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Guerra e crisi del Golfo, occhi puntati su Sigonella, basi e obiettivi sensibili per possibili proteste: la circolare

Guerra e crisi del Golfo, occhi puntati su Sigonella, basi e obiettivi sensibili per possibili proteste: la circolare
Ministero dell’Interno, esterna – foto da Imagoeconomica

Il Dipartimento della Pubblica sicurezza invita a misure di sicurezza e vigilanza rafforzate in considerazione di possibili nuove ondate di proteste pro-Palestina o antimilitariste.

Rischio di proteste antimilitariste a causa della guerra in Iran e nei Paesi del Golfo: una circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza a prefetti e questori invita al “rafforzamento dei dispositivi di vigilanza” a tutela dei potenziali obiettivi sensibili delle manifestazioni, comprese le basi militari statunitensi come quella di Sigonella.

La circolare risale allo scorso 28 febbraio, giorno dell’inizio dell’operazione Epic Fury di Israele contro l’Iran che ha scatenato il caos in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo.

Guerra in Iran e rischio manifestazioni e proteste, la circolare sulla vigilanza

“L’acuirsi della situazione in Medio Oriente” potrebbe “innescare una ripresa della campagna antagonista a sostegno della causa palestinese” o “in direzione antimilitarista” e per questo – soprattutto nei siti sensibili (le basi militari americane presenti sul territorio nazionale e altri siti “riconducibili alla filiera di produzione a interesse militare, specie di quella a supporto della catena logistica bellica degli alleati” – servirà prevedere un “rafforzamento dei dispositivi di vigilanza“. Queste le indicazioni contenute nella circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Attenzione alle infrastrutture

La circolare non chiede solo di prestare attenzione – in vista di possibili proteste pro Pal o antimilitariste – solo alle basi militari. Serve monitorare attentamente anche gli “assetti navali militari e commerciali riconducibili ai Paesi sensibili” e “grandi navi da crociera delle principali rotte turistiche”. E “un’attenzione scrupolosa” è richiesta anche per “scali aeroportuali, portuali e ferroviari, alle reti di viabilità stradale e autostradale”.

Nel documento si legge anche che Prefetture e Questure sono invitate – in considerazione del delicato contesto internazionale – a rafforzare le “misure di sicurezza a tutela degli obiettivi diplomatico-consolari, religiosi, culturali, economici e commerciali riferibili a Israele e alla comunità religiosa ebraica e agli Usa”.

Nella circolare viene sottolineato anche che “l’accresciuta esposizione alla minaccia terroristica e alle diversificate espressioni del dissenso” impongono la ”necessità di un rafforzamento delle misure di sicurezza a tutela degli obiettivi istituzionali e di governo, delle sedi di partiti e movimenti politici” ma anche delle “infrastrutture critiche e di produzione ed erogazione dei servizi pubblici essenziali, delle località che per vocazione turistica, rilevanza religiosa” o interessate da “eventi di rilievo mediatico fanno registrare un maggiore afflusso di persone e di fedeli” e “di ogni altro obiettivo ritenuto potenzialmente a rischio per la circostanza”.

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