La guerra in Iran continua ad impattare profondamente sulla vita quotidiana di tutti, con prezzi e rincari di ogni genere. Non solo il noto caro carburanti, energia e consumi di questo tipo, ma – dal conflitto in Medio Oriente in queste settimane – è ormai stato ufficializzato anche l’effetto creato sull’acqua minerale, anche lei oggetto di profondo rincaro in queste ore.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore infatti, una bottiglia da 1,5 litri a breve potrebbe costare anche fino a 5 o 6 cent in più di prima, con un impatto complessivo da circa 600 mln di euro annui. Un aumento che, come riferiscono gli esperti della categoria, rischia di pesare in maniera molto impattante sulla stagione estiva, dove la domanda indubbiamente cresce (e non poco).
Sempre più concreto il rincaro dell’acqua minerale negli scaffali: la motivazione riguarda la plastica delle bottigliette. I dettagli
Dovuti al drammatico conflitto in Iran e Medio Oriente, all’origine dei rincari sull’acqua minerale ormai praticamente in arrivo sembrerebbero esserci una serie di comunicazione inviate ai produttori della plastica che si occupa del settore del “beverage”.
In base a quanto emerso, le bottiglie, le etichette, tappi e gli imballaggi sono tutti coinvolti in questo rincaro, generando quindi un possibile – e ormai più che probabile – rincaro di 5-6 cent. per ogni bottiglia d’acqua da 1.5 litro. Insomma, un grande incastro a catena che – come già avviene in queste settimane per i carburanti e l’energia – impatta sulle casse di tutti. Nel mezzo, lo spettro della disponibilità e l’ipotesi di meno acqua negli scaffali dei supermercati.
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