Roma, 5 mag. (askanews) – C’è un legame che attraversa i secoli e arriva fino al nostro tempo: quello tra san Francesco d’Assisi e papa Francesco, entrambi segni vivi di una Chiesa che riparte dal Vangelo, dalla povertà e dalla vicinanza agli ultimi. In questo orizzonte si colloca la presentazione del volume “Francesco, il papa dai cantieri aperti” (Edizioni Messaggero Padova) di Luca Vitali, teologo e formatore esperto in spiritualità e pastorale missionaria, in programma giovedì 7 maggio alle ore 19:00 presso la Sagrestia della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, nel cuore di Roma, a largo di Torre Argentina.
La serata si aprirà con una visita guidata alla Rettoria a cura di Flavia De Nicola, storica dell’arte e docente di arte liturgica e architettura presso la sede di Roma della Catholic University of America. A seguire, la presentazione del volume con l’autore.
Interverranno p. Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e dell’Ufficio per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma, e p. Salvatore Maurizio Sessa, biblista e rettore della Chiesa delle Sacre Stimmate. Modera mons. Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio della Cultura del Vicariato di Roma.
La scelta del luogo non è secondaria. Nella sagrestia si conserva un prezioso reliquiario che custodisce il sangue delle Sacre Piaghe di san Francesco. Una presenza silenziosa ma eloquente, che richiama quella conformazione a Cristo che ha segnato la vita del Poverello e che papa Francesco ha indicato come via per la Chiesa di oggi. «O Francesco, reso somigliante al Crocifisso, fa’ che le tue stimmate siano per noi e per il mondo segni splendenti di vita e di risurrezione, che indichino vie nuove di pace e di riconciliazione», pregava Bergoglio nel Santuario della Verna.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Terra e Missione APS in collaborazione con l’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma ed Edizioni Messaggero Padova, si inserisce nel primo anniversario della morte di papa Francesco, avvenuta il 21 aprile 2025. Il libro di Luca Vitali nasce proprio in questa occasione e propone una rilettura lucida e appassionata del suo pontificato, segnato dall’apertura di veri e propri “cantieri” nella vita della Chiesa.
Francesco ha chiamato il Popolo di Dio a non restare spettatore, ma a mettersi in cammino dentro un cambiamento d’epoca che interpella profondamente la realtà ecclesiale. Relazioni più fraterne, una Chiesa povera e missionaria, una spiritualità della cura e della compassione verso gli esclusi: sono alcune delle piste indicate dall’autore per dare forma concreta a una fede incarnata, capace di abitare le ferite del mondo.
“Papa Francesco – afferma mons. Andrea Lonardo – ha insistito molto su di una Chiesa che riscoprisse i suoi tratti popolari, di comunità attenta non solo a chi ha una fede forte e conosce la teologia, ma a tutti i fedeli delle nostre parrocchie, con uno sguardo che si allarghi ancora oltre: non possiamo archiviare tale chiamata che il Signore ci ha rivolto tramite di lui. E lo dobbiamo fare in comunione con il cammino della Chiesa che oggi prosegue sotto la guida di papa Leone”.
A sottolineare il valore del luogo è p. Salvatore Maurizio Sessa: “Custodire le reliquie delle stimmate di san Francesco significa ricordare ogni giorno che il Vangelo passa attraverso la carne, attraverso ferite che diventano luce. Accogliere qui la memoria di papa Francesco vuol dire riconoscere una continuità: una Chiesa che si lascia segnare dall’amore di Cristo e si fa vicina alle sofferenze dell’umanità”.
Più che una commemorazione, l’incontro vuole essere un invito concreto a raccogliere questa eredità: entrare nei cantieri aperti da Francesco e continuare a costruire una Chiesa capace di parlare al cuore dell’uomo di oggi.

