Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Offensiva americana sull’isola di Kharg, gli iraniani: “Fine conflitto solo con risarcimento Usa o ritiro dal Golfo”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Offensiva americana sull’isola di Kharg, gli iraniani: “Fine conflitto solo con risarcimento Usa o ritiro dal Golfo”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Offensiva americana sull’isola di Kharg, gli iraniani: “Fine conflitto solo con risarcimento Usa o ritiro dal Golfo”
Foto Adnkronos

Gli aggiornamenti in tempo reale su cosa accade in Iran e nell’area del Golfo

Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 14 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 14 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 14 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 14/03/26 07:00
Fine diretta: 15/03/26 00:00
Israele, sono 3.138 i feriti negli attacchi dal 28 febbraio

Il ministero della Salute israeliano ha pubblicato un aggiornamento sul numero dei feriti negli attacchi iraniani e di Hezbollah dal 28 febbraio. Sono 3.138 le persone portate negli ospedali di tutto il Paese, di cui 81 sono ancora ricoverate: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, otto in condizioni moderate, 57 in condizioni lievi e altre due sono in fase di accertamento medico

In Iran arrestate 33 persone accusate di spionaggio

Le autorità iraniane hanno arrestato 33 individui accusati di aver raccolto informazioni su siti militari per conto di Stati Uniti e Israele. Lo scrive l’agenzia statale Fars. Gli arresti sono stati effettuati dal servizio di intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ‘in seguito alle accuse di raccolta di immagini e informazioni da centri militari e delle forze dell’ordine’. Gli arrestati sono inoltre accusati di aver raccolto informazioni su potenziali attacchi iraniani, secondo Fars.

Trump dice no a offerte di mediazione: rifiuti anche dall'Iran

Donald Trump ha respinto gli sforzi degli alleati mediorientali, tra cui l’Oman, per avviare negoziati volti a porre fine alla guerra con l’Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Reuters, citando tre fonti a conoscenza dei dettagli. Secondo due fonti iraniane di alto livello, anche Teheran ha rifiutato qualsiasi possibilità di cessate il fuoco finché non cesseranno gli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele. Una fonte iraniana di alto livello ha aggiunto che le Guardie Rivoluzionarie credono che “se perdono il controllo dello Stretto di Hormuz, perderanno la guerra”.

Colpita una fabbrica ad Isfahan: almeno 15 morti

Un attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro la città industriale di Isfahan, nell’Iran centrale, avrebbe causato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di diverse altre. Lo riporta Haaretz citando l’agenzia iraniana Fars. Nell’attacco, secondo quanto viene riferito, è stata colpita una fabbrica che produceva apparecchiature di riscaldamento e raffreddamento. Diversi operai erano presenti sul posto al momento dell’attacco.

Francia: rientrata in patria dall'Iraq salma maresciallo Arnaud Frion

La salma del maresciallo Arnaud Frion, ucciso giovedì sera nella regione di Erbil, in Iraq, in seguito a un attacco con drone, è arrivata in Francia. Lo riferisce l’emittente “Bfmtv“. Nell’attacco sono rimasti feriti anche altri sei militari francesi, rientrati anche loro in patria.

Spagna, migliaia di persone in piazza per dire stop alla guerra

Migliaia di persone hanno manifestato oggi in tutta la Spagna per chiedere la fine della guerra in Iran e in Medio Oriente, in iniziative sostenute da oltre 200 associazioni sotto lo slogan “La guerra in Medio Oriente deve finire. Non dimentichiamo Gaza”. Lo riferisce Efe. A Madrid, circa cinquemila persone secondo gli organizzatori si sono radunate davanti al museo Reina Sofi’a, tra slogan come “No alla guerra”, “Chi decide qui? Il popolo iraniano” e “Ogni città, ogni piazza, siamo tutti Gaza”. L’iniziativa si è svolta attorno al manifesto “Dobbiamo fermare la guerra in Medio Oriente”, sostenuto da oltre 200 personalità del mondo della cultura, della società e della politica. Manifestazioni analoghe anche a Barcellona, Siviglia, Santander e Cordova.

Stati Uniti d'America, due droni colpiscono l'ambiasciata a Baghdad

L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stata colpita da due droni. Lo riferisce all’emittente “Cnn” una fonte della sicurezza Usa. L’entità dei danni e l’eventuale presenza di vittime non sono ancora note. Un video geolocalizzato dall’emittente televisiva mostra fumo e piccole fiamme levarsi da un edificio nei pressi del compound dell’ambasciata.

Libano: "Dal 2 marzo uccise 826 persone, tra cui 106 bambini"

Il Ministero della Salute del Libano ha reso noto che gli attacchi israeliani hanno ucciso 826 persone, di cui 65 donne e 106 bambini, dal 2 marzo, data di inizio della guerra con Hezbollah. I feriti sono al momento 2.009. Il Ministero ha anche precisando che ci sono 31 paramedici uccisi, rivedendo così al rialzo un precedente bilancio.

Iran: "Stretto di Hormuz chiuso solo a nemici e loro alleati"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiarito che lo Stretto di Hormuz è chiuso soltanto “alle petroliere e alle navi dei nemici e dei loro alleati”. Lo hanno riferito i media ufficiali della repubblica islamica. Araghchi ha avvertito che l’Iran risponderà a qualsiasi attacco contro le proprie infrastrutture energetiche, affermando che se tali infrastrutture iraniane fossero colpite, le forze iraniane prenderebbero di mira impianti di aziende americane nella regione o società in cui gli Stati Uniti possiedono quote. Ha aggiunto che la repubblica islamica agirà con cautela per evitare di colpire aree densamente popolate

Trump: "Altri Paesi inviino navi per sicurezza Stretto di Hormuz"

“Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra – in collaborazione con gli Stati Uniti d’America – per mantenere lo Stretto aperto e sicuro”. Lo scrive Donald Trump sul suo socialTruth. “Si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell’area, affinché lo Stretto di Hormuz cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata”, aggiunge.

Guterres (Onu) chiede il cessate il fuoco in Libano: "Tornare alla diplomazia"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto di fermare la guerra in Libano e di privilegiare la via diplomatica per ridurre l’escalation militare in corso nel Paese. “Le evacuazioni ordinate da Israele hanno costretto centinaia di migliaia di civili a fuggire e hanno complicato la loro vita”, ha dichiarato Guterres. Il segretario generale ha inoltre affermato che “diverse aree del Libano sono diventate teatro di distruzione” e ha rivolto un appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto: “Il mio messaggio a tutte le parti è di fermare la guerra e adottare la diplomazia e il dialogo”. Guterres ha anche avvertito che esiste il rischio che “il sud del Libano diventi un luogo disabitato a causa della guerra”. Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, “l’integrità territoriale del Libano continua a essere violata e non siamo riusciti a raggiungere un cessate il fuoco effettivo”. Il capo dell’Onu ha infine sottolineato che le Nazioni Unite stanno lavorando per ridurre l’escalation e riportare le parti al tavolo negoziale. “Stiamo compiendo sforzi per ridurre la tensione, fermare le ostilità e portare le parti al tavolo del dialogo”, ha dichiarato.

Consigliere iraniano Rezaei: "Fine guerra solo con risarcimento danni Usa e ritiro dal Golfo"

L’Iran prenderà in considerazione la fine del conflitto con gli Stati Uniti solo a fronte del pagamento di risarcimenti per i danni subiti e del ritiro delle forze statunitensi dalla regione del Golfo Persico. Lo ha dichiarato Mohsen Rezaei, membro del Consiglio per il discernimento dell’interesse superiore del sistema della Repubblica islamica. “Prenderemo in considerazione la fine della guerra solo quando, primo, riceveremo dagli Stati Uniti un risarcimento per tutti i danni e, secondo, otterremo garanzie totali per il futuro, cosa impossibile senza il ritiro degli Stati Uniti dalla regione del Golfo Persico”, ha affermato Rezaei in un’intervista all’emittente iraniana Snn.

Idf, ucciso in raid comandante dei pasradan attivo con Hezbollah

Le Forze di difesa israeliane hanno riferito di aver ucciso in Libano un altro comandante del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc, i pasdaran) nel corso di un raid condotto questa settimana. Secondo quanto dichiarato dall’esercito israeliano, l’attacco, avvenuto mercoledì 11 marzo, ha causato la morte di Hisham Abd al Karim Yassin, indicato come “comandante chiave” sia nell’unità comunicazioni di Hezbollah sia nel Corpo palestinese della Forza Quds, il ramo dei pasdaran incaricato delle operazioni all’estero. Secondo le Idf, l’unità comunicazioni è responsabile del mantenimento della continuità delle comunicazioni interne di Hezbollah e supervisiona lo sviluppo, la manutenzione e l’impiego dei sistemi di comunicazione utilizzati dal movimento sciita libanese. L’esercito israeliano ha aggiunto che Yassin sarebbe stato coinvolto negli sforzi per aiutare Hezbollah a ricostruire le proprie capacita’ operative e avrebbe lavorato per rafforzare il radicamento iraniano in Libano.

Missile iraniano colpisce città israeliana di Eliat: morto bimbo di 12 anni

Un bambino di 12 anni è rimasto gravemente ferito e un uomo di 39 anni ha riportato ferite lievi in seguito all’ultimo attacco con missili balistici iraniani contro la città israeliana di Eilat, sul Mar Rosso. Lo riferiscono i servizi di emergenza israeliani.Secondo il medico Magen David Adom, i due feriti sarebbero stati colpiti da schegge e sono stati trasportati in ospedale nella stessa città. Fonti locali segnalano almeno tre punti d’impatto nell’area urbana. Secondo una prima valutazione delle Forze di difesa israeliane (Idf), i danni potrebbero essere stati causati da submunizioni di una testata a grappolo oppure da frammenti caduti dopo l’intercettazione del missile. L’esercito ha dichiarato di stare verificando la dinamica dell’attacco. Unità di ricerca e soccorso del Comando del fronte interno sono state inviate sul posto per assistere i servizi di emergenza e mettere in sicurezza le aree colpite. Secondo l’esercito israeliano, l’attacco missilistico iraniano ha preso di mira anche Gerusalemme, mentre nelle ore precedenti erano già scattati allarmi antiaerei in diverse aree del Paese.

Iran: "Ucraina obiettivo sensibile: ha cercato di aiutare Israele"

Il presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha affermato che l’Ucraina è un obiettivo legittimo. “I tentativi falliti dell’Ucraina di aiutare Israele la rendono un obiettivo legittimo per noi”, ha detto. L’Ucraina ha “fornito supporto sui droni” a Israele, ha precisato. Lo riportano i media israeliani.

Colpito il consolato degli Emirati arabi uniti a Erbil: due feriti

Gli Emirati arabi uniti denunciano un nuovo attacco contro il loro consolato a Erbil, nel Kurdistan iracheno, che ha fatto due feriti. In una nota, il ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha espresso “la ferma condanna e denuncia il vile attacco terroristico condotto con un drone, che ha preso di mira il consolato generale degli Emirati Arabi Uniti nel Kurdistan iracheno per la seconda volta in una settimana, e che ha provocato il ferimento di due agenti della sicurezza e causato danni all’edificio del consolato”.

Beirut, da inizio intervento Idf uccisi in Libano 26 paramedici

Dall’inizio del nuovo intervento dell’Idf contro Hezbollah in Libano il 2 marzo scorso sono stati uccisi 26 fra medici e paramedici, ha denunciato il ministero della Salute a Beirut dopo che in un raid nella notte sono stati uccisi 12 medici e infermieri che lavoravano nell’ospedale di Burj Qalawiya, nel sud del Paese.

In precedenza, due paramedici affiliati a Hezbollah erano stati uccisi in un attacco dell’Idf nel sud del Paese.

Nuova Delhi, due navi indiane hanno attraversato Hormuz

Due navi battenti bandiera indiana e che trasportano gas di petrolio liquefatto hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono dirette verso porti dell’India occidentale. Lo ha annunciato il ministero indiano per i trasporti marittimi.

“Hanno attraversato lo Stretto di Hormuz questa mattina presto in tutta sicurezza e sono in rotta verso l’India”, ha dichiarato Rajesh Kumar Sinha, segretario speciale del ministero dei Porti, dei Trasporti Marittimi e delle Vie Navigabili, durante un punto stampa a Nuova Delhi. La notizia arriva all’indomani dell’assicurazione data dall’ambasciatore iraniano in India, secondo cui Teheran avrebbe garantito un passaggio sicuro alle navi diretti in India attraverso lo Stretto di Hormuz, citando l’amicizia di lunga data tra i due Paesi.

Beirut, raid Idf nell'est del Libano provoca 7 morti e 18 feriti

Un raid di Israele contro una palazzina abitata da una famiglia siriana a Tamnin al-Tahta, nella valle della Bekaa, nell’est del Libano ha provocato la morte di sette persone e il ferimento di altre 18, denuncia il ministero della salute a Beirut al decimo giorno dall’inizio della nuova guerra dell’Idf contro i rifugi di Hezbollah nel Paese dei cedri.

Usa, colpiti 90 obiettivi militari a Kharg. Nessuna infrastruttura petrolifera coinvolta

Gli Stati Uniti rivendicano il successo dell’operazione della scorsa notte contr l’isola iraniana di Kharg, assicurando di non aver colpito le installazioni petrolifere.

In un post su X, il Comando centrale americano (Centcom) scrive: “Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto un attacco di precisione su vasta scala sull’isola di Kharg, in Iran. L’attacco ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari. Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull’isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere”.

Katz: "Guerra sta entrando in fase decisiva"

“Escalation” della guerra contro l’Iran, che sta entrando “in una fase decisiva e continuerà fintanto che sarà necessario”. Lo dice il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo cui “solo il popolo iraniano può mettere fine a questo, attraverso una lotta determinata, fino alla caduta del regime terroristico e alla salvezza dell’Iran”.

Il ministro ha parlato durante una valutazione della situazione fatta questa mattina con il capo di Stato Maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Eyal Zamir, e gli alti vertici militari.

Idf, colpiti 110 centri di comando di Hezbollah a Beirut

Le Forze di difesa Israeliane hanno reso noto di aver colpito circa 110 centri di comando di Hezbollah, in Libano, dall’inizio della guerra. “Prima degli attacchi, sono state adottate misure per mitigare il rischio di danni ai civili”, hanno assicurato le Idf nel loro aggiornamento.

Iran, media: "Arrestati 54 sostenitori di Reza Pahlavi, 11 neutralizzati"

La polizia iraniana ha arrestato 54 presunti sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia in esilio negli Stati Uniti, undici dei quali sarebbero stati “neutralizzati”, termine per dire che sarebbero stati uccisi. Lo riferisce l’agenzia di stampa Fars, secondo cui gli arrestati – fermati tutti nelle ultime 72 ore – stavano pianificando disordini nel Paese. La stessa agenzia parla degli 11 “neutralizzati” come appartenenti alla “fazione monarchica”.

La polizia ha inoltre arrestato altre due persone accusate di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato “siti importanti”.

Macron: "Israele accetti colloqui diretti con il Libano, pronti ad accoglierli a Parigi"

Emmanuel Macron esorta Israele ad accettare colloqui diretti con il Libano, come proposto da Beirut, per mettere fine alla guerra e si dice disposto a ospitarli a Parigi. In un post su X in cui dà notizia dei colloqui avuti con il presidente libanese Joseph, con il premier Nawaf Salam e con il presidente del Parlamento Nabih Berri, il presidente francese avverte: “Bisogna fare tutto il possibile per impedire che il Libano precipiti nel caos. Hezbollah deve fermare immediatamente la sua escalation e Israele deve abbandonare la sua offensiva su larga scala e cessare i massicci raid aerei, soprattutto perché centinaia di migliaia di persone sono già fuggite dai bombardamenti”.

Quindi Macron ricorda che “il governo libanese ha manifestato la propria disponibilità ad avviare colloqui diretti con Israele. Tutte le componenti della società devono essere rappresentate. Israele deve cogliere questa opportunità per avviare discussioni e cessare il fuoco, trovare una soluzione duratura e consentire alle autorità libanesi di adempiere ai propri impegni nei confronti della sovranità del Libano”. La Francia, conclude, “è pronta a facilitare questi colloqui ospitandoli a Parigi”.

Teheran agli emiratini: "Evitate i porti". Fumo a Fujairah

Fumo nero al porto emiratino di Fujairah, già colpito da un drone, dopo che le Forze armate iraniane hanno avvertito di considerare i porti degli Emirati come obiettivi legittimi, in quella che appare come una rappresaglia per gli attacchi americani sull’isola di Kharg, esortando la popolazione ad allontanarsi.

“Informiamo i dirigenti emiratini che la Repubblica Islamica dell’Iran considera suo diritto legittimo difendere la sua sovranità nazionale e il suo territorio colpendo i missili nemici americani situati nei porti, nei moli e nei nascondigli dell’esercito americano negli Emirati”, ha dichiarato in un comunicato il centro di comando congiunto Khatam al-Anbiya.

Intanto, l’Afp ha dato notizia di dense colonne di fumo nei pressi del terminal di Fujairah, mega impianto di stoccaggio del petrolio onshore, dopo che le autorità avevano annunciato la sospensione di alcune operazioni di carico del petrolio in seguito ad un attacco con drone e ad un incendio.

Usa ordinano a personale non essenziale di lasciare l'Oman

Il governo degli Stati Uniti ha ordinato a tutti i suoi dipendenti non essenziali in Oman e alle loro famiglie di lasciare immediatamente il Paese a causa dell’espansione della guerra dell’Iran. L’ordine pubblicato sul sito dell’ambasciata statunitense è stato emesso ore dopo che due cittadini stranieri sono morti nel sultanato a causa dell’impatto di un drone nella zona industriale di Al Auhi, a Sohar.

In totale, tre persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite in Oman dall’inizio dei contrattacchi iraniani in tutta la regione in rappresaglia all’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele. Data la situazione, l’ambasciata chiede inoltre a tutti i suoi cittadini di “riconsiderare” qualsiasi futuro viaggio in Oman “a causa del rischio di conflitto armato e terrorismo”.

Turchia, Oman ed Egitto impegnati in mediazione con Teheran*

Turchia, Oman ed Egitto impegnati in uno sforzo diplomatici per porre fine alla guerra con l’Iran. Lo ha riferito al giornale israeliano Haaretz una fonte regionale, secondo, gli sforzi di mediazione sono condotti con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e “in una certa misura” con Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran.

La fonte ha aggiunto che i rappresentanti dei Paesi mediatori sono anche in contatto con funzionari degli Stati Uniti, ma ha detto di non sapere se qualcuno dei mediatori sia in contatto con Israele.

Teheran minaccia rappresaglia contro infrastrutture energia legate a Usa

Le forze armate iraniane minacciano, in seguito ai raid Usa a Kharg, di distruggere le infrastrutture dell’energia di proprietà di aziende che cooperano con gli Stati Uniti se saranno attaccati i propri siti. L’annuncio arriva “in risposta a dichiarazioni” formulate da Donald Trump secondo cui le forze Usa avevano “cancellato” obiettivi militari a Kharg, hub del petrolio iraniano.

Israele pianifica espansione operazione di terra in Libano

Israele starebbe pianificando un’espansione della sua operazione di terra in Libano, con l’obiettivo di conquistare tutta l’area a sud del fiume Litani e di smantellare completamente l’infrastruttura militare di Hezbollah.

Lo rivela Axios, che cita fonti israeliane e americane, secondo cui si tratterebbe della più massiccia invasione del Paese vicino dal 2006. “Faremo quello che abbiamo fatto a Gaza”, ha detto una fonte israeliana, in un riferimento alla distruzione degli edifici che Hezbollah usa per custodire le armi e da cui lancia attacchi.

Cremlino: "Numerosi Paesi vogliono iniziare ad acquistare petrolio da Russia"

Un gran numero di Paesi vogliono iniziare ad acquistare petrolio dalla Russia in seguito all’allentamento delle sanzioni Usa (il sollevamento delle misure restrittive sul petrolio già caricato sulle petroliere, ndr), ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

“I mercati sono vasti e sono in molti a essere interessati ad acquistare petrolio russo”, ha dichiarato. Thailandia e Sri Lanka hanno annunciato la loro intenzione di iniziare ad acquistare petrolio russo. Ma anche il Giappone sarebbe pronto ad acquistare da Mosca.

Esplosione in scuola ebraica ad Amsterdam: "Attacco deliberato contro comunità"

Esplosione in una scuola ebraica ad Amsterdam, in Olanda, questa mattina presto. Il sindaco della città Femke Halsema ha denunciato un atto deliberato contro la comunità. L’esplosione ha provocato danni limitati, ha precisato Halsema, citata dall’agenzia di stampa olandese.

Ieri la polizia aveva reso noto l’arresto di quattro uomini accusati di aver innescato una esplosione di fronte a una sinagoga di Rotterdam.

Raid israeliano contro edificio residenziale in periferia nord di Beirut

Raid israeliano contro un edificio residenziale del quartiere della periferia settentrionale di Beirut, nella zona di Bourj Hammoud, che era già stato obiettivo di un attacco dell’Idf ieri. Lo rende noto Times of Israel.

Hamas sollecita Teheran a cessare raid contro Paesi Golfo

Hamas, ancora al potere nella Striscia di Gaza, chiede all’Iran di cessare i raid contro i Paesi del Golfo in rappresagli agli attacchi di Israele e Stati Uniti.

“Pur ribadendo il diritto della Repubblica islamica dell’Iran a rispondere a questa aggressione con tutti i mezzi disponibili, conformemente alle regole e al diritto internazionale, il movimento chiede ai suoi fratelli in Iran a non prendere come obiettivo i Paesi vicini”, ha scritto Hamas su Telegram.

Raid Usa sull'isola di Kharg, per Teheran non ci sono danni a infrastrutture petrolifere

Raid Usa sull’isola iraniana di Kharg. L’agenzia di notizie iraniane Fars asserisce che non ci sono stati danni alle infrastrutture petrolifere, dopo che Donald Trump aveva annunciato la distruzione di obiettivi militari.

Attacco all'ambasciata Usa a Baghdad

Un missile ha colpito l’eliporto del compound dell’ambasciata americana a Baghdad, hanno reso noto due fonti della sicurezza irachena, come si legge su Israel Times. Sul sito era visibile questa mattina una colonna di fumo.

Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie

Siamo ormai al quindicesimo giorno dall’inizio dell’operazione Epic Fury di USA e Israele contro l’Iran, la pace non sembra un’opzione presa minimamente in considerazione dalle parti. Anzi.

Sul fronte umanitario il disastro è purtroppo realtà, soprattutto in Libano e sul fronte iracheno che si allarga costantemente, al centro dell’attenzione globale c’è anche la questione economica. E questa questione ruota attorno allo Stretto di Hormuz, dove passa oltre un quinto del petrolio messo in commercio a livello mondiale e la cui chiusura comporterebbe uno shock energetico tra i più forti degli ultimi decenni. Risultato: prezzi alle stelle, con un barile a oltre 103 dollari – record da giugno 2022 – e effetti sul costo di benzina e diesel.

Washington corre ai ripari con un’ “autorizzazione temporanea” di 30 giorni che consente ai Paesi di acquistare carichi di greggio russo già in transito.

Trump ha deciso di mandare i Marines: “Le petroliere superino Hormuz”: il Pentagono sta trasferendo 5000 uomini tra Marines e marinai. In movimento anche altre navi, secondo il Wall Street Journal. Sotto i riflettori l’isola di Kharg, nel Golfo Persico,

Dal canto suo l’Italia smentisce dialogo con Teheran per il passaggio delle proprie navi.

E proprio di quest’area strategica ha parlato, nel suo primo discorso pubblico, la nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khameini. Ma anche qui ci sono dei dubbi sul reale stato di salute del neo leader della Repubblica Islamica.

L’intenzione pare tutt’altro che rassicurante. L’idea del nuovo leader iraniano è quella di utilizzare lo Stretto di Hormuz come “strumento di pressione” sulle potenze globali nemiche. Che effetti possa avere sulle decisioni dei Paesi interessati – praticamente gran parte del mondo – è uno dei maggiori interrogativi del conflitto. Le altre domande riguardano, invece, i pericoli di escalation: i fronti del Libano e dell’Iraq sono purtroppo aperti, mentre si paventa l’entrata in gioco degli Houthi in Yemen (a favore dell’Iran). Mentre i raid si susseguono, generando tensione globale ma soprattutto vittime (molti civili e bambini), il bilancio delle vittime continua a salire. Così come crescono le minacce di ulteriori violenze in caso non si riuscisse a ristabilire il dialogo diplomatico.