Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 11 giugno 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta dell’11 giugno 2026
Punti chiave
- Trump: "Abbiamo appena raggiunto un ottimo accordo per la guerra con l'Iran"
- Al Arabiya: "Stati Uniti intendono deportare cittadini iraniani nella Repubblica Centrafricana"
- Axios: "Verso intesa su 3 punti chiave ma manca ok finale Khamenei"
- Trump a NYP: "Accordo più o meno del tutto concluso"
- Guerra Iran, rincari su prodotti: rischio shock alimentare globale
- Trump: "Punti d'intesa approvati da tutti i Paesi interessati"
- Trump: "Annullati attacchi. Firma accordo con Iran a breve"
- Kaja Kallas: "Inaccettabile ripresa attacchi contro Paesi del Golfo e loro infrastrutture critiche"
- CentCom: "Hormuz rimane aperto al transito, aperti corridoi sicuri"
- Iran, Ghalibaf avverte gli Usa: "Strategie sbagliate rischiano far esplodere i mercati"
Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz si riaprirà non appena sarà firmato un “grande accordo” per la fine della guerra in Iran. “Abbiamo appena raggiunto un ottimo accordo per la guerra con l’Iran”, ha detto il presidente americano ai giornalisti. A renderlo noto è Al Arabiya. “Lo stretto verrà ufficialmente aperto non appena firmeremo, il che potrebbe avvenire presto, molto presto, forse durante il fine settimana in Europa”, ha specificato Trump.
Secondo alcune fonti, l’amministrazione Trump intende deportare un certo numero di iraniani e altri migranti nella Repubblica Centrafricana. “Tra le iraniane ci sono due donne che rischiano torture e persecuzioni se costrette a tornare in Iran, ha dichiarato la loro avvocata, Emily Trostle. Una si è convertita al cristianesimo e l’altra è un’attivista pro-democrazia”, scrive Al Arabiya. A riferirlo sarebbero due avvocati e un funzionario. “Il Dipartimento di Stato americano e la presidenza della Repubblica Centrafricana – che ha recentemente raggiunto un accordo per accogliere i cosiddetti deportati da paesi terzi provenienti dagli Stati Uniti – non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento”.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un’intesa di principio sui principali punti del dossier, ma resterebbe ancora un passaggio decisivo: il via libera della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. Lo riporta Axios, citando fonti informate sul dossier.
Secondo le stesse fonti, nelle ultime ore i colloqui avrebbero permesso di ridurre le distanze su tre questioni centrali: il meccanismo per lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero, le modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz durante un cessate il fuoco di 60 giorni e il quadro dei negoziati sul programma nucleare iraniano nel periodo di tregua.
Le parti, riferisce Axios, ritenevano già mercoledì di aver raggiunto un testo condiviso, potenzialmente accettabile anche da Washington.
Il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato a un reporter del New York Post, che un accordo con l’Iran è stato più o meno del tutto concluso”.
L’impennata dei prezzi riguarda drasticamente fertilizzanti, mangimi, energia, trasporti e logistica, e così anche grano, latte, carne e prodotti trasformati.
Donald Trump dichiara che i punti dell’intesa tra Stati Uniti e Iran sono stati approvati da ogni Paese interessato, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto.
Donald Trump ha dichiarato di aver annullato gli attacchi previsti per stasera e che la firma di un accordo di pace sarebbe imminente. “Luogo e data della firma saranno annunciati a breve”, ha specificato. La replica di Teheran è stata: “Siamo pronti a una risposta storica se Usa commettono azioni sconsiderate”. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz resta chiuso fino a nuovo ordine. Lo ha ribadito l’autorità marittima iraniana.
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas ha parlato con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. A seguito del colloquio incentrato sulla recente escalation nel Golfo e dello stato dei negoziati con gli Stati Uniti, Kallas ha dichiarato che la “ripresa degli attacchi contro i Paesi del Golfo e le loro infrastrutture critiche è inaccettabile”.
Aggiunge: “Un ritorno a una guerra su vasta scala avrebbe un costo enorme per l’intera regione. La via diplomatica rimane la migliore via d’uscita da questa guerra”,
Lo Stretto di Hormuz “rimane aperto al traffico marittimo”, scrive il Comando centrale americano in un tweet in cui sottolinea che “sono stati aperti corridoi sicuri per il transito delle navi commerciali”. Tali corridoi sono disponibili a tutte le navi “che non violino il blocco Usa contro l’Iran, si precisa. “L’Iran non controlla lo Stretto”.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un monito agli Stati Uniti sui rischi di un’ulteriore escalation. In un post pubblicato su X, il capo negoziatore iraniano ha affermato che “strategie sbagliate e decisioni impulsive” rischiano di “azzerare completamente il quadro, far esplodere le infrastrutture energetiche e i mercati e creare un pantano senza fine nel quale resterete bloccati per anni”. Nel post, Ghalibaf conclude con una frase dal tono minaccioso: “Vedrete un Iran diverso”.
L’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione UE Kaja Kallas si schiera contro l’ennesima escalation e, dopo un colloquio con il ministro degli esteri iraniano Araghchi e quello del Kuwait Sheikh Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, scrive: “Gli attacchi contro i Paesi del Golfo e le loro infrastrutture sono inaccettabili. Un ritorno a una guerra su vasta scala comporterebbe un costo immenso per l’intera regione. La via diplomatica rimane il percorso migliore per venir fuori dalla guerra”.
“Israele ha il diritto di esistere e di non essere attaccata da Hebzollah e dall’Iran, ma non ha il diritto di attaccare il Libano“. Lo sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Tutti devono fare un passo in avanti verso la pace, ma mi pare che in questo momento Hezbollah sia tra quelli che non vogliono la pace e continua ad attaccare – afferma il vicepremier -. In Libano si può fare qualche passo in avanti, ma questo dipende molto da Hezbollah. Noi vogliamo rinforzare l’autorità legittima libanese che ha sottoscritto un cessate il fuoco con Israele, ma Hezbollah l’ha fatto fallire”.
“Ci auguriamo che continui il dialogo con gli intermediari e si possa cercare di costruire un cessate il fuoco per permettere il passaggio delle navi“. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando a margine del “Luiss Diplomatic and Security Forum – Il Mediterraneo Strategico”.
L’Iran minaccia di colpire le aziende di Elon Musk, incluso il servizio Starlink di SpaceX. Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana Fars, saranno presi di mira “tutti gli interessi legati alle attività economiche gestite da Elon Musk in Medio Oriente”.
Gli Stati Uniti finanzieranno le riparazioni per i danni causati dall’Iran nei Paesi del Golfo prelevando i fondi necessari dai conti iraniani. Ad annunciarlo è stato il ministro del Tesoro statunitense Scott Bessent su X: “Il regime iraniano perderà la partita a somma zero che sta conducendo. Qualsiasi danno infligga ai nostri alleati nel Golfo sarà ripagato con fondi prelevati dai conti iraniani. Qualsiasi pedaggio pagato all’Autorità dello Stretto del Golfo Persico sarà compensato con fondi prelevati dai loro conti. Ogni attacco lanciato dall’Iran non farà altro che aggravare le conseguenze economiche e finanziarie che dovrà affrontare”.
Sempre parlando a Fox News, Donald Trump afferma che “preferirebbe” non attaccare infrastrutture civili in Iran “perché se lo facciamo, la gente soffre”.
“La mia preferenza è stata sempre per la conquista dell’isola di Kharg, non so se l’America abbia lo stomaco per farlo”. Così Donald Trump risponde a una domanda dei conduttori di Fox News.
“Questa notte ci saranno altri raid, più massicci, non hanno più difese aree”. Ad affermarlo, in un’intervista per Fox News, è Donald Trump, che aggiunge che nella notte gli USA hanno sganciato “bombe per un valore di 250 milioni di dollari”. “Non li stiamo colpendo in modo abbastanza duro”, sostiene Trump, secondo cui l’Iran è “sottomesso anche se ancora non lo sa”.
L’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ridimensiona la notizia della Cnn riguardante nuovi colloqui tra Teheran e Washington. Citando una fonte vicina al team negoziale iraniano, Fars ha affermato che Teheran non ha fatto marcia indietro sulle sue linee rosse e si aspetta che gli Stati Uniti accettino in definitiva la struttura di un testo precedentemente proposto.
L’Iran è “bravo solo a fare propaganda, non a combattere”. Lo dice Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando che Teheran sta “negoziando con noi per un accordo”.
“Gli Stati Uniti stasera colpiranno duramente l’Iran (la cui Marina, Aeronautica, i radar, la difesa antiaerea e ogni altra forma di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono ormai annientate!)”. Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth.
L’esercito israeliano conferma in una nota il ferimento di due militari in seguito all’esplosione di un ordigno in Cisgiordania: “Durante l’attività dell’Idf nell’area di Jenin, in Cisgiordania, è esploso un ordigno improvvisato: un ufficiale è rimasto gravemente ferito, un sottufficiale ha riportato ferite più lievi”.
“Abbiamo parlato del nostro comune impegno per il multilateralismo nella vita internazionale, nelle Nazioni Unite. Non a caso Corea e Italia sono impegnate nel peacekeeping, ampiamente. Lo siamo anche in Unifil, con una presenza coraggiosa che ha dato grandi contributi”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con l’omologo della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung.
Una condanna “ferma” della “recente aggressione statunitense” arriva dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel corso di un colloquio telefonico con l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, dopo la nuova escalation militare con gli Usa. Per Araghchi, la mossa statunitense annulla di fatto “lo status di cessate il fuoco”, con le pesanti conseguenze che ne derivano.
Araghchi critica anche il silenzio degli Stati membri dell’Onu di fronte ai raid e ha avvertito che “l’inazione globale porterà a una maggiore insicurezza regionale e mondiale“.
“Abbiamo parlato delle conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz, auspicando una sollecita definizione che consenta la riapertura completa di quell’importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente” , con Paesi “che bloccano i passaggi marittimi più impegnativi e ristretti, paralizzando l’intera rete di commercio internazionale, a danno di tutte le popolazioni, anche di coloro che attivano questi blocchi e questi ostacoli”. Lo dichiara il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con l’omologo della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung.
“Chiediamo a tutte le parti in questo conflitto di esercitare moderazione e tornare al tavolo negoziale”. Lo dice il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo ad una domanda sulla ripresa degli attacchi tra Iran e Stati Uniti, sottolineando che un’escalation rischia di portare ulteriori “conseguenze negative per la situazione della regione e l’economia globale”.
La Turchia esorta Iran e Stati Uniti a “cessare gli attacchi reciproci”, che “fanno temere un’escalation”. “Raccomandiamo alle parti di cessare gli attacchi reciproci e di riprendere i negoziati”, dichiara il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan in una conferenza stampa a Sofia, in Bulgaria.
L’Iran ha annunciato che lo stretto di Hormuz è completamente chiuso “fino a nuovo ordine”. Lo rendono noto le autorità marittime iraniane.
“Alla luce delle tensioni create dalle forze di invasione americane nella regione e all’annuncio delle forze armate iraniane della scorsa notte, lo stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo ordine”, si legge in una nota.
“Ai richiedenti che avevano ricevuto il permesso di passare, si chiede di rimanere pazienti ed aspettare ulteriori indicazioni da parte dell’Autorità”.
I negoziati per raggiungere un accordo tra Stati Uniti e Iran continuano nonostante una nuova notte di attacchi reciproci tra i due Paesi che stanno complicando gli sforzi diplomatici. Lo riferisce la Cnn citando una fonte diplomatica informata.
L’Arabia Saudita condanna “l’aggressione iraniana” contro Giordania, Bahrein e Kuwait, chiedendo al contempo la continua mediazione del Pakistan e lodando il ruolo del Qatar nel sostenere i negoziati. In un comunicato del Ministero degli Esteri, i sauditi chiedono una “de-escalation” e “la prosecuzione dei negoziati condotti sotto l’egida del Pakistan, nonché gli sforzi congiunti del Qatar”.
“La Cina chiede con urgenza alle parti coinvolte di interrompere immediatamente le operazioni militari, ritornare al dialogo e la negoziati, rispondere agli sforzi di mediazione dei Paesi coinvolti e raggiungere un cessate il fuoco comprensivo e duraturo al più presto possibile”. A dichiararlo è il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian,
“Gli attacchi illegali e criminali compiuti dagli Stati Uniti nelle ultime ore non solo costituiscono una flagrante violazione ma anche rendono il cessate il fuoco praticamente senza senso“. Queste le parole contenute in una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano, che precisa: “La responsabilità delle gravi conseguenze di questo atto criminale ricadono sui leader degli Stati Uniti”.
I sistemi di difesa aerea giordani e l’Aeronautica Reale Giordana hanno intercettato e abbattuto 20 missili lanciati dall’Iran verso l’area di Azraq, nel governatorato di Zarqa. Lo riferisce un ufficiale militare in un comunicato, riferendosi a un’area a circa 80 chilometri a est di Amman. “L’intercettazione ha provocato la caduta di alcuni frammenti, senza vittime né danni materiali”, si legge nella nota.
Per la premier italiana Giorgia Meloni qualsiasi soluzione pacifica del caso Libano “deve prevedere il disarmo di Hezbollah e il ritiro di Israele da tutto il Sud del Libano”. Si tratta – spiega Meloni nel suo intervento alla Camera in vista del Consiglio Europeo – di “due passaggi essenziali per costruire un’architettura di sicurezza duratura”.
Per la comunità internazionale ora “la priorità è sostenere il percorso politico avviato, con il contributo Usa e con la scelta coraggiosa del presidente Aoun di accogliere l’invito a negoziati diretti con Israele. Aoun è un patriota, sa che non si sarà futuro per il Libano senza pace con Israele e senza sovranità. Il contrario della logica di Hezbollah”, spiega Meloni, non nascondendo però che “c’è grande preoccupazione per i bombardamenti su Beirut”. Tra i temi previsti al Consiglio Europeo la tutela dei civili e il post-Unifil.
Almeno tre persone sono rimaste ferite nella notte in attacchi statunitensi contro diverse località della provincia di Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani.
Secondo il New York Times, gli attacchi aerei statunitensi nelle scorse ore avrebbero distrutto un impianto di approvvigionamento idrico sulla costa meridionale dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. I media statali iraniani riferiscono che gli Stati Uniti avrebbero colpito edifici adibiti allo stoccaggio dell’acqua e un funzionario locale ha affermato che il servizio idrico è stato interrotto per oltre 20mila persone residenti in una città e nei villaggi vicini.
“Consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto, perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto e perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica, dico eccezionale militare. Quanto accade a Hormuz, dunque, non riguarda soltanto Hormuz. Per questo è necessaria una risposta ferma, coordinata, responsabile della comunità internazionale nel suo insieme. Ed è la ragione per cui in questi mesi abbiamo lavorato in stretto coordinamento con i nostri principali partner europei e atlantici per valutare le opzioni necessarie a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle rotte commerciali nell’area di Hormuz”. A dirlo è la premier italiana Giorgia Meloni alla Camera.
Tre marittimi indiani sono morti a bordo di una petroliera al largo delle coste dell’Oman a seguito di un attacco da parte di una nave statunitense. Lo riferisce il Ministro dei Trasporti marittimi indiano, precisando che si tratta della nave Mt Settebello battente bandiera di Palau. Già ieri il Governo indiano aveva condannato l’attacco. I dispersi, purtroppo, sono stati trovati senza vita.
Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dichiarato che rendere insicuro lo Stretto di Hormuz non resterà impunito. “Rendete insicuro il sacro Stretto di Hormuz?! Faremo di questa regione un inferno per voi, da tutto l’Iran”, ha scritto il generale di brigata Seyed Majid Mousavi in un post sui social media citato da Tasnim.
Nuova escalation nella guerra tra Iran e Stati Uniti, mentre si allontana la prospettiva di una soluzione diplomatica alla crisi che da settimane alimenta tensioni nel Golfo. Nella notte Washington ha condotto nuovi raid contro obiettivi militari iraniani dopo l’abbattimento di un elicottero Apache statunitense nell’area dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran ha rivendicato attacchi missilistici contro installazioni americane nella regione.
Trump lancia l’ultimatum: “Le forze americane hanno lanciato 49 missili che hanno colpito obiettivi in profondità nel territorio iraniano”, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, lanciando un ultimatum a Teheran: “Se non firma un accordo, bombarderemo senza pietà“. Trump si è tuttavia detto “ottimista” sulla possibilità di una soluzione negoziale.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie
Svolta nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, che sembravano fino a poche ore fa non trovare risoluzione. La fase di stallo parrebbe essere stata superata dalle due parti. Donald Trump ha annunciato di aver annullato tutti gli attacchi previsti contro l’Iran. Lo ha dichiarato a un giornalista della testata americana New York Post. La decisione è stata presa a seguito dell’ultima proposta definitiva ricevuta dall’Iran riguardante l’apertura dello Stretto di Hormuz.
“Considerato che le discussioni con la Repubblica islamica dell’Iran sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate, io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, ho annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l’Iran previsti per questa sera”, ha scritto su Truth Social. Inoltre ha specificato che “le discussioni e i punti finali sono stati approvati, sia a livello concettuale che nei minimi dettagli, da tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri”.
In merito al blocco navale, Trump ha detto che “rimarrà pienamente in vigore fino al completamento di questa transazione: data e luogo della firma saranno annunciati a breve.”
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

