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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Il mondo attende l’accordo. Firma “Nel weekend o lunedì”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Il mondo attende l’accordo. Firma “Nel weekend o lunedì”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 13 giugno 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 13 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 13 giugno 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 13 giugno 2026.
Inizio diretta: 13/06/26 07:00
Fine diretta: 14/06/26 00:00
Cnn, scelta firma virtuale per questioni logistiche e di tempo

I piani per la firma virtuale del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti sono stati messi a punto negli ultimi giorni per consolidare rapidamente l’accordo ed evitare intoppi dell’ultimo minuto. La scelta della firma virtuale è da attribuire a questioni logistiche e di calendario. A sottolinearlo sono funzionari americani citati dalla Cnn.

Sebbene il presidente Donald Trump avesse dichiarato la scorsa settimana di aspettarsi che la firma avvenisse in presenza in Europa, con il vicepresidente JD Vance in rappresentanza degli Stati Uniti, tali piani non si sono concretizzati, in parte a causa di problemi pratici: il presidente e il vicepresidente non viaggiano all’estero contemporaneamente per motivi di sicurezza e continuità, e Trump ha in programma di partire per il vertice del G7 in Francia lunedì mattina. Far arrivare Vance ad una cerimonia di firma in Europa e riportarlo indietro in tempo per la partenza di Trump sarebbe stato difficile.

Di conseguenza, è stata proposta una firma elettronica per finalizzare l’accordo. Il timore tra alcuni mediatori è che più tempo passa senza una firma, maggiore è la probabilità che qualcosa comprometta i progressi o che una o entrambe le parti si tirino indietro, spiegano le fonti citate dall’emittente, che sottolinea come allo stato attuale, Washington e Teheran abbiano fornito versioni alquanto contrastanti del contenuto dell’accordo, anche al riguardo degli aiuti finanziari che l’Iran riceverà. Non è ancora chiaro se tali divergenze siano solo differenze nella comunicazione ufficiale o riguardino la sostanza dell’intesa.

Fonti Israele, Usa hanno accettato condizioni Teheran

L’accordo in fase di definizione tra Stati Uniti e Iran rivela che Washington ha accettato le “condizioni principali” poste da Teheran. A criticare in questi termini l’intesa che sarebbe prossima alla firma sono alti funzionari israeliani citati dall’emittente Canale 12.

“Gli iraniani non stanno accettando tutto questo per niente”, sottolineano le fonti, secondo cui l’Iran sta “pagando a credito” con questo accordo quadro. Teheran – continuano i funzionari citati dall’emittente – accetta di discutere il proprio programma nucleare solo una volta che la guerra sarà formalmente terminata. Saranno inoltre soddisfatte una serie di altre condizioni, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani congelati.

“L’estrazione dell’uranio si è trasformata in diluizione dell’uranio e il sistema missilistico non fa affatto parte dell’accordo”, lamentano ancora, sottolineando che le questioni principali che Israele sperava di affrontare durante la guerra rimangono irrisolte. “Nessuno degli obiettivi fissati da Israele è stato immediatamente affrontato nell’accordo”, l’Iran “non solo non è tenuto a smettere di sostenere i suoi alleati, ma attraverso l’accordo si sta ricongiungendo con Hezbollah”, aggiungono, secondo quanto riporta il Times of Israel.

Libano, in corso ispezioni delle Idf in un vasto sistema tunnel vicino Fortezza Beaufort: trovate mappe

Le truppe israeliane continuano a ispezionare un vasto sistema di tunnel di Hezbollah vicino alla Fortezza di Beaufort, in Libano. Ad annunciarlo sono le Idf, precisando che in uno dei tunnel, i militari hanno rinvenuto mappe “che dimostrano il controllo della zona a ridosso delle comunità del nord di Israele”. L’importante sistema di tunnel, che secondo le Forze di Difesa israeliane è stato costruito da Hezbollah con l’assistenza diretta dell’Iran, verrà demolito una volta che le truppe avranno terminato le ispezioni, afferma l’esercito.

Starmer a Trump: "Sostegno a sforzi per porre fine a conflitto"

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato questo pomeriggio con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. A darne notizia è stato il governo di Londra. Il premier – ha reso noto – ha espresso il proprio sostegno agli sforzi di Trump volti a porre fine al conflitto con l’Iran, accogliendo con favore i progressi compiuti e sottolineando l’importanza di garantire che qualsiasi accordo porti a una pace duratura e stabile.

Il primo ministro ha ribadito che il Regno Unito è pronto a sostenere l’attuazione di qualsiasi accordo di pace e a collaborare con i partner internazionali per garantirne il successo. Entrambi i leader hanno convenuto sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione per attenuare gli impatti economici avvertiti a livello globale. Hanno concordato di rimanere in stretto contatto e attendono di potersi confrontare in occasione del vertice del G7 della prossima settimana.

Trump: "Accordo sarà firmato domani, subito dopo Hormuz sarà riaperto"

La firma dell’accordo con l’Iran è prevista “domani” e “subito dopo lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”. Lo ha dichiarato in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, criticando il Jcpoa, l’accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall’allora presidente Barack Obama con Teheran e che, a suo dire, spianava la strada agli ayatollah verso la bomba.

“Il mio accordo con l’Iran è l’esatto opposto: un muro contro l’arma nucleare”, ha affermato Trump, secondo cui gli iraniani “non vogliono più un’arma nucleare, né ne avranno una”.

Sempre riferendosi al Jcpoa, il presidente ha evidenziato che “a differenza delle centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, compresi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro”, aggiungendo che “al momento opportuno, quando tutto sarà calmo, entreremo e recupereremo la polvere nucleare (l’uranio arricchito al 60% vicino alla soglia per uso militare, ndr) sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti”.

Questo materiale, ha concluso Trump, sarà “diluito e distrutto, sia in Iran che negli Stati Uniti”, auspicando che “questo processo si svolga in modo rapido, facile e senza intoppi. Se così non fosse, abbiamo l’alternativa definitiva, che speriamo di non dover mai più utilizzare”.

Idf, uccisi 7 miliziani Hezbollah in tunnel nel sud del Libano

Sette presunti miliziani di Hezbollah sono stati uccisi questa settimana nel Libano meridionale durante un’operazione condotta dalle forze israeliane contro un tunnel utilizzato dal gruppo sciita filo-iraniano. Lo hanno reso noto le Idf, precisando in una nota che i riservisti della 551esima Brigata Paracadutisti hanno individuato due gruppi di miliziani mentre uscivano dal tunnel, che sarebbe stato usato da Hezbollah sia come deposito di armi sia come base per preparare e lanciare attacchi.

Secondo l’esercito, i miliziani sono stati eliminati con una serie di attacchi coordinati che hanno coinvolto l’aviazione, l’artiglieria e droni armati. Al termine dell’operazione, i soldati hanno inoltre sequestrato armi e altro materiale militare nell’area del tunnel.

Media: "La settimana prossima in Svizzera incontro tra altri esponenti Iran e Usa"

Un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitense e iraniana dovrebbe tenersi la prossima settimana in Svizzera. Lo rivela Bfmtv, secondo cui il ministro degli Esteri pakistano avrebbe in programma di recarsi prossimamente in Svizzera per preparare l’incontro.

Ghalibaf: "Intesa con Washington possibile solo con impegni vincolanti"

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sottolineato che un eventuale accordo tra Teheran e Washington deve essere accompagnato da “impegni vincolanti”. Lo riferisce l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

Al-Arabiya, Araghchi domani atteso in Pakistan

Una delegazione iraniana, che include il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, è attesa in Pakistan domani. Lo hanno riferito fonti arabe citate dall’emittente al-Arabiya.

Secondo le fonti, la delegazione iraniana supervisionerà i colloqui tecnici relativi all’accordo con gli Stati Uniti. Secondo il governo di Islamabad, domani è prevista la firma in formato digitale dell’intesa tra Teheran e Washington.

Ministro Esteri Pakistan a omologo saudita: "Domani la firma digitale dell'accordo"

La cerimonia di firma in formato digitale dell’intesa tra Iran e Stati Uniti è prevista “domani”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano, Mohammad Ishaq Dar, durante una telefonata avuta con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan.

I due, si legge sull’account X del ministero degli Esteri pakistano, “hanno accolto con favore la fase finale dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con la cerimonia di firma elettronica prevista per domani, ed hanno espresso la speranza che questo importante sviluppo contribuisca a una pace e una stabilità durature nella regione. Il ministro degli Esteri saudita ha apprezzato gli sforzi costanti e continui del Pakistan a sostegno della mediazione e del dialogo durante tutto il processo”.

Secondo Teheran, tuttavia, l’accordo non sarà firmato domani, ma possibilmente nei prossimi giorni.

Iran: Teheran, firma memorandum possibile nei prossimi giorni

Il memorandum d’intesa in fase di negoziazione tra Iran e Stati Uniti, mediato dal Pakistan, non sarà firmato domani e al momento non affronta la questione nucleare. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, spiegando che l’obiettivo immediato dell’intesa è consolidare la fine del conflitto.

Parlando a Hamedan, Baghaei – citato dall’agenzia di stampa Irna – ha affermato che il documento “non è un accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti”, ma un’intesa che definisce i principi generali per risolvere le controversie esistenti e sancire la cessazione delle ostilità.

“Considerate le esperienze precedenti, in questa fase l’attenzione è rivolta alla fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e si è deciso di non discutere la questione nucleare”, ha dichiarato il portavoce, confermando che il dossier atomico sarà affrontato entro i successivi 60 giorni.

I termini dell'accordo secondo Teheran

Araghchi ha spiegato che il memorandum d’intesa prevede lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero. “Nessuno dei nostri asset potrà restare congelato”, ha detto, aggiungendo che è stato elaborato un piano di ricostruzione per compensare i danni subiti dall’Iran.

Secondo il ministro, la bozza d’accordo includerebbe la revoca completa del blocco navale statunitense sui porti iraniani. “È il primo punto previsto nell’intesa”, ha dichiarato.

“Porre fine alla guerra nell’accordo significa anche il ritiro di Israele dalle aree occupate nel sud del Libano, e lo abbiamo dichiarato esplicitamente all’altra parte” ha detto a PressTv Araghchi. La questione nucleare invece è stata spostata alla seconda fase del memorandum

Viceministro Esteri pakistano sente Cassis, 'bene progressi incoraggianti'
Premier Pakistan: "Accordo probabile entro 24 ore, firma sarà digitale"

“Siamo più vicini che mai a un accordo di pace. Con la probabile finalizzazione attesa entro le prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando per la firma elettronica dell’accordo di pace immediatamente dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana”. Lo ha annunciato in un post su X il primo ministro pakistan, Shehbaz Sharif.

“Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran per il loro impegno costante durante i negoziati, ed estendiamo il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli nella regione per il loro sostegno. Siamo fiduciosi che questo storico accordo di pace costituirà una solida base per una pace duratura”, ha aggiunto Sharif. Il Pakistan ha un ruolo chiave nella mediazione tra Teheran e Washington.

Funerali Khamenei a Teheran dal 4 luglio, sarà sepolto a Mashad il 9

Si svolgeranno tra il 4 ed il 9 luglio le cerimonie di commemorazione della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid israelo-americano lo scorso 28 febbraio a Teheran. Lo ha annunciato il Comitato per la commemorazione della sua scomparsa, precisando che le cerimonie di commiato si terranno sabato 4 e domenica 5 luglio presso la Grande Mosalla di Teheran (Mosalla Imam Khomeini).

Lunedì 6 è prevista la cerimonia funebre vera e propria nella capitale iraniana, mentre martedì 7 un secondo corteo si terrà a Qom, città santa per gli sciiti. La cerimonia conclusiva è in programma giovedì 9 luglio a Mashad, la città nel nord-est del Paese che ha dato i natali a Khamenei, dove il feretro sarà accompagnato in processione fino al mausoleo dell’Imam Reza, uno dei luoghi più sacri dell’Islam sciita. Qui avverrà la sepoltura.

Insieme alla Guida Suprema saranno commemorati e sepolti anche alcuni familiari morti con lui: il genero Misbah al-Huda Bagheri Kani, la figlia Bushra Hosseini Khamenei, Zahra Haddad Adel e Zahra Mohammadi Golpayegani. Nella nota Khamenei viene ricordato come “la guida sapiente della Rivoluzione islamica” e “un simbolo del fronte della verità e della resistenza”. Le autorità hanno invitato il popolo iraniano, i musulmani e i sostenitori della Repubblica islamica a partecipare in massa alle cerimonie che accompagneranno l’ultimo saluto alla Guida scomparsa.

Ghalibaf: "Resisteremo fino all'ultimo respiro per la vittoria finale"

In occasione del primo anniversario della cosiddetta Guerra dei 12 giorni tra Iran e Israele, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ricordato il conflitto con un messaggio pubblicato sui social, accusando Israele e Stati Uniti di aver compiuto “attacchi criminali” contro la Repubblica islamica.

“Un anno è trascorso dall’inizio del primo ciclo di attacchi criminali del regime israeliano e americano contro la nostra casa eterna, l’Iran”, ha scritto Ghalibaf, sostenendo che durante il conflitto furono uccisi “bambini innocenti” e denunciando che i nemici dell’Iran “non si sono astenuti da alcun crimine o crudeltà”.

Nel messaggio, il presidente del Majlis e capo negoziatore iraniano ha inoltre reso omaggio alle vittime della Guerra dei 12 giorni, affermando che gli iraniani continueranno a resistere “in emulazione dei martiri eroici e oppressi” del conflitto. “Resistiamo fino all’ultimo respiro per la gloria e la vittoria finale del caro Iran”, ha concluso.

Pichetto: "Prezzi aerei? Non credo che se domani firma pace si abbassino"

Sui prezzi degli aerei così alti “non penso che sia l’influenza del cherosene, perché se domani firmano” l’accordo a Ginevra, “non credo che si abbassino i prezzi degli aerei”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a Manduria alla Summer Edition di Forum in Masseria, organizzato da Bruno Vespa e Comin & Partners.

Tajani: "Sono ottimista, intesa favorirà nostra economia"

“Io voglio essere ottimista. Mi pare che i segnali che stanno arrivando sono tutti segnali positivi, però aspettiamo la firma definitiva. Questo significherà favorire la nostra economia, avete già visto come ha reagito positivamente la Borsa di fronte ai primi segnali di una concreta possibilità di arrivare a un cessate il fuoco”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine del primo congresso regionale di Forza Italia a Cagliari, commentando la notizia di una possibile intesa tra Washington e Teheran.

“E’ una tregua che deve portare alla libera circolazione a Hormuz. Per noi è fondamentale per evitare un’impennata del costo del petrolio, della benzina, di tutti i carburanti”, ha proseguito Tajani, evidenziando la necessità che venga “rimessa in circolazione tutta la produzione di fertilizzanti che sono fondamentali per la nostra agricoltura e per quella di molti Paesi africani, anche al fine di scongiurare nuovi flussi migratori, che l’Italia è riuscita a ridurre di oltre il 60%”. Secono il titolare della Farnesina, “l’immigrazone irregolare si sta fermando, le nuove norme europee hanno dato ragione alla nostra posizione quindi anche da questo punto di vista noi ci auguriamo che al di là dei confini nazionali arrivino risposte positive”.

Iran, Confartigianato: con crisi Italia ha perso 1,6 mld di export (-33%)

Complessivamente, nel periodo tra marzo e aprile, l’Italia ha perso 1,6 miliardi di euro di export nell’area del Medio Oriente, pari a una riduzione del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, a marzo, le nostre esportazioni verso il Medio Oriente hanno visto un calo del 52,5% rispetto a marzo del 2025, la flessione più pesante tra le principali economie dell’Unione europea. E’ quanto stima Confartigianato, in un bilancio degli effetti di questi mesi di crisi sulle imprese italiane, in attesa della firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran.

Il dato nazionale è nettamente peggiore rispetto alla diminuzione media del 30% delle esportazioni in Medio Oriente registrata nei Paesi dell’Ue. Il calo del nostro export supera ampiamente le contrazioni della Germania (-23,2%) e della Francia (-14%). A pesare è soprattutto il crollo delle vendite made in Italy verso i Paesi del Golfo dove a marzo l’export italiano è crollato del 63% rispetto a marzo 2026. Le battute d’arresto più significative riguardano il Kuwait (-89,6%), il Qatar (-66,1%), gli Emirati Arabi Uniti (-65,9%), e l’Arabia Saudita (- 35,5%). Ma, secondo Confartigianato, l’impatto delle tensioni in Medio Oriente non si esaurisce a marzo. Ad aprile infatti le esportazioni italiane verso il Medio Oriente sono diminuite di un ulteriore 6,9% su base annua. La frenata delle vendite all’estero si accompagna a un’altra criticità per il nostro sistema produttivo: l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime. Il prezzo medio del gas nei tre mesi di crisi è stato superiore del 38,3% rispetto a febbraio, mentre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità è più alto dell’11,6% rispetto alla fase precedente alla crisi. E a inizio giugno il costo industriale del gasolio risultava ancora del 49,8% superiore alla media di febbraio. Le imprese italiane, fa rilevare Confartigianato, hanno subito anche l’impennata dei prezzi di metalli e minerali, fondamentali per numerose filiere manifatturiere, che a maggio risultano mediamente superiori del 39,3% rispetto a un anno fa. I maggiori rincari riguardano lo stagno (+67,5%), l’alluminio (+49,7%), il rame (+42,1%), lo zinco (+31,7%) e il nichel (+22,5%), mentre aumenti più contenuti si registrano per il minerale di ferro (+12%) e il piombo (+1,7%).

“Il quadro che emerge dalle nostre rilevazioni – sottolinea il Presidente Granelli – è quello di una doppia forte pressione sulle imprese italiane: da un lato la perdita di sbocchi commerciali in un’area strategica per il Made in Italy, dall’altro l’aumento dei costi di produzione legato ai rincari dell’energia e delle materie prime. Un mix che rischia di rallentare la crescita e comprimere la competitività delle filiere manifatturiere nei prossimi mesi”, conclude.

Libano, Israele annuncia raid nel sud: 'Hezbollah ha violato cessate fuoco'

Le forze israeliane hanno diffuso un avviso di evacuazione oggi per diverse comunità nel sud del Libano, citando, in un messaggio in arabo, “le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, e affermando la volontà di “agire contro questo”. Il portavoce delle Idf ha quindi chiesto agli abitanti di una ventina di comunità di “spostarsi immediatamente nelle aree a nord del fiume Zharani”.

Secondo quanto riporta Haaretz, l’avviso è arrivato dopo che il canale libanese Al Mayadeen ha riportato che le forze israeliane hanno bombardato aree del sud del Libano. In precedenza le Idf hanno affermato di aver intercettato un “oggetto aereo sospetto” entrato dallo Libano nello spazio aereo di Israele, facendo suonare le sirene di allarme a Metula e Misgav Am, nel nord del Paese.

Libano, media: raid israeliani nel Sud dopo avviso di evacuazione di Idf

I media libanesi riportano di raid aerei israeliani nel sud del Libano, avvenuti poco dopo che le forze israeliane hanno diffuso un avviso di evacuazione per 20 località, compresa la cittadina di Nabatiye. L’agenzia nazionale libanese Nna ha precisato che tra le diverse aree colpiti vi sono infatti i villaggi di Rihan e Sujud, poco lontani da Nabatieh.

Pichetto: "Accise? Speriamo in firma a Ginevra, conseguenze su Hormuz'

“Rispetto alla accise valutiamo, adesso andiamo al 3 luglio. Forse la prima valutazione che dobbiamo fare è seguire se davvero domani o dopodomani a Ginevra firmano qualcosa rispetto allo Stretto di Hormuz e al Golfo Persico, perché certamente tutto questo ha delle conseguenze”. Lo ha detto a margine del Forum in Masseria a Manduria il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Cnn, erano pronti piani Usa blitz terra per prendere uranio, lo stop di Trump

Il Pentagono aveva pronti piani operativi per inviare forze di terra in Iran per prendere l’uranio arricchito,ma una volta presentati a Donald Trump il presidente li ha fermati. E’ quanto scrive oggi la Cnn che rivela che il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, lo scorso 19 maggio ha lasciato in fretta Bruxelles, dove si era recato per un incontro Nato, per una visita, rimasta riservata, al quartier generale dell’Us Central Command di Tampa dove gli sono stati illustrati i piani sviluppati per l’invio di truppe americani in Iran.

Il coinvolgimento diretto di Caine e i tempi serrati del briefing indicano quanto l’amministrazione Trump sia stata vicina a dare l’ok all’operazione di terra ad alto rischio. Così alto che il presidente Trump, dopo che Caine gli ha illustrato i piani, ha messo in pausa l’operazione, di fronte al rischio di una durissima rappresegalia iraniana, di un allargamento il conflitto e un ulteriore inasprimento delle conseguenze negative per l’economia mondiale. Trump, aggiungono le fonti della Cnn, avrebbe anche espresso preoccupazione per il potenziale alto numero di caduti americani nell’operazione. “Troppi rischi”, sintetizza una delle fonti.

L’emittente americana rivela ancora, citando cinque fonti vicine all’intelligence Usa, che nelle ultime settimane l’Iran avrebbe drasticamente aumentato gli sforzi per nascondere e sigillare le sue scorte di uranio arricchito, facendo crollare tunnel dei depositi sotterranei e minando gli ingressi. Ora raggiungere la mezza tonnelata di uranio arricchito appare essere molto più difficile, pericoloso e destinato a richiedere molto più tempo di quando un mese fa Trump affermava pubblicamente di poter ordinare alle truppe americane di entrare in Iran per prenderlo, senza però, stando a quanto rivelato dalla Cnn, dare l’ordine finale di fronte ai piani operativi.

Usa: "Abbattuti droni Teheran mirati contro navi commerciali Hormuz"

Le forze Usa hanno abbattuto diversi droni iraniani che prendevano di mira navi commerciali nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto, con una dichiarazione postata su X nella notte, l’Us Central Command (Centcom). “L’Iran ha lanciato diversi droni di attacco nel tentativo di colpire le navi in transito nello stretto di Hormuz”, si legge nel post in cui il Centcom riferisce che “le forze americane li hanno abbattuti nelle ultime ore e il traffico marittimo nello stretto rimane aperto”. La notizia dell’abbattimento dei droni iraniani che prendevano di mira le navi nello stretto è arrivata dopo che ieri entrambe le parti hanno affermato che un accordo per mettere fine alla guerra è più vicino che mai.

Axios, imminente accordo di Trump con Teheran è una pillola amara per Netanyahu

L’imminente accordo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l’Iran “è una pillola amara” per il premier israeliano Benyamin Netanyahu. A scriverlo è Barak Ravid di Axios parlando della telefonata giovedì sera tra Trump e Netanyahu in cui il presidente degli Usa ha annunciato che “si aspettava di firmare un accordo con l’Iran entro pochi giorni”. “Questo è l’accordo. È un ottimo accordo ed è arrivato il momento di porre fine a questa guerra”, ha detto Trump a Netanyahu, secondo un alto funzionario statunitense citato da ‘Axios’.

Alcune persone a Washington, scrive ‘Axios’, ritengono che Netanyahu potrebbe cercare di ostacolare l’accordo anche se dovesse entrare in vigore. “Tuttavia, durante la telefonata con Trump, Netanyahu sembrava riconoscere di non poter impedire al presidente americano di firmarlo”, ha riferito un funzionario statunitense ad Axios.

Per il momento, funzionari sia a Teheran sia a Washington affermano che un accordo è vicino, ma non è stato ancora finalizzato. Netanyahu e altri funzionari israeliani, scrive ‘Axios’, “evitano accuratamente di criticare Trump in pubblico, ma in privato sono molto scettici riguardo all’accordo in fase di definizione. Una delle preoccupazioni è che, una volta firmato l’accordo e terminata la guerra, l’Iran possa semplicemente trascinare i negoziati senza fare reali concessioni sul programma nucleare”. I funzionari israeliani sono anche preoccupati dal fatto che, poiché il cessate il fuoco previsto dall’accordo si applicherebbe anche al Libano, “l’amministrazione Trump possa limitare la loro libertà operativa contro Hezbollah e pretendere di essere consultata prima di ogni attacco”. “Comprendo lo scetticismo israeliano. Hezbollah ha ucciso molti innocenti israeliani, soprattutto civili. Non ci aspettiamo quindi che alcun Paese rinunci al proprio diritto all’autodifesa. Quello che ci aspettiamo è che, se riusciremo a coinvolgere tutti nel processo di pace, anche gli altri facciano lo stesso”, ha dichiarato venerdì un alto funzionario americano durante un briefing con i giornalisti. Il funzionario ha aggiunto che la Casa Bianca “è fiduciosa” che, alla fine, gli israeliani “aderiranno all’accordo”.

Il Guardian: "Trump ha parlato con il premier Netanyahu dell'accordo con l'Iran"

Donald Trump ha parlato ieri con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu degli ultimi sforzi per raggiungere un accordo con l’Iran, parola di un alto funzionario dell’amministrazione USA all’Associare Press. E’ questo quanto sostiene il giornale The Guardian, in attesa degli sviluppi sull’asse USA-Israele e con Teheran (che chiede potenziali benefici nell’accordo) nelle prossime ore.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie

Il mondo intero attende la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe arrivare già nel weekend o al più tardi lunedì. Donald Trump lo ha confermato al giornalista Barak Ravid di Axios, definendo “molto positivo” il messaggio del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi secondo cui l’intesa “non è mai stata così vicina”.

Il presidente americano ha rilanciato su Truth le parole del capo della diplomazia di Teheran, mentre da parte iraniana si ribadisce che le fasi finali dei negoziati sono in corso e che la firma iniziale avverrà da remoto “nei prossimi giorni”.

Il ministro ha definito “il momento migliore per porre fine alla guerra” quello attuale, sostenendo che l’Iran si trova “in vantaggio sul campo”. La fine del conflitto, ha aggiunto, consoliderebbe la vittoria, ottenuta “resistendo 40 giorni contro una superpotenza”. Ha accusato, poi, Israele di star cercando di far fallire il possibile accordo in fase di finalizzazione tra Iran e Stati Uniti. Parlando alla televisione di Stato, Araghchi ha dichiarato che “questo accordo ha dei nemici, in primo luogo il regime sionista, che cerca pretesti per sabotarlo”.

Il pedaggio per lo Stretto di Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano ha chiarito che la gestione dello Stretto di Hormuz “non tornerà al sistema precedente alla guerra”. Saranno applicate tariffe obbligatorie per i servizi nello stretto, finora gratuiti. Araghchi ha ribadito che “non esiste alcun passaggio marittimo internazionale” e che la sovranità appartiene a Iran e Oman.

Il memorandum d’intesa

Araghchi ha spiegato che il memorandum d’intesa prevede lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero. “Nessuno dei nostri asset potrà restare congelato”, ha detto, aggiungendo che è stato elaborato un piano di ricostruzione per compensare i danni subiti dall’Iran.

Blocco navale Usa sarà revocato

Secondo il ministro, la bozza d’accordo includerebbe la revoca completa del blocco navale statunitense sui porti iraniani. “È il primo punto previsto nell’intesa”, ha dichiarato.

L’accordo prevede ritiro Israele dal sud del Libano

“Porre fine alla guerra nell’accordo significa anche il ritiro di Israele dalle aree occupate nel sud del Libano, e lo abbiamo dichiarato esplicitamente all’altra parte” ha detto a PressTv Araghchi.

Nucleare rinviato alla seconda fase dell’accordo

Il ministro iraniano ha precisato che l’intesa non è ancora definitiva e che la questione del nucleare è stata spostata alla seconda fase del memorandum. “Se verrà finalizzato, spiegherò ogni singola clausola”, ha concluso.

Svizzera si offre per ospitare la firma dell’accordo

La Svizzera si è detta disponibile a ospitare la possibile firma di un memorandum d’intesa “qualora concordato da tutte le parti”. Il ministero degli Esteri elvetico ha riferito all’Afp di essere “pienamente impegnato” e in stretto coordinamento con Stati Uniti e Iran. Berna ha spiegato di essere coinvolta nel sostegno al memorandum d’intesa volto a consolidare la tregua e favorire una de-escalation del conflitto tra Washington e Teheran. In questo contesto, la Svizzera ha anche proposto il proprio territorio come sede per una possibile firma dell’accordo, qualora le parti dovessero raggiungere un’intesa.

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