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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Bocciato il piano di pace di Teheran, Trump: “La tregua è appesa a un filo”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Bocciato il piano di pace di Teheran, Trump: “La tregua è appesa a un filo”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA e Israele e sulle tensioni in Libano: news in diretta, aggiornamenti su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 12 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 12 maggio 2026

Guerra in Iran – martedì 12 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 12 maggio 2026.
Inizio diretta: 12/05/26 07:00
Fine diretta: 13/05/26 00:00
Iran: Trump valuta 'seriamente' ripresa dei raid, Teheran 'pronta a tutto'

Il presidente americano Donald Trump è sempre più frustrato per come gli iraniani stanno gestendo i negoziati per porre fine alla guerra e, secondo alcuni suoi collaboratori citati dalla Cnn, ora sta prendendo in considerazione più seriamente, rispetto alle settimane precedenti, la ripresa di importanti operazioni militari. Nel frattempo il principale negoziatore di Teheran ha dichiarato che l’Iran è “pronto a ogni evenienza”.

Secondo fonti vicine ai colloqui, Trump è impaziente per la continua chiusura dello Stretto di Hormuz e per quella che percepisce come una divisione all’interno della leadership iraniana che impedisce di fare concessioni sostanziali nei negoziati sul nucleare. L’ultima risposta dell’Iran, che Trump ha definito “totalmente inaccettabile” e “stupida”, ha indotto diversi funzionari a chiedersi se Teheran sia disposta ad assumere una posizione negoziale seria. Trump ha affermato che il cessate il fuoco con l’Iran è “in terapia intensiva” dopo aver respinto la controproposta di Teheran al piano statunitense per porre fine alla guerra.

In ogni caso si ritiene che l’eventuale ripresa dei raid contro Teheran non sarà imminente, dato il fatto che Trump si recherà in Cina nel corso della giornata, dove l’Iran sarà uno dei tanti argomenti di discussione nel suo vertice con il leader Xi Jinping. La Cina è da tempo uno stretto alleato dell’Iran ed è il principale importatore di petrolio iraniano.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

La tregua tra Stati Uniti e Iran è appesa a un filo. O, per usare le parole di Donald Trump, “è in terapia intensiva”. Il presidente americano ha bocciato senza appello la risposta di Teheran al piano proposto dagli Usa per porre fine al conflitto. “Una lettera inaccettabile”, dice Trump. Teheran chiede lo stop alle ostilità, il controllo dello Stretto di Hormuz, risarcimenti di guerra.

E, a quanto pare, ha anche cambiato idea sulla consegna dell’uranio arricchito agli Usa: prima sì, ora no. Ce n’è abbastanza per indurre Trump a consultare i vertici delle forze armate per rivalutare la situazione, con la prospettiva di una ripresa delle operazioni militari in tempi non lunghi.

“Il cessate è il fuoco è incredibilmente debole. Non è mai stato così debole ed è appeso a un filo”, dice il presidente prima di ricorrere ai termini medici: “La tregua è in rianimazione. Come quando il dottore va dai parenti del paziente per dire ‘il vostro cari ha solo l’1% di possibilità di farcela’”, la sintesi estrema.

Il “nodo” uranio

Trump, in particolare, accusa l’Iran di aver fatto marcia indietro sulla questione del programma nucleare. “Due giorni fa” Teheran avrebbe manifestato l’intenzione di consegnare 440 chili di uranio, arricchito al 60%, agli Stati Uniti. “Poi hanno cambiato idea”, dice il numero 1 della Casa Bianca. Inizialmente “mi hanno detto ‘lo avrete, ma dovrete recuperarlo voi’. Il sito è stato distrutto a tal punto che solo noi e la Cina siamo in grado di compiere l’operazione. Gli iraniani non sono in grado di farlo. Avevano detto sì, poi sono tornati indietro”, afferma.

La “melina” prosegue, la soluzione della crisi appare ancora lontana. Intanto, il prezzo del petrolio è in altalena e quello dei carburanti rimane alto. “Scenderà come un sasso quando tutto questo finirà”, dice Trump, che continua a esibire fiducia nell’epilogo positivo. “Molte persone si chiedono: ‘ha un piano?’. Certo che ho un piano, ed è il piano migliore di sempre”, dice, senza in realtà esporlo nemmeno per sommi capi. “L’Iran non può avere armi nucleari”, si limita a ripetere mentre sciorina il consueto repertorio: la superiorità militare degli Stati Uniti è schiacciante, il blocco navale nello Stretto di Hormuz è efficace.

Il presidente americano: “Non sono sotto pressione”

Intanto, però, Teheran non ha nessuna intenzione di soddisfare le richieste di Washington. Secondo un report dell’intelligence statunitense citato dal Washington Post, l’Iran può resistere altri 3-4 mesi prima che la sua economia entri in crisi profonda. In sostanza, Trump rischia di dover attendere la fine dell’estate per sperare nel cedimento del nemico. Gli iraniani, attacca il presidente, “sono stupidi. Pensano che mi stancherò di tutto questo, mi annoierò, sentirò un po’ di pressione. Non c’è alcuna pressione. Otterremo una vittoria totale. In teoria, dal punto di vista militare, abbiamo già ottenuto una vittoria totale”, tiene a precisare.

L’Iran, intanto, non cambia la propria linea e si dice pronto a rispondere ad ogni aggressione. “Le nostre forze armate – scrive su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf – sono pronte a dare una risposta adeguata a qualsiasi aggressione; strategie errate e decisioni sbagliate porteranno sempre a risultati sbagliati: il mondo intero lo ha già capito. Siamo pronti a ogni eventualità. Rimarranno sorpresi”.

La Cina sblocca tutto?

Il braccio di ferro è destinato a durare ancora, almeno fino al viaggio di Trump in Cina. Il presidente americano sarà a Pechino per incontrare Xi Jinping domani e giovedì.

La Cnn, in particolare, dà spazio alle valutazioni di una fonte vicina al processo negoziale: eventuali sviluppi “dipenderanno dai risultati della visita del presidente Trump a Pechino”, segnalando il ruolo sempre più centrale della Cina nel dialogo tra Washington e Teheran. La stessa fonte indica come “molto probabile” la presenza del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a Delhi per la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics, in programma giovedì e venerdì, negli stessi giorni della visita di Trump in Cina.

La partecipazione di Araghchi viene considerata particolarmente “importante” erché al vertice potrebbero prendere parte anche i ministri degli Esteri di Arabia Saudita ed Egitto, due dei Paesi coinvolti nei contatti indiretti tra Stati Uniti e Iran mediati dal Pakistan.

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