia hanno votato contro, mentre Colombia e Pakistan si sono astenuti.
Smentita la notizia della chiusura dei “I canali diplomatici e di colloqui indiretti con gli Stati Uniti non sono chiusi“. Si legge sull’account X del Tehran Times, dopo che lo stesso giornale qualche ora fa aveva dato notizia della chiusura di tutti i canali di comunicazione tra Washington e Teheran.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio – alla Cnn – rivela che potrebbero esserci novità sui negoziati “più tardi”, in giornata. Mistero su cosa intenda fare Trump allo scadere dell’ultimatum (intorno alle 2/3 di notte in Italia).
Il presidente statunitense Donald Trump conferma l’ultimatum all’Iran, ma – aggiunge – “se negoziati procedono la situazione potrebbe cambiare”.
“L’applicazione dell’accordo sull’uso delle basi americane in Italia è sempre stata caratterizzata da una assoluta e coerente continuità da oltre 75 anni. In questi anni, nessun governo ha mai messo in discussione o solo ventilato l’ipotesi di non attuare accordi né ha messo in discussione il loro contenuto o la loro portata”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nell’informativa urgente del Governo sull’utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle Forze armate statunitensi.
“L’Italia non è il solo Paese ad aver fatto accordi con gli Usa che prevedano l’uso delle basi – ricorda il ministro – Rispettare gli accordi non significa essere coinvolti in una guerra che nessuno ha voluto, ma rispettare gli impegni. Siamo parte della Nato, con capacità e assetti di cui gli alleati ci rendono pieno merito, ma sappiamo far rispettare le nostre leggi e i trattati che ci vincolano”.
“La follia senza limiti è quella di chi massacra decine di migliaia di ragazzi che chiedono solo la libertà di vivere, è la ricerca di un ordigno atomico per poterlo usare contro il nemico di sempre, Israele, è armare gruppi terroristici in ogni parte dell’oriente e dell’occidente e programmare stragi come quella del 7 ottobre, è considerare nemici tutti quelli che hanno un’altra cultura, è attaccare nazioni arabe vicine solo per scatenare una crisi economica. Questa è follia”. Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo a un post dell’Ambasciata iraniana di Roma.
I Guardiani della Rivoluzione in Iran hanno reso noto in un comunicato pubblicato dall’agenzia Irna di aver colpito, con missili e droni, un impianto petrolchimico nella zona di Jubail in Arabia Saudita dopo in risposta agli attacchi israeliani contro impianti dello stesso tipo in Iran. Si sono registrati un incendio e forti esplosioni.
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu conferma che gli attacchi in Iran vengono condotti “con intensità crescente” e che l’Aeronautica militare ha colpito durante il giorno “le ferrovie e i ponti utilizzati dalle Guardie Rivoluzionarie”. Lo riporta Ynet News. “Li usano per trasportare materie prime per armi, armamenti e i militanti che attaccano noi, gli Stati Uniti e anche i paesi della regione”, aggiunge.
Gli sforzi per facilitare i colloqui tra Stati Uniti e Iran sarebbero ancora in corso: lo hanno riferito due fonti pachistane a conoscenza delle discussioni a Reuters, rilanciata da Sky News. Questa è però una fase “critica e delicata”, soprattutto in considerazione del taglio dei contatti diplomatici.
“Da parte di Trump ci sono dei comportamenti dal punto di vista psicopatico sicuramente significanti“. Così il generale Vincenzo Camporini, ex Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e della Difesa, si esprime su Donald Trump a Un giorno da Pecora su Radiouno.
“Siamo nelle mani di chi ha oggettivamente dei problemi ed è circondato da personaggi, da ‘clientes’, che traggono vantaggio dall’acconsentire ai desideri di questo novello imperatore”, dice Camporini. Sul possibile attacco totale in caso di mancato raggiungimento di un accordo nelle prossime ore, Camporini aggiunge: “Sarà la solita giravolta di Trump, dirà che le sue proposte sono state accettate anche se non è vero. La sua è una minaccia non realizzabile nei toni dipinti, al massimo potrà avvenire nei confronti di alcuni obiettivi”.
Un missile balistico lanciato dall’Iran contro il sud di Israele poco fa sarebbe stato intercettato. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane. Al momento non si segnalano feriti.
L’Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti. Lo riferisce su X il Tehran Times.
“Un’intera civiltà morirà questa notte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”. Questa l’ultima, inquietante, minaccia di Trump all’Iran. Sono le ultime ore previste dall’ultimatum statunitense per arrivare a un accordo ed è corsa contro il tempo per evitare una nuova rovinosa escalation.
Gli Stati Uniti hanno colpito nelle ultime ore più di 50 obiettivi sull’isola di Kharg, importante hub iraniano per l’esportazione del petrolio. E’ quanto ha reso noto un ufficiale Usa citato dal Wall Street Journal. Due fonti del giornale hanno ripetuto che non sono state prese di mira infrastrutture petrolifere, ma solo “obiettivi militari”. Versione identica a quella fornita dal vicepresidente JD Vance e da un funzionario della Casa Bianca citato dal New York Times.
A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran e mentre sono già in corso raid su ponti e autostrade nella Repubblica islamica, il Qatar avverte che la situazione “è vicina” a un punto in cui non può più essere controllata. Dice il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari: “Avvertiamo dal 2023 che un’escalation lasciata incontrollata ci porterà a una situazione in cui non potrà più essere gestita e siamo molto vicini a quel punto. Ed è per questo che abbiamo esortato tutte le parti a trovare una soluzione, a trovare un modo per porre fine a questa guerra prima che sia troppo tardi”.
Aprile ‘nero’ per le forniture globali di petrolio, con una situazione in deciso peggioramento rispetto al mese di marzo, già difficile. A lanciare l’allarme è Fatih Birol, a capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) che in un’intervista rilasciata al quotidiano francese Le Figaro parla della crisi attuale, definendola come la “peggiore di quelle del 1973, 1979 e 2022 messe insieme”.
“Se lo stretto dovesse rimanere chiuso per tutto aprile, perderemmo il doppio del petrolio greggio e dei prodotti raffinati rispetto a marzo”, ha dichiarato Birol dicendosi “molto pessimista, perché questa guerra sta paralizzando una delle vie vitali dell’economia globale. Non solo petrolio e gas, ma anche fertilizzanti, prodotti petrolchimici, elio e molto altro ancora”.
“Un’intera civiltà morirà questa notte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”. Lo scrive in un post su Truth social Donald Trump, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum all’Iran (alle 2 di notte ora italiana, ndr), salvo poi agigungere: “Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di meravigliosamente rivoluzionario può accadere, chi lo sa?”. “Lo scopriremo questa notte, uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo – conclude il presidente americano – 47 anni di estorsione, corruzione e morte, finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!”.
Le forze Usa hanno condotto raid contro “obiettivi militari” sulla strategica isola di Kharg. E’ quanto ha riferito su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando una fonte americana secondo cui le operazioni non erano dirette contro le infrastrutture petrolifere, ma si è trattato di nuovi attacchi contro obiettivi militari già presi di mira in precedenza.
I post di Ravid arrivano dopo le notizie dell’agenzia iraniana Mehr che ha accusato Usa e Israele di aver effettuato “diversi attacchi sull’isola di Kharg”, segnalando “diverse esplosioni” nell’area al largo della costa occidentale dell’Iran.
“Diverse esplosioni” sulla strategica isola iraniana di Kharg. A riferirne è stata l’agenzia iraniana Mehr.
Tre morti e due feriti: questo il bilancio di un raid che ha preso di mira un ponte ferroviario nella città di Kashan, in Iran. Lo riferiscono media iraniani in una notizia rilanciata dal sito di notizie israeliano Ynet. Poche ore fa l’avviso agli iraniani di non usare i treni e tenersi lontani dai binari per almeno 12 ore per rischio attacchi da USA e Israele.
Le autorità iraniane hanno annunciato la cancellazione dei collegamenti ferroviari in partenza e in direzione di Mashhad per il timore di nuovi attacchi da USA e Israele.
La polizia turca ha arrestato, ferito, uno degli uomini accusati di aver sparato vicino al consolato israeliano di Istanbul. L’altro sarebbe stato ucciso. Lo riporta l’emittente televisiva turca Ntv. Il consolato rimane chiuso. Secondo notizie ancora in fase di accertamento, riportate dal Daily Sabah, i sospetti avrebbero sparato contro gli agenti di polizia di stanza vicino all’edificio. Non è chiaro, al momento, se il consolato fosse l’obiettivo dei due.
La tensione per la guerra travolge anche altri Paesi, con conseguenze tragiche. Sparatoria vicino al consolato israeliano a Istanbul, in Turchia. Ci sarebbero tre vittime, nessun israeliano tra loro (secondo Ynetnews). Due agenti di polizia sarebbero rimasti feriti.
Le Forze di Difesa Israeliane confermano di aver bombardato un altro ponte sul fiume Litani, a loro dire utilizzato da Hezbollah per far transitare militanti e armi nel Libano meridionale. “Le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito ieri un altro valico strategico utilizzato dai terroristi di Hezbollah per spostarsi da nord a sud del fiume Litani e per trasferire armi, razzi e lanciatori per sferrare attacchi terroristici contro le truppe israeliane”, si legge nel comunicato dell’esercito.
Sarebbe di almeno 18 morti e 24 feriti il bilancio di un raid aereo che ha colpito una zona residenziale nella provincia di Alborz, in Iran. Lo rende noto l’agenzia di stampa Fars citando il vice governatore di Alborz. ”I soccorritori stanno lavorando 24 ore su 24”, conferma il funzionario.
L’ambasciatore iraniano in Kuwait lancia un appello per trovare una soluzione al conflitto USA-Iran prima che scada l’ultimatum di Trump al fine di evitare “una tragedia”.
“Ci auguriamo che i paesi della regione utilizzino tutte le loro capacità diplomatiche e politiche per impedire che una simile tragedia si abbatta sulla regione”, dice Mohammad Toutounji all’Afp.
Raid contro l’aeroporto di Khorramabad, in Iran. Lo riferiscono media iraniani, rilanciati da al-Jazeera e dalla Bbc.
Tre bambini sono rimasti uccisi in un raid aereo nei pressi di Teheran. Secondo un giornalista dell’agenzia Mehr, ci sarebbe stato un attacco contro un palazzo a Pardis. Sarebbero stati recuperati sei corpi dalle macerie.
“Oltre 14 milioni di fieri iraniani hanno dichiarato, fino a questo momento, la loro disponibilità a sacrificare la propria vita in difesa dell’Iran“. Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, affermando che “anch’io sono stato, sono e sarò pronto a sacrificarmi per l’Iran”.
Forti esplosioni sono state registrate a Teheran e a Qom, dove secondo fonti dell’intelligence americana e iraniana sarebbe ricoverato Mojtaba Khamenei in gravi condizioni. Lo riferiscono media iraniani (come l’agenzia di stampa Mehr).
Mojtaba Khamenei, Guida Suprema iraniana, sarebbe ricoverato in un ospedale di Qom, incosciente e non in grado di governare l’Iran. Queste le ultime indiscrezioni sul nuovo leader iraniano, succeduto al padre, ucciso all’inizio degli attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran.
Sta per scadere l’ultimatum all’Iran lanciato dal presidente statunitense Donald Trump, che minaccia di distruggere il Paese “in una notte” qualora non si arrivasse all’accordo. Il rifiuto della prima proposta da parte dell’Iran ha irritato fortemente l’inquilino della Casa Bianca, che torna a dire di avere un piano per distruggere “in quattro ore” tutti i ponti e le centrali elettriche in Iran. La scadenza dell’ultimatum dovrebbe essere intorno alle 20 di oggi (le 2 di notte dell’8 aprile in Italia”.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un altro impianto petrolchimico a Shiraz, nel sud dell’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l’impianto veniva utilizzato per la produzione di acido nitrico, definendolo “materiale critico utilizzato nella produzione di esplosivi e altri materiali essenziali per la fabbricazione di missili balistici”.
Quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran dall’inizio della guerra lo scorso 28 febbraio, tra cui almeno 1.665 civili. Lo riporta l’Hrana, Ong in difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti che si occupa di monitorare abusi in Iran. Tra le vittime, almeno 248 erano bambini, ha affermato l’Ong fondata da attivisti iraniani.
Almeno 49 civili sono stati uccisi e altri 58 feriti ieri, secondo l’Ong, che ha registrato 573 attacchi in 20 province in 24 ore, il numero di attacchi più alto registrato negli ultimi dieci giorni.
Gli sforzi “positivi e produttivi” che il Pakistan ha messo in atti per fermare la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran si stanno avvicinando a una fase “critica e delicata”. Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam in un post su X. ”Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan, compiuti in buona volontà e con buoni uffici per fermare la guerra, si stanno avvicinando a una fase critica e delicata”, ha scritto il diplomatico.
Un impianto petrolchimico è stato colpito in Arabia Saudita da un attacco lanciato dall’Iran contro una vasta area industriale nella città orientale di Jubail. Lo riporta l’Afp citando fonti locali.
“Un attacco ha provocato un incendio negli stabilimenti della SABIC a Jubail. Il rumore delle esplosioni è stato fortissimo”, ha detto la fonte all’Afp, riferendosi alla Saudi Basic Industries Corporation.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno minacciato di colpire le ferrovie iraniane e hanno invitato i civili a non prendere i treni per le prossime 12 ore. “Cari cittadini, per la vostra sicurezza vi preghiamo gentilmente di astenervi dall’utilizzare e dal viaggiare in treno in tutto l’Iran da questo momento fino alle 21 ora iraniana”, ha dichiarato l’Idf in un comunicato in farsi.
“La vostra presenza sui treni e in prossimità delle linee ferroviarie mette a repentaglio la vostra vita”, recita la nota.
Una sinagoga nel centro di Teheran sarebbe stata “completamente distrutto” in un raid israelo-americano. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) non hanno rilasciato commenti in merito.
I giovani formino “catene umane” intorno alle centrali elettriche del paese. È l’appello rivolto dalla televisione di stato da Alireza Rahimi, segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e dell’Adolescenza, in seguito alle minacce di ulteriori attacchi da parte degli Stati Uniti.
L’appello, nel corso di una videochiamata, è stato rivolto a “tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti e gli universitari, nonché i loro professori”, perché si riuniscano “martedì alle 14 intorno alle centrali elettriche, che sono il nostro patrimonio nazionale e il nostro capitale, a prescindere da qualsiasi gusto o opinione politica, appartengono al futuro dell’Iran e alla gioventù iraniana”.
Conflitto Iran-USA, le ultime news: cosa sta succedendo
Un nuovo giorno di guerra in Medio Oriente, con il conflitto che non pare giungere a conclusione nel breve termine. Le forze speciali Usa hanno intanto recuperato il secondo pilota disperso in Iran dopo l’abbattimento dell’F-15E avvenuto venerdì. Lo riferisce Axios, citando fonti ufficiali Usa, per le quali sia il pilota sia l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma sono riusciti a stabilire un contatto tramite i propri sistemi di comunicazione subito dopo essersi catapultati fuori dal velivolo. Intanto, Donald Trump ha continuato a “minacciare” Teheran attraverso il suo social network “Truth”: “L’Iran si arrendi entro oggi oppure bombarderemo tutto e sarà l’inferno”.
A singhiozzo, intanto, i transiti nello Stretto di Hormuz e cresce l’allarme carburante a livello globale: tutti gli aggiornamenti sulla guerra, minuto per minuto, online su QdS.it
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