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“Stiamo valutando il rischio terrorismo”, la guerra in Iran e l’allargamento del conflitto preoccupano Tajani

“Stiamo valutando il rischio terrorismo”, la guerra in Iran e l’allargamento del conflitto preoccupano Tajani
Antonio Tajani, foto di Alessandro Amoruso da Imagoeconomica

“Stiamo lavorando 24h su 25”, assicura il vicepremier.

“Stiamo valutando il rischio terrorismo” anche in Italia, in considerazione dell’escalation di violenza e tensione internazionale dovuta alla guerra in Iran e nell’area del Golfo: lo conferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Rome Polar Forum al Cnr.

In Italia il Viminale avrebbe individuato circa 28mila obiettivi sensibili tra sedi diplomatiche, sinagoghe e moschee, luoghi culturali e infrastrutture strategiche. Il Ministero dell’Interno ha già disposto una rete di monitoraggio e di prevenzione – soprattutto in considerazione del pericolo “lupi solitari” – e disposto l’aggiornamento delle misure di sicurezza alla luce delle recenti evoluzioni del conflitto iraniano.

Iran, Tajani: “Stiamo valutando il rischio terrorismo” in Italia

L’allargamento del conflitto preoccupa tutti: stiamo valutando anche il rischio terrorismo“, afferma Tajani. “Stiamo facendo il possibile, stiamo lavorando ventiquattro ore su ventiquattro – aggiunge Tajani – assieme al presidente del Consiglio, il ministro della Difesa, il ministro dell’Interno, il ministro dell’Energia. Ringrazio anche tutti i funzionari dello Stato, che sono pienamente operativi per sostenere I nostri cittadini all’estero e garantire la sicurezza dei nostri cittadini in Italia”.

La questione degli italiani bloccati all’estero

Con la guerra in Iran in corso e le tensioni nell’area del Golfo, non preoccupa solo il rischio terrorismo. A causa del caos aereo scatenato dai raid di USA e Israele contro l’Iran e la risposta dell’Iran, numerosi italiani sono rimasti bloccati all’estero. Anche questa situazione è costantemente monitorata da Tajani, che assicura: “Tutte le nostre ambasciate e consolati sono mobilitati“. A Rai News 24, il ministro e vicepremier conferma anche che sono “decine di migliaia nel mondo, circa 60.000” gli italiani bloccati in svariate parti del mondo e che la situazione è “molto complessa”. Attivata dalla Farnesina anche una rete di diplomatici, militari e Protezione civile a supporto della popolazione italiana all’estero.

Oltre 100 italiani sono già rientrati dall’Oman, mentre è previsto un volo per 200 studenti da Abu Dhabi verso Milano.

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