Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 14 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Un missile ha colpito l’eliporto del compound dell’ambasciata americana a Baghdad, hanno reso noto due fonti della sicurezza irachena, come si legge su Israel Times. Sul sito era visibile questa mattina una colonna di fumo.
Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie
Siamo ormai al quindicesimo giorno dall’inizio dell’operazione Epic Fury di USA e Israele contro l’Iran, la pace non sembra un’opzione presa minimamente in considerazione dalle parti. Anzi.
Sul fronte umanitario il disastro è purtroppo realtà, soprattutto in Libano e sul fronte iracheno che si allarga costantemente, al centro dell’attenzione globale c’è anche la questione economica. E questa questione ruota attorno allo Stretto di Hormuz, dove passa oltre un quinto del petrolio messo in commercio a livello mondiale e la cui chiusura comporterebbe uno shock energetico tra i più forti degli ultimi decenni. Risultato: prezzi alle stelle, con un barile a oltre 103 dollari – record da giugno 2022 – e effetti sul costo di benzina e diesel.
Washington corre ai ripari con un’ “autorizzazione temporanea” di 30 giorni che consente ai Paesi di acquistare carichi di greggio russo già in transito.
Trump ha deciso di mandare i Marines: “Le petroliere superino Hormuz”: il Pentagono sta trasferendo 5000 uomini tra Marines e marinai. In movimento anche altre navi, secondo il Wall Street Journal. Sotto i riflettori l’isola di Kharg, nel Golfo Persico,
Dal canto suo l’Italia smentisce dialogo con Teheran per il passaggio delle proprie navi.
E proprio di quest’area strategica ha parlato, nel suo primo discorso pubblico, la nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khameini. Ma anche qui ci sono dei dubbi sul reale stato di salute del neo leader della Repubblica Islamica.
L’intenzione pare tutt’altro che rassicurante. L’idea del nuovo leader iraniano è quella di utilizzare lo Stretto di Hormuz come “strumento di pressione” sulle potenze globali nemiche. Che effetti possa avere sulle decisioni dei Paesi interessati – praticamente gran parte del mondo – è uno dei maggiori interrogativi del conflitto. Le altre domande riguardano, invece, i pericoli di escalation: i fronti del Libano e dell’Iraq sono purtroppo aperti, mentre si paventa l’entrata in gioco degli Houthi in Yemen (a favore dell’Iran). Mentre i raid si susseguono, generando tensione globale ma soprattutto vittime (molti civili e bambini), il bilancio delle vittime continua a salire. Così come crescono le minacce di ulteriori violenze in caso non si riuscisse a ristabilire il dialogo diplomatico.

