Giornata apicale per il patrimonio culturale di Messina e per tutta la Sicilia. Questa mattina, infatti, nella città dello Stretto, alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, si è tenuta la presentazione del Museo Mira (Mediterranean Institute for Research and Arts), il nuovo polo culturale dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea della città dello Stretto.
Il Ministro Giuli: “Ecce Homo? Lo vedremo presto in Sicilia”
“L’Ecce Homo? Lo vedremo presto in Sicilia”. Queste le roboanti dichiarazioni del Ministro Giuli, il quale ha confermato ai giornalisti presenti l’arrivo della storica opera di Antonello da Messina. L’Ecce Homo è un celebre dipinto realizzato dal leggendario maestro siciliano prima del Cinquecento, precisamente tra il 1460 e il 1475.
“La Sicilia punto centrale per l’umanità”
“La Sicilia è un punto centrale fin dai primordi dell’umanità – ha proseguito il Ministro della Cultura – Uno studioso siciliano, che mi è particolarmente amico e che si chiama Gennaro Uva, qualche anno fa, riprendendo il testo che ironizzava spesso anche su sulle debolezze degli antichi di Luciano di Samosata, diceva che la Sicilia era un pezzo della grande isola vagante di Delo, ossia l’isola di Apollo, l’isola della chiarezza, della luce, della verità, dove non abita menzogna, che si era staccata. Dovevamo soltanto riunire i raggi di questa stella in un centro luminoso”, ha concluso Giuli.
Il nuovo Museo Mira: finalità ed obiettivi
Il Mira, l‘Istituto di ricerca del Mediterraneo presentato oggi dal ministro Alessandro Giuli a Messina “sviluppa una ricerca interdisciplinare dedicata al Mediterraneo, con particolare attenzione alla Sicilia come luogo di incontro tra Europa, Africa e Medio Oriente“. Attraverso arti visive, performance, musica e danza, il progetto promuove scambi culturali, residenze e collaborazioni con artisti e comunità locali e internazionali. Centrale nella missione del MIRA è la formazione, grazie al coinvolgimento di università e centri di ricerca. Il polo intende valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del Mediterraneo favorendo dialogo, cooperazione e pluralità culturale. L’obiettivo è sostenere nuove forme di ricerca e produzione artistica capaci di contrastare i processi di omologazione culturale contemporanea”.
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