“Voli Usa da ricognizione sono partiti da Sigonella prima dell’attacco all’Iran“: è quanto dichiara il giornalista ecopacifista e antimilitarista Antonio Mazzeo su X, scatenando il dibattito sul grado di coinvolgimento dell’Italia nella guerra che sta investendo i Paesi del Golfo e del Medio Oriente. In un momento di massima tensione, i politici si confrontano su un quadro estremamente complesso e la popolazione si chiede cosa stia realmente accadendo in questi giorni “di fuoco” sul piano geopolitico.
Sigonella, le attività dei P8 e dei droni
Secondo quanto riportato da Mazzeo, che presenta le immagini di riferimento di Flight Radar, sabato 28 febbraio – poche ore prima dell’inizio dell’operazione Epic Fury di USA e Israele contro l’Iran – il P8A “Poseidon” della US Navy sarebbe decollato da Sigonella per dirigersi verso Oriente. Sempre nella stessa giornata, il drone-spia MQ-4C “Triton” – sempre in dotazione alla US Navy – avrebbe raggiunto la base militare siciliana. Segno di un potenziale coinvolgimento nella questione Iran? Secondo le ultime informazioni in possesso del QdS, i P8 e il drone Triton svolgono (i primi quotidianamente, il secondo alcune volte a settimana) missioni di sorveglianza su tutto il Mediterraneo, da Gibilterra a Oriente. Non sarebbero, quindi, velivoli di attacco ma strumenti utilizzati solo per la sorveglianza e la raccolta di informazioni.
Tra l’altro – e questo lo ha specificato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo la richiesta di chiarimenti del M5S su Sigonella e Niscemi – non è possibile l’utilizzo di basi militari sul territorio italiano per missioni cinetiche o offensive senza l’autorizzazione dell’Italia. “Su Muos e Sigonella e altro sono pronto a rispondervi ma vorrei ricordarvi cosa vi ho già detto in Parlamento: l’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, specie quelle Usa, avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995 – specifica in un tweet il ministro – Tali cornici giuridiche regolamentano queste attività da decenni e nessun governo ha avvertito l’esigenza di modificarle”.
Non solo Sigonella, si discute sulle basi in Italia e il coinvolgimento in Iran
Non si pensa solo a Sigonella o ad altre basi NATO/statunitensi. Considerato il veloce coinvolgimento nel conflitto iraniano dell’UE, si pensi al caso Cipro e alle posizioni espresse da Germania, Regno Unito e altri Stati, il dibattito sulla possibile richiesta di basi italiane da parte degli USA è tutt’altro che in secondo piano. Nelle scorse ore, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano ha confermato che dagli USA “non c’è stata richiesta in tal senso” e che il Governo sta valutando, invece, “la richiesta di mezzi difensivi” dai Paesi del Golfo. Notizia che ha scatenato reazioni politiche tanto a destra quanto a sinistra. “Io penso sempre che la nostra Costituzione debba essere la nostra Bibbia, e lì c’è scritto chiaramente che l’Italia ripudia la guerra. Io penso che se ci chiedessero le basi dovremmo rispondere di no”, ha commentato a Rai Radio 1 Gian Marco Centinaio (Lega).
“Se c’è un impegno internazionale condiviso, è ovvio che noi diamo le basi militari. Certo, prima guardo le regole di ingaggio”, commenta Matteo Renzi su LA7. “Il problema non è se diamo le basi, il problema è se questi hanno le basi minime per parlare di politica estera”, aggiunge.
Nelle scorse ore la premier Giorgia Meloni ha presieduto un nuovo vertice con i ministri degli Affari Esteri e delle Infrastrutture Antonio Tajani e Matteo Salvini (collegato da remoto), il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence. Giovedì 5 marzo, i ministri Tajani e Crosetto riferiranno alle Camere in merito all’evoluzione del quadro internazionale. E c’è molta attesa per quello che potrebbe essere rivelato sulla posizione italiana in merito alla questione iraniana. Così come tutti guardano con attenzione alle possibili scelte della NATO e dell’UE.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

