Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 15 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi Paesi hanno contattato l’Iran per ottenere un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz. “Non posso citare alcun Paese in particolare”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran in un’intervista alla Cbs News, aggiungendo che “spetta alle nostre forze armate decidere in merito”.
“La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in merito all’attacco alla base in Kuwait, il quale specifica: “Insieme al Presidente del Consiglio ed a tutto il governo seguo con la massima attenzione l’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze e direttamente con i comandanti sul campo”.
Nessun militare italiano sarebbe coinvolto negli attacchi ad alcuni pattugliamenti dei caschi blu di Unifil nel Libano meridionale. Lo si apprende da fonti informate.
I caschi blu dell’Onu sono stati presi di mira da colpi d’arma da fuoco “probabilmente da gruppi armati non statali”. Lo fa sapere l’Unifil, la forza militare di interposizione dell’Onu in Libano. “Oggi, i caschi blu dell’Unifil sono stati bersagliati da colpi d’arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti intorno alle loro basi” nel Libano meridionale, ha affermato la forza, aggiungendo che “due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo brevi scambi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun soldato di pace è rimasto ferito”.
Una base militare situata nel complesso dell’aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita anche una struttura diplomatica statunitense, è stata presa di mira da un attacco con droni e razzi. Lo riferiscono fonti della sicurezza irachena citati da Al Jazeera. Secondo una delle fonti, almeno nove attacchi con velivoli senza pilota e razzi avrebbero preso di mira la base militare Victory, all’interno del perimetro dell’aeroporto della capitale. Diverse esplosioni sono state udite a Baghdad nella serata di oggi. Un’altra fonte della sicurezza ha riferito che almeno tre droni sono stati abbattuti dalle difese. Non è ancora chiaro se la base sia stata colpita direttamente o se gli attacchi siano stati neutralizzati prima dell’impatto. Il complesso dell’aeroporto di Baghdad ospita installazioni militari e strutture utilizzate dal personale statunitense e dalla coalizione internazionale, ed è stato più volte preso di mira da attacchi con razzi e droni da parte di gruppi armati filoiraniani negli ultimi anni. L’episodio si inserisce nel contesto della crescente escalation regionale legata alla guerra tra Iran da un lato e Stati Uniti e Israele dall’altro.
Le sirene di allarme risuonano in Galilea a seguito di un attacco missilistico proveniente dal Libano. Gli allarmi sono stati attivati a Beit Jann e nelle comunità limitrofe. Lo riporta il Times of Israel. Oggi Hezbollah ha condotto attacchi sporadici con razzi e droni nel nord di Israele, senza segnalazioni di feriti.
Dopo l’invito di Donald Trump a molti Paesi, Cina inclusa, a dispiegare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza la regione, un portavoce dell’ambasciata cinese a Washington ha affermato, in una nota citata dalla Cnn, che “tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e senza intoppi”. Quale “amico sincero e partner strategico dei Paesi mediorientali, la Cina continuerà a intensificare le comunicazioni con le parti interessate – incluse le parti coinvolte nel conflitto – e a svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e del ripristino della pace”.
“Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre. Egli viene piuttosto, sempre, a donare luce, speranza e pace all’umanità, ed è la pace che devono cercare quelli che lo invocano”. Così Papa Leone XIV nell’omelia della messa alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo a Roma.
Il calcio rinuncia a una grande sfida a causa della crisi nel Golfo e la guerra in Iran. La Finalissima, ossia la sfida tra i campioni d’Europa della Spagna e i vincitori della Coppa America dell’Argentina, in programma il 27 marzo in Qatar, è stata annullata a causa della guerra in Medio Oriente, ha annunciato oggi la Uefa.
Cinque persone sono state arrestate nel Bahrain con l’accusa di aver raccolto e trasmesso informazioni “precise e sensibili” ai Guardiani della rivoluzione, ha reso noto il ministero degli Interni a Manama.
Il capitano della nazionale femminile di calcio iraniana, Zahra Ghanbari, ha ritirato la sua richiesta di asilo, diventando così il quinto membro della delegazione che ha preso parte alla Coppa d’Asia in Australia a cambiare idea. Lo rende noto l’agenzia di stampa iraniana Irna, secondo cui Ghanbari volerà dalla Malaysia all’Iran nelle prossime ore.
Nei giorni precedenti, tre giocatrici e un membro dello staff avevano già ritirato le rispettive richieste di asilo e si erano recati a Kuala Lumpur. I gruppi per i diritti umani hanno ripetutamente accusato le autorità iraniane di fare pressione sugli atleti all’estero minacciando i familiari o con il sequestro di proprietà in caso di defezione o dichiarazioni contro la Repubblica islamica.
L’esercito israeliano si starebbe preparando ad almeno altre tre settimane di guerra contro l’Iran, con “migliaia di obiettivi” ancora da colpire.
Lo ha detto il portavoce delle Idf, generale Effie Defrin, alla Cnn: “Siamo pronti, in coordinamento, con i nostri alleati americani, con piani che coprono almeno fino alla festività ebraica della Pasqua ebraica, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più più dettagliati anche per le tre settimane successive, abbiamo migliaia di obiettivi”. “Non lavoriamo in base a un cronometro o a un calendario, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi”, ha affermato, sostenendo che l’obiettivo di Israele è quello di “indebolire gravemente il regime iraniano”.
La guerra finirà quando Teheran avrà la certezza che non si ripeterà. È la ‘condizione’ posta dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che, in un’intervista al sito in lingua araba Al-Araby Al-Jadeed, ha detto: “Questa guerra finirà quando avremo la certezza che non si ripeterà e che saranno pagati i risarcimenti. Lo abbiamo sperimentato l’anno scorso: Israele ha attaccato, poi gli Stati Uniti… si sono riorganizzati e ci hanno attaccato di nuovo”.
I detriti di un missile iraniano intercettato da Israele sono caduti sull’edificio che ospita la residenza del console americano a Gerusalemme. Lo riferisce Yedioth Ahronoth, secondo cui l’incidente – avvenuto ieri – non ha provocato feriti.
Nuovo appello del Papa per la pace in Medio Oriente: “A nome dei cristiani del Medio Oriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto : cessate il fuoco, si riaprano percorsi di dialogo , la violenza non potrà mai portare alla stabilità e alla pace che i popoli attendono”, ammonisce il Papa all’Angelus.
“Da due settimane – osserva – i popoli del Medio Oriente soffrono l’atroce violenza della guerra, migliaia di persone innocenti uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case . Rinnovo la mia vicinanza orante a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole , ospedali e centri abitati”.
Il Papa all’Angelus ha dato voce alla sua preoccupazione per la situazione in Libano: “È motivo di grande preoccupazione, auspico un cammino di dialogo che possano sostenere le autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso per il bene comune di tutti i libanesi”.
Israele non ha in programma alcun colloquio diretto con il Libano per mettere fine alla guerra. “No”, ha replicato secco il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, rispondendo ad una domanda in proposito, all’indomani delle dichiarazioni in arrivo da Beirut secondo cui il Libano sta preparando una delegazione per negoziare con Israele.
Teheran assicura che la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, che ha preso il posto del padre ucciso in un raid israeliano il primo giorno della guerra, “è in buona salute e in pieno controllo della situazione”.
Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha anche espresso la disponibilità dell’Iran ad accogliere con favore “qualsiasi iniziativa regionale per porre fine in modo giusto alla guerra”, anche se al momento “sul tavolo” non c’è alcuna proposta specifica.
I Pasdaran minacciano di uccidere Benjamin Netanyahu. In un post su Telegram rilanciato dall’agenzia di stampa Mehr, i Guardiani della rivoluzione iraniani scrivono: “Il destino incerto del criminale primo ministro israeliano e la possibilità che lui e la sua famiglia vengano uccisi o fuggano… mettono in luce la crisi e l’instabilità di Israele. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con ogni mezzo”.
“Non so se è ancora vivo”. Così Donald Trump ha risposto a Nbc News che gli chiedeva delle sorti di Mojataba Khamenei, eletto una settimana fa nuova Guida suprema e da allora mai apparso in pubblico. “Al momento nessuno è stato in grado di mostrarlo”, ha aggiunto il presidente americano.
“Sto sentendo che non è vivo, se lo è – ha intimato – dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese, che è arrendersi”. Trump ha poi precisato che quelle sulla sua morte sono “voci”.
L’Idf ha annunciato l’inizio di una nuova ondata di raid aerei “estensivi” contro obiettivi del regime e infrastrutture nell’ovest dell’Iran.
La Corea del Sud “esamina con attenzione e in stretto coordinamento con gli Stati Uniti” la richiesta di Donald Trump ai Paesi importatori di petrolio di inviare unità navali a protezione delle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. Seul riflette sul dispiegamento di una nave, ha spiegato un portavoce della presidenza citato dall’Afp.
Venti persone sono state arrestate nel nord ovest dell’Iran per presunta cooperazione con Israele, “per aver trasmesso informazioni sui siti militari, della polizia e della sicurezza al nemico”, rende noto l’agenzia Fars, citando il procuratore della regione.
Dieci razzi sono stati lanciati questa mattina sulla zona di Haifa da Hezbollah senza provocare vittime, scrivono i media israeliani. Le sirene hanno iniziato a risuonare anche ad Acri.
L’Iran continua a colpire anche i Paesi del Golfo in rappresaglia per l’attacco di Usa e Israele. Esplosioni sono state registrate a Manama, capitale del Bahrein, alle prime ore del giorno, scrive l’agenzia di stampa francese Afp.
Nel Bahrein si trovano basi militari americane. Dall’inizio della guerra, sono stati intercettati 125 missili e 203 droni e due persone sono morte. Il ministero della Difesa dell’Arabia saudita ha reso nota la distruzione di dieci droni nell’est del Paese e nella regione di Riad.
Gli Emirati arabi uniti hanno intercettato missili e droni diretti contro il Paese. In tutti i Paesi del Golfo, ci sono stati dallo scorso 28 febbraio 24 morti.
Nelle ultime 24 ore in Israele sono state ricoverate in ospedale 108 persone a causa della guerra in corso, anche se non ci sono casi gravi, ha reso noto il ministero della Salute, includendo nel bilancio anche chi si è presentato al pronto soccorso per attacchi di panico (9 persone).
Dall’inizio della guerra contro l’Iran, lo scorso 28 febbraio, i ricoveri sono stati 3.195, di cui un solo caso critico e nove gravi.
“Fatwa” dei Guardiani della rivoluzione sul premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Fino a che questo criminale assassino di bambini continuerà a vivere lo perseguiremo con tutta la forza e lo uccideremo”, hanno scritto i Pasdaran sul sito di notizie associato al corpo Sepah News.
Notte di raid su Israele: dalla mezzanotte. Lo riferisce il Times of Israel che parla di cinque attacchi. Il bilancio è di due persone rimaste leggermente ferite a Holon, nel centro del Paese, a seguito del secondo attacco.
Le ferite sono state causate dall’impatto nella zona, probabilmente da frammenti caduti dopo un’intercettazione. L’Idf ha avviato un’indagine sulle circostanze dell’accaduto.
Il servizio medico di emergenza israeliano ha dichiarato che un uomo di circa 80 anni sta ricevendo cure mediche sul posto per lievi ferite causate da schegge di vetro, e una donna, anch’essa di circa 80 anni, è in cura per sintomi da inalazione di fumo. Diverse altre persone sono in cura per shock
I raid missilistici che nelle ultime ore hanno interessato diverse parti di Israele, da nord a sud, hanno avuto come origine sia il Libano sia l’Iran: lo riferiscono diversi media israeliani, tra questi il Times of Israel e Haaretz.
Oltre agli attacchi ordinati da Teheran, ce ne sarebbero anche alcuni riconducibili a Hezbollah, spiega la stampa israeliana. Al momento non sono state riportate vittime.
La guerra in Medio Oriente tra Iran, Usa e Israele continua ad intensificarsi. Secondo le ultime news di oggi, domenica 15 marzo 2026, forti esplosioni si sono sentite nella zona di Teheran. Ci sono stati attacchi di droni su Kuwait, Emirati e Arabia Saudita.
Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie
Tensione crescente in Medio Oriente con la guerra giunta ormai al sedicesimo giorno. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato sul suo social Truth che l’Iran sarebbe “completamente sconfitto” e alla ricerca di un accordo che, ha aggiunto, non intende accettare, accusando inoltre i media di non riportare i successi ottenuti dall’esercito statunitense contro Teheran. Sotto attacco Usa, in particolare, l’isola iraniana di Kharg con il presidente Trump che ha annunciato che l’esercito americano ha condotto nella notte un raid aereo contro installazioni militari sull’isola che ospita il principale terminale di esportazione petrolifera della Repubblica islamica ed è considerata un’infrastruttura cruciale per l’economia iraniana e per lo smercio di petrolio.
Teheran ha fatto sapere che “Il suo terminal petrolifero è pienamente operativo”. Il presidente Trump su Truth ha poi parlato anche di Hormuz: “Altri Paesi inviino navi per sicurezza” ha scritto aggiungendo “si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell’area, affinché lo Stretto cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata”.
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