Eruzione, lava, cenere e… disagi. L’Etna borbotta, Catania e hinterland soffrono. Sia a causa dell’attività stromboliana, sia per il vento che sparge i detriti e che disturba la visibilità. L’ennesima eruzione della “Muntagna”, ancora in corso, ha causato non pochi disagi soprattutto a chi viaggia con gli aerei dato che oggi diversi voli in arrivo sono stati dirottati a Palermo. Gli atterraggi sono stati nuovamente autorizzati da poco tempo in base all’ultimo bollettino Vona (destinato all’aviazione) che è passato da rosso ad arancione consentendo alla Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania (e quello di Comiso), di riaprire le attività.
La dottoressa Rosanna Corsaro, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), osservatorio di Catania, contattata dal QdS ha spiegato la situazione, rispondendo anche a una nostra domanda: se ci fosse o meno un nesso col fatto che tali eruzioni possano verificarsi maggiormente in estate o in altri periodi dell’anno.
Eruzione dell’Etna in estate, ancora una volta: la situazione
“La situazione attuale è in evoluzione – sottolinea Corsaro – e interessa la valle del Leone. In questa zona è attivo un flusso lavico e si è formata una bocca a quota 2750 metri. Questo flusso è avanzato fino a 2050 metri sul livello del mare. L’attività era iniziata con l’apertura di più bocche nella valle del Leone che avevano alimentato flussi lavici più piccoli. Adesso vi è soltanto questa bocca sulla valle del Bove. Vi sono stati dei problemi perché il vento che trasporta la cenere soffiava verso sud e che non ci ha dato una chiara visualizzazione fino a poco tempo fa”.
Sulle eruzioni, la professoressa Corsaro sottolinea che non c’è un periodo dell’anno in cui l’attività è più o meno frequente: “Bisogna fare distinzioni perché ogni evento è diverso. Se parliamo della situazione di ricaduta della cenere, che è la cosa che impatta maggiormente, è ovvio che le persone ricordino molto più spesso gli eventi estivi anche perché i maggiori disagi (oltre a quelli comuni) sono particolarmente fastidiosi per chi è in vacanza. Ci sono stati periodi proprio in estate nel 2020 e 2021 con tantissimi episodi di fontane di lava da sud-est, e quindi da tutt’altra parte del vulcano rispetto a ora. Ma questi sono fenomeni che non hanno una stagionalità. Non esiste un periodo in cui vi sia una frequenza maggiore. Tali eventi ci sono sempre stati a prescindere dal periodo dell’anno. Non c’è neanche alcun nesso tra loro”.
Sullo Stromboli
C’è stata anche una eruzione sullo Stromboli con un flusso modesto che si è attestato nella porzione alta della Sciara del Fuoco, Corsaro aggiunge: “Nulla di particolare, si tratta di una normalissima attività stromboliana come tante. Anche qui ribadisco che non c’è nessun collegamento tra i due eventi”.
L’ultimo aggiornamento dell’Ingv di Catania
Questa, invece, l’ultima nota dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, osservatorio Etneo che comunica “che, successivamente al comunicato delle 21.11 UTC di giorno 6, prosegue l’attività di fontana di lava al cratere Voragine. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano che la fontana ha subito un forte incremento, raggiungendo un’elevata intensità a partire dalle ore 23 di ieri e mantenendo questi valori fino alle 2 UTC di oggi, per poi progressivamente attenuarsi”.
La nota prosegue: “Attualmente è in corso una forte attività stromboliana al cratere VOR che produce una nube eruttiva diretta a S-SSW; si segnala la ricaduta di materiale cineritico a Ragalna e Adrano. Attualmente si segnala anche la presenza di flussi lavici in Valle del Leone. Si segnala inoltre che, alle ore 7.30 UTC circa, si è aperta una nuova bocca eruttiva in Valle del Bove, ad una quota di 2750 metri circa. Sono in corso rilievi di terreno i cui risultati verranno comunicati appena disponibili”.
E ancora: “Dal punto di vista sismico il tremore vulcanico ha raggiunto la massima ampiezza intorno alle 21.30 UTC per poi diminuire pur restando nella fascia dei valori alti. La localizzazione della sorgente del tremore si è mantenuta in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 3000 metri s.l.m. L’attività infrasonica è stata alta sia per numero che per energia degli eventi, localizzati al cratere Voragine, sino alle 23 UTC quando il numero e l’energia di eventi è diminuito bruscamente. Permane tuttora un tremore infrasonico legato probabilmente all’attività di emissione di cenere dello stesso cratere”.
E infine: “Le reti di monitoraggio GNSS non mostrano variazioni significative. Le stazioni sommitali della rete clinometrica mostrano invece un cambio di tendenza dalle 20.28 UTC del 6 agosto, registrando variazioni massime di circa 2.5 microradianti alla stazione di Cratere del Piano (ECP)”.
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