Il conto alla rovescia per i Mondiali di calcio 2026 sta entrando nella fase più calda: ora più, ora meno, mancano 100 giorni all’inizio della kermesse iridata che gli Stati Uniti ospiteranno assieme a Messico e Canada. Ma ci sono alcune domande che iniziano ad aleggiare in questa drammatica crisi che ha infiammato ulteriormente il Medio Oriente: l’Iran parteciperà ai Mondiali? Accetterà di giocare nel territorio del Paese che lo ha attaccato militarmente? E con i quali i rapporti sono sempre stati tesi al punto che si guardò con molta attenzione a una sfida ai Mondiali di Francia del 98′ che vide le due nazionali affrontarsi. In quell’occasione, i rapporti tra i due Stati erano tesi ma non certo a questo punto, sul campo vinse l’Iran 2-1 con gol di Estili e Mahdavikia, accorciò McBride nel finale.
Si tratta di un quesito che rimane un dettaglio se si considera l’evolversi di un conflitto che può espandersi ulteriormente: la prova è l’invasione di truppe di terra di Israele nel Libano.
Lo sport non è certo una priorità ma la speranza di tutti è che l’11 giugno, data di inizio dei Mondiali, ci si possa concentrare sulle evoluzioni in campo delle 48 nazionali finaliste. E da sportivi si spera anche nella qualificazione dell’Italia – assente già da due edizioni di fila (Russia 2018 e Qatar 2022) – che cercherà di tornare nel gotha del calcio attraverso in play-off che si giocheranno in questo mese e che definiranno il quadro delle partecipanti.
Iran qualificato, giocherà a Los Angeles e Seattle
L’Iran, che ha conquistato la qualificazione diretta sul campo (tra le prime, già da fine marzo 2025, avendo vinto il proprio girone asiatico), è stata inserita nel girone G, uno dei pochi a essere completi. E dovrebbe debuttare a Inglewood, a Los Angeles, contro la Nuova Zelanda il 15 giugno. Quindi, dovrebbe giocare ancora nella città californiana il 21 giugno contro il Belgio e affrontare l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Per la nazionale sarebbe la sesta partecipazione a una fase finale dei Mondiali, la terza di fila.
Chiaramente è ancora presto per pensare a scenari alternativi legati all’ipotesi del boicottaggio da parte dell’Iran o di rinuncia.
Se tale passo dovesse concretizzarsi, resterebbe un vuoto nel tabellone dei Mondiali. Come verrebbe colmato? Si aprirebbero prospettive di ripescaggio per nazionali sin qui escluse?
La federcalcio iraniana: “Non possiamo guardare con speranza ai Mondiali”
“Quello che è certo è che dopo questo attacco non possiamo aspettarci di guardare con speranza ai Mondiali”, le parole del presidente della federcalcio iraniana, Mehdi Taj, al portale Varzesh3.
La decisione finale spetterebbe alla leadership del Paese e sarebbe ovviamente condizionata dai rapporti con gli Stati Uniti. L’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei ha decapitato i vertici di Teheran e non è chiaro se l’operazione avviata da Stati Uniti e Israele porterà ad un reale ‘regime change’.
La Fifa non si sbilancia: “Prematuro commentare”
La Fifa, per ora, non si sbilancia. Mattias Grafstrom, segretario generale della federcalcio internazionale, ha risposto alle domande della Cnn: “È prematuro commentare in maniera approfondita, ovviamente seguiamo gli sviluppi di tutte le situazioni a livello internazionale. Al sorteggio per la fase finale hanno partecipato tutti i Paesi, il nostro obiettivo è organizzare una World Cup sicura, con la partecipazione di tutti”.
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