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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Può servire tempo per i negoziati, anche più di 60 giorni”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Può servire tempo per i negoziati, anche più di 60 giorni”
Trump, da Adn

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 17 giugno 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 17 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 17 giugno 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 17 giugno 2026.
Inizio diretta: 17/06/26 07:00
Fine diretta: 18/06/26 00:00
I razzi di Hezbollah contro le forze israeliane del sud

Diversi razzi sarebbero stati lanciati da Hezbollah contro le forze israeliane dispiegate nel sud del Libano. Lo denuncia l’Idf. Alcuni dei razzi sarebbero stati intercettati, altri avrebbero colpito vicino alle postazioni dei militari. Non ci sono state vittime.

 

 

Iran, Trump: "Ingiusto che non abbia missili balistici se altri Paesi li hanno"

Trump pensa sia ”ingiusto” che l’Iran non abbia missili balistici. ”Se altri Paesi ne hanno, è un po’ ingiusto che loro non ne abbiano – sostiene davanti ai giornalisti all’aeroporto di Orly -. Un missile balistico non è la stessa cosa di ciò di cui parliamo quando parliamo di nucleare, ma se l’Arabia Saudita e il Qatar, e tutti ne hanno, ne possiedono, direi che in proporzione relativa penso che vada bene. Questo è ciò che intendo”.

 

Trump: "I 60 giorni non sono una scadenza rigida"

La deadline di 60 giorni per i negoziati tra Stati Uniti e Iran non rappresenta una scadenza inderogabile perché ”potrebbe richiedere più tempo”. Lo afferma il presidente statunitense Donald Trump parlando ai giornalisti. “Non lo considero in modo rigido – aggiunge -. Finché si comportano bene, non mi interessa granché” la scadenza.

 

Netanyahu nega di aver ricevuto copia accordo: "se riesce successo clamoroso"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha negato pubblicamente di aver ricevuto copia dell’accordo che gli Stati Uniti hanno raggiunto con l’Iran. Lo riporta il Guadian ma, secondo quanto riferito a Channel 12 da alti funzionari americani, il premier israeliano avrebbe riconosciuto privatamente che l’accordo sarebbe un “successo clamoroso” se attuato come previsto.

“Non ci ha chiesto una copia, ma abbiamo tenuto lui e il suo team costantemente aggiornati sugli sviluppi”, hanno dichiarato ai giornalisti i funzionari dell’Amministrazione Trump. I funzionari americani respingono le notizie diffuse dai media israeliani secondo cui a Netanyahu sarebbe stata negata la conoscenza del contenuto dell’accordo, affermando che, anche se a Netanyahu non è stato fornito il testo integrale del documento negli ultimi due giorni, il premier era a conoscenza del suo contenuto durante tutto il processo.

Fonti Usa, fine guerra anche in Libano e 300 miliardi di dollari a Teheran, cosa prevede l'accordo

Dalla fine della guerra anche sul fronte libanese ai 300 miliardi di dollari stanziati dagli Stati Uniti e dai suoi alleati per lo sviluppo dell’Iran. Sono questi alcuni dei 14 punti contenuti nel memorandum di intesa tra Teheran e Washington resi noti da alti funzionari dell’Amministrazione americana ai giornalisti mentre il presidente Usa Donald Trump teneva una conferenza stampa a G7 terminato. Secondo quanto riporta la Bbc, l’accordo prevede la “cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano”.

Per l’accordo definito si dovrà però attendere 60 giorni. “Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo”, recita il testo.

Tra i punti chiave anche la fine del blocco navale statunitense, con l’impegno degli Stati Uniti a rimuovere il blocco navale in atto contro l’Iran entro 30 giorni. “Durante questo periodo, il traffico navale sarà proporzionale ai livelli prebellici ripristinati dalla Repubblica Islamica dell’Iran”, si legge nel documento. Inoltre, gli Stati Uniti “si impegnano a ritirare le proprie forze dalle vicinanze della Repubblica Islamica dell’Iran entro 30 giorni dalla conclusione dell’accordo finale”, prosegue il testo.

Usa pubblicano testo accordo: "Teheran ridurrà scorte uranio"

Gli Stati Uniti hanno pubblicato il testo dell’accordo raggiunto con l’Iran, secondo il quale Teheran avrebbe accettato di ridurre le sue scorte di uranio arricchito. Lo riporta l’Afp. I due Paesi hanno affermato che avrebbero discusso un meccanismo per la gestione delle scorte iraniane “con la metodologia di diluizione in loco sotto la supervisione dell’Aiea”, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha dichiarato un alto funzionario dell’amministrazione Usa leggendo il testo.

“L’Iran ha annunciato che distruggerà le sue scorte di uranio arricchito. Se raggiungeremo un accordo definitivo e gli iraniani si ‘comporteranno bene’, consentiremo l’allentamento delle sanzioni”, ha proseguito il funzionario. Tuttavia, ha aggiunto, “se non si raggiungerà un accordo il presidente Trump non esiterà a utilizzare gli strumenti a sua disposizione. L’incontro di questo fine settimana è fondamentale per la prosecuzione dei colloqui”.

Libano: Idf, drone ferisce 5 soldati nel sud. Uno è grave

Cinque soldati israeliani sono stati feriti, di cui uno in modo grave, in seguito all’attacco con un drone nel sud del Libano. Lo hanno riferito le Idf su Telegram spiegando che i soldati sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure mediche e le loro famiglie sono state informate.

Spiegando le circostanze dell’attacco, le Idf hanno precisato che quattro soldati sono rimasti feriti intorno alle 6 del mattino, quando un drone è esploso vicino a un carro armato della Brigata Givati. Pochi minuti dopo, un altro drone è esploso su un veicolo usato per l’evacuazione, ferendo un quinto soldato.

Trump, "Non volevo assistere a un disastro economico"

“Non volevo assistere a un disastro economico”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante una conferenza stampa a Evian, spiegando i motivi che l’hanno portato a raggiungere un’intesa con l’Iran.

“Se non avessimo concluso l’accordo, lo Stretto di Hormuz non sarebbe stato aperto e le bombe avrebbero continuato a cadere senza sosta”, ha proseguito Trump, secondo cui i due giorni del vertice G7 a Evian “sono stati un’opportunità per discutere i dettagli dell’accordo con i nostri amici più stretti”.

Axios, "Memorandum potrebbe essere firmato già oggi digitalmente"

Il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti potrebbe essere firmato già oggi in formato digitale, anzichè di persona venerdì. Ne stanno discutendo Stati Uniti e Iran, stando a quanto hanno riferito alcune fonti ad Axios.

Libano: premier Salam domani da Macron a Parigi

Il primo ministro libanese Nawaf Salam si recherà domani a Parigi e sarà accolto all’Eliseo dal presidente francese Emmanuel Macron. Lo hanno riferito una fonte diplomatica del G7 e una fonte del governo di Beirut citate da L’Orient le Jour. L’incontro avverrà all’indomani della dichiarazione di sostegno dei leader del G7 al Libano e alla vigilia della firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti prevista per venerdì volto a porre fine alla guerra su tutti i fronti.

Nella dichiarazione congiunta del G7 che si è riunito a Evian si è espresso sostegno a un cessate il fuoco “immediato e deciso” in Libano, sottolineando “gli sforzi della leadership libanese per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio delle armi, e per proteggere l’integrità territoriale e la sovranità del Libano con le opportune garanzie di sicurezza internazionale”.

Tajani, "Oggi sentirò Araghchi, gli chiederò rilascio mercantile italiano bloccato a Hormuz"

“Oggi parlerò anche con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. Gli confermerò il pieno sostegno del governo al dialogo per trasformare l’intesa con gli Stati Uniti in una pace duratura. Sottolineerò l’importanza prioritaria del rilascio del mercantile italiano bloccato nello Stretto di Hormuz, su cui il nostro impegno è massimo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il Question Time alla Camera.

Tajani annuncia: "Da venerdì riapre nostra ambasciata a Teheran"

“Venerdì riapriranno i battenti della nostra ambasciata a Teheran”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Question Time.

Il governo tedesco pronto a una missione militare nello stretto di Hormuz

Il governo tedesco potrebbe chiedere al Bundestag un mandato per una missione militare nello Stretto di Hormuz prima della pausa estiva del Parlamento. Lo ha sottolineato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, a margine del vertice del G7 in Francia.

Merz ha spiegato che Berlino sostiene il quadro dell’intesa tra Stati Uniti e Iran e si sta preparando a contribuire alle operazioni di sminamento e per la navigazione sicura nello stretto. “La pausa estitva del Bundestag inizia dopo la prima settimana di luglio. Questo significa che abbiamo ancora due settimane di sedute ordinarie per occuparci della questione”, ha affermato il cancelliere, sottolineando che un eventuale dispiegamento militare richiederebbe la firma di un accordo di pace tra Usa e Iran e un mandato internazionale.

Il futuro dello Stretto di Hormuz è un incognita

Il futuro dello Stretto di Hormuz resta uno dei punti più ambigui del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per il cessate il fuoco. Secondo la Cnn, che afferma di aver ottenuto una copia del documento da un funzionario americano, il testo non contiene alcun riferimento esplicito allo status dello stretto, pur riconoscendone indirettamente la centralità nei negoziati.

Nel documento si prevede il ritorno del traffico navale nella zona ai livelli pre-conflitto entro 30 giorni, senza chiarire chi eserciterà il controllo dello stretto. La formula usata, secondo quanto riportato, lascia margini interpretativi, indicando solamente il ripristino del traffico marittimo ai livelli precedenti lo scoppio della guerra “da parte della Repubblica islamica”. Washington respinge l’ipotesi che l’intesa attribuisca a Teheran il controllo dell’area, mentre l’Iran sostiene che continuerà a regolamentare il transito e a riscuotere le relative tariffe. La questione dello Stretto rimane destinata a essere affrontata in una fase successiva del negoziato.

Oltre al nodo Hormuz, il documento rinvia a futuri colloqui anche altre questioni centrali. Restano infatti esclusi dal testo, almeno in questa fase, sia il destino del programma nucleare iraniano e dell’uranio arricchito a livello vicino a quello per usi militaie, sia il tema dei gruppi armati sostenuti da Teheran nella regione e dei missili balistici.

Ghalibaf: "Necessario blocco internazionale insieme alla Cina e altri Paesi"

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha parlato della necessità per Teheran di costruire un blocco internazionale insieme alla Cina e ad altri Paesi. “Abbiamo bisogno di alcuni blocchi. Lo dico chiaramente: questi blocchi devono essere costituiti. E, in un certo senso, sono già stati costituiti – ha detto Ghalibaf, citato dai media iraniani – Qualunque sia il blocco che si formerà, al suo interno ci saranno sicuramente la Cina e l’Iran”.

“Sto procedendo con determinazione lungo questa strada. In tutte le sue dimensioni. A livello tecnologico, economico e politico – ha proseguito il Presidente del Parlamento – Siamo noi che dobbiamo far credere alla Cina che non siamo né un cliente né un semplice partner commerciale. Siamo davvero un partner per loro. Un partner in ogni senso”.

Tre petroliere iraniane passano Hormuz

Dopo la fine del blocco navale statunitense, tre petroliere iraniane – dalla capacità di 5 milioni di barili di greggio – avrebbero attraversato Hormuz. A riferirlo è la tv statale iraniana Irib.

 

Conte: "Militari italiani nello Stretto di Hormuz? Serve cautela"

Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando ad AdnTalks, sostiene che prima di inviare militari italiani nello Stretto di Hormuz occorre prima di tutto che l’accordo venga firmato. “Poi ovviamente è una anticipazione perché ci sono tanti punti da discutere e implementare, la questione nucleare è stata stralciata, quindi, in questo momento, a dispetto di tantissimi annunci che sono stati fatti non abbiamo ancora nulla di realmente concreto, definitivo e duraturo”.

“L’Italia può fare la sua parte? Sì, il problema è: a quali condizioni? Con quali regole di ingaggio? In quale contesto? Non possiamo mandare i nostri militari in una situazione di incertezza e quindi dovremmo aspettare un attimo gli sviluppi di questo negoziato”, aggiunge.

Dobbiamo andarci cauti perché mandare i nostri militari in contesti di crisi senza un chiaro quadro stabile, definitivo dove i nostri possono assolutamente svolgere un ruolo di pacificazione, di liberazione di navigazione, ma addirittura in un contesto conflittuale, sarebbe addirittura irresponsabile”, sostiene l’ex premier.

Lavrov sente Araghchi: "Israele rispetti l'accordo"

Mosca sostiene l’accordo tra Iran e Stati Uniti e invita Israele a rispettarlo per quanto riguarda il Libano. Lo afferma il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nel corso del colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi.

“Il ministro russo ha espresso il proprio sostegno al protocollo d’intesa raggiunto grazie all’efficace mediazione del Pakistan e del Qatar, volto a portare a un allentamento delle tensioni nella regione. È stata sottolineata l’importanza del suo rispetto da parte di tutte le parti coinvolte nel conflitto armato, compreso Israele“, si legge nella sintesi della telefonata.

La strage di bambini in Libano, la denuncia dell'Unicef

In Libano dopo oltre 100 giorni di di guerra a partire dal 2 marzo scorso 247 bambini sono stati uccisi e 992 feriti, con una media di 12 bambini uccisi o mutilati ogni giorno. A denunciarlo l’Unicef. “Dietro queste cifre sconcertanti si trovano vite stroncate o cambiate per sempre, e famiglie che affrontano perdite profonde, traumi e incertezza. I numeri da soli non possono trasmettere la portata completa della crisi. Oltre a coloro che sono stati uccisi e mutilati, un’intera generazione di bambini ha visto la propria infanzia stravolta. Il loro senso di sicurezza – di cui ogni bambino ha bisogno per crescere e prosperare – rimane profondamente compromesso. Con una rinnovata speranza che le ostilità cessino, i bambini hanno bisogno di qualcosa di più della semplice fine della violenza: necessitano di protezione, di un sostegno continuativo per ripristinare l’accesso ai servizi essenziali e di un percorso costante verso la ripresa e un futuro più sicuro”, si legge in una nota.

“In vaste aree del Paese – prosegue l’Unicef – si registra ancora una distruzione diffusa, che colpisce abitazioni, scuole e servizi essenziali – compresi i sistemi idrici e igienico-sanitari – aggravando ulteriormente le già gravi esigenze umanitarie. Oltre 770.000 bambini stanno vivendo un’estrema sofferenza a causa della ripetuta esposizione alla violenza, alla perdita dei propri cari e allo sfollamento. Molti non possono ancora tornare a casa a causa dei combattimenti in corso e della minaccia degli ordigni inesplosi. L’entità dei danni fisici e psicologici a cui stiamo assistendo è inaccettabile, e i bambini continuano a pagare un prezzo terribile per questo conflitto. Porre fine alla violenza è essenziale per ripristinare l’accesso all’istruzione e ad altri servizi di base e per offrire ai bambini un percorso di recupero e un futuro più sicuro. Il vero costo di questa crisi non si misurerà solo in termini di vite perse oggi, ma anche di opportunità perse domani. Senza un sostegno costante, molti bambini rischiano di portare con sé le conseguenze di questa guerra per gli anni a venire”.

“L’Unicef ribadisce il suo appello urgente per una cessazione duratura delle ostilità. I bambini devono essere protetti da ulteriori danni e le scuole, gli ospedali, i sistemi idrici e le altre infrastrutture civili devono essere salvaguardati con urgenza. L’accesso umanitario deve essere garantito e il diritto internazionale deve essere rispettato. È fondamentale, soprattutto, che ai bambini del Libano venga data la possibilità non solo di sopravvivere a questa crisi, ma anche di superarla e di riprendersi il futuro che il conflitto ha messo a rischio”, è l’appello finale.

Trump: "Nessuno sa in cosa consiste l'accordo, ma è forte"

“Nessuno sa in cosa consista l’accordo, ma è molto forte. E le maggior parte delle persone ne sembrano molto felici”. Lo dice il presidente statunitense Donald Trump, parlando ai giornalisti dell’intesa con l’Iran a margine del bilaterale con l’omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

E aggiunge: l’accordo con l’Iran “non è definitivo, è un memorandum. Se non mi piace o si comportano male, torneremo a sparargli contro e a far piovere bombe sulle loro teste”.

Trump rivelerà ulteriori dettagli sul memorandum nel corso della conferenza stampa prevista per le 16.

 

Trapela la bozza del memorandum Iran-Usa, per Teheran "pieno di inesattezze"

Sta trapelando con sempre maggiore insistenza sui media internazionali il testo del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Pare però che una fonte vicina al team negoziale iraniano, citata dall’agenzia Tasnim, sostenga che la versione diffusa contenga “numerose inesattezze“.

La bozza pubblicata da Bloomberg, i due Paesi dovrebbero annunciare lo stop immediato delle ostilità e impegnarsi a trovare un accordo definitivo entro 60 giorni (con possibilità di proroga). Si prevede anche la revoca del blocco navale statunitense e la programmazione di una graduale revoca delle sanzioni contro l’Iran, più lo sblocco di alcuni asset iraniani all’estero. Nel memorandum l’Iran dovrebbe confermare l’impegno a non produrre armi nucleari, anche se i dettagli in merito dovrebbero essere definiti da successivi colloqui tra le parti.

Per la fonte iraniana, il testo diffuso “non è accurato e presenta numerose inesattezze“.

Iran: dalla Cina agli Usa: dove sono i fondi di Teheran bloccati

Dalla Cina al Qatar, passando per Iraq, India, Corea del Sud, Giappone, Lussemburgo, Oman e Stati Uniti: decine di miliardi di dollari appartenenti all’Iran sono bloccati all’estero da anni. Il loro recupero è uno dei dossier più delicati nei negoziati tra Iran e Stati Uniti e sarà al centro dei 60 giorni di colloqui che seguiranno la firma del memorandum d’intesa di venerdì. Secondo il Wall Street Journal, i fondi congelati ammonterebbero a oltre 100 miliardi di dollari e la Repubblica Islamica punta a sbloccarne almeno 24 nella prima fase dei negoziati.

Secondo le stime riportate dal quotidiano, tra 20 e 50 miliardi di dollari sarebbero bloccati in Cina. Altri 15 miliardi si troverebbero in Iraq, che importa energia elettrica e gas naturale dall’Iran, circa 7 miliardi in India e una cifra analoga in Corea del Sud. Parte dei fondi detenuti in Corea del Sud è stata trasferita in Qatar, dove restano circa 6 miliardi di dollari che gli Stati Uniti continuano a non autorizzare a trasferire all’Iran dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele da parte di Hamas.

Usa avvisano: "Testo del memorandum vago per favorire i negoziati"

Fonti dell’amministrazione USA parlano alla Cnn del linguaggio del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, definendolo come un “documento politico” formulato con un linguaggio “che permetta all’Iran di dire quello che deve dire per la sua politica interna” e volutamente vago per favorire l’inizio di colloqui tecnici di alto livello.

“Quello che è più importante dell’effettivo documento è l’intesa che abbiamo tra di noi, che possiamo creare l’ambiente per procedere e parlare di tutte queste cose”, aggiungono le fonti, riferendosi agli accordi previsti su nucleare e fondi iraniani congelati. “Solleveremo le sanzioni – aggiungono – sulla base dei progressi. Sbloccheremo i fondi quando avremo un accordo sul meccanismo per farlo”.

Rutte: "Sminamento di Hormuz iniziativa di Francia e Gran Bretagna"

Per lo sminamento e la messa in sicurezza dello stretto di Hormuz “sono Francia e Gran Bretagna che guidano la coalizione, non noi”. Lo ricorda il segretario generale della Nato Mark Rutte, a Bruxelles, alla vigilia della ministeriale Difesa. Si tratta, aggiunge, di una “iniziativa a guida franco-britannica per aiutare ad assicurare la libertà di navigazione”, che riguarda soprattutto lo “sminamento“, nel quale “gli europei hanno molte capacità”, anche “più degli Usa”.

Papa: "Soddisfatto dell'accordo"

“Colgo con soddisfazione il raggiungimento di un accordo tra la Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, che sarà firmato nella giornata di venerdì, quale incoraggiante risultato di un paziente lavoro di dialogo e negoziazione”. Lo riferisce il Papa al termine dell’udienza generale tra gli applausi dei pellegrini. “Esprimo gratitudine ai Paesi che si sono impegnati per favorire l’incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa. Auspico che questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza, e la stabilità nel Medio Oriente promuovendo percorsi di dialogo e cooperazione tra i popoli”, aggiunge.

Macron: "Abbiamo sostenuto l'accordo, riaprirà Hormuz e darà stabilità alla regione"

“Abbiamo tutti sostenuto l’accordo concluso tra gli Stati Uniti d’America e l’Iran. Questo accordo è una buona cosa. Il presidente Trump è con noi. Lo è stato durante questi due giorni. Sarà con noi domani”. Lo dice il presidente francese Emmanuel Macron parlando durante l’ultimo giorno del G7 in Francia, aggiungendo che “questo accordo permetterà di ricreare stabilità nella regione, di riaprire lo Stretto di Hormuz, di consentire la pace in Libano e il lavoro delle forze armate libanesi e internazionali. E questo accordo permetterà anche di ridurre la tensione, di abbassare i prezzi del petrolio, del gas, dei fertilizzanti“.

 

Ambasciatore Usa in Israele: "Deportare membri Hezbollah e Hamas a Teheran"

“L’Iran chiede a Israele di interrompere la difesa del confine contro Hezbollah. Il piano di pace per Gaza dipende dal disarmo di Hamas. Idea: tutti i membri di Hezbollah e Hamas deportati sulla ‘nave madre’ in Iran“. Lo sostiene l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, in vista della firma dell’intesa tra Usa e Iran venerdì in Svizzera. “Risultato? Il Libano e Israele liberi dai proxy terroristici dell’Iran. Diamo una possibilità alla pace!”, scrive su X.

 

Le accuse di violazione del cessate il fuoco a Israele

Israele ha “violato il cessate il fuoco nel sud del Libano 84 volte nel giro di due giorni”. A denunciarlo sono le autorità militari iraniane, che avvertono di una possibile “dura risposta” nel caso gli attacchi non si fermino. La situazione in Libano rimane una delle più delicate, che potrebbe incidere notevolmente sulla riuscita dell’accordo USA-Iran. Una delle condizioni, in base alle indiscrezioni emerse, sarebbe proprio il ritiro delle truppe israeliane dal territorio libanese.

Nuovi raid israeliani in Libano

Le Forze di Difesa Israeliane avrebbero colpito la zona di Nabatieh al-Fawqa e i pressi del villaggio di Tebnine, nel Libano meridionale. Lo riferiscono i media libanesi.

 

Riapre lo stretto di Hormuz: alcune petroliere di Teheran hanno superato il varco

Alcune petroliere di Teheran hanno oltrepassato la zona di blocco dei porti iraniani imposta dagli Stati Uniti circa due mesi fa. Non succedeva da circa due mesi.

Nbc News, però, riporta – citando un funzionario statunitense –  che l’Iran avrebbe lanciato diversi droni contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz ogni notte da quando è stato firmato il memorandum d’intesa. Il funzionario specifica che l’esercito americano avrebbe abbattuto i droni prima che potessero minacciare navi o personale nella regione.

 

Sostegno leader ad accordo Usa-Iran sul nucleare e sulla sicurezza
Il G7 accoglie positivamente l’intesa raggiunta tra Washington e Teheran. I leader salutano “l’annuncio di un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran” che “offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire qualsiasi arma nucleare”. Il documento firmato nella notte aggiunge: “Sosteniamo tale accordo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”. Nella dichiarazione, inoltre, i leader affermano di “riconoscere la svolta e l’opportunità che attualmente esistono in Medio Oriente”. I capi di Stato e di governo del G7 chiedono un accordo più ampio dopo il memorandum siglato tra Stati Uniti e Iran. Nel testo sostengono “un accordo diplomatico di follow-on solido e globale” e ribadiscono che il negoziato dovrà “garantire che non ottengano mai un’arma nucleare”. La dichiarazione conclude: “Riaffermiamo che l’Iran non otterrà mai un’arma nucleare”. Lo riporta Adnkronos.
Leader, accordo USA-Iran raggiunto anche grazie alla "forte leadership" di Trump

I leader del G7 attribuiscono al presidente statunitense Donald Trump un ruolo decisivo nel raggiungimento dell’intesa tra Stati Uniti e Iran. Nella dichiarazione sui temi geopolitici, il G7 accoglie infatti “l’annuncio di un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran, raggiunto sotto la forte guida del Presidente Trump, con il sostegno dei paesi mediatori”. Secondo i leader, l’intesa “offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire qualsiasi arma nucleare e per affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche”. Il documento conclude ribadendo il sostegno del G7 all’accordo: “Sosteniamo tale accordo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”. Lo riporta Adnkronos.

Iran, Donald Trump: "Grande accordo, presto il testo. A Hormuz nessun pedaggio"

Quello firmato con l’Iran è un “accordo giusto”, “un buon accordo”, “un grande accordo”. Parola del presidente americano Donald Trump, a Evian per il G7, impegno diplomatico in cui il presidente degli USA è chiaramente coinvolto in questo momento.

Il vice presidente degli USA, JD Vance: "Benefici economici per Teheran se rispetta accordi"

L’Iran potrà ottenere “benefici economici concreti dall’accordo” raggiunto con Washington nelle scorse ore e da formalizzare nella giornata del 19 giugno a Lucerna, in Svizzera. Questo però, succederà a patto “che modifichi la propria condotta” sul piano della sicurezza regionale, dunque rispettando gli impegni con gli USA. Lo ha affermato in un’intervista a Fox News JD Vance.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie

La guerra in Ucraina e il conflitto in Iran protagonisti del G7 di Évian, sulle rive del Lago di Ginevra. Un incontro a margine del vertice ha coinvolto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente statunitense Donald Trump e il presidente francese Emmanuel Macron. “La Russia deve raggiungere un accordo, ha perso un numero enorme di persone, così come l’Ucraina”, ha detto il tycoon, ribadendo che farà “tutto quello che è in mio potere” e definendo l’incontro con Zelensky “molto positivo”.

Poi sull’Iran Trump ha chiarito che “tutto l’inferno gli cadrà addosso se provasse ad avere un’arma nucleare” e ha sottolineato che la prossima fase dei negoziati con Teheran “sarà in realtà più facile” di quella che ha portato al memorandum d’intesa tra le parti, che sarà firmato venerdì a Ginevra. Quello firmato con l’Iran è un “accordo giusto, un buon accordo. Non stiamo investendo denaro”. Entro un paio di giorni, ha aggiunto “renderò pubblico il testo integrale del memorandum“.

Quanto allo Stretto di Hormuz, “sarà completamente riaperto a partire da venerdì“, e “non ci saranno pedaggi”. “Teheran sta rimuovendo le mine proprio in questo momento”, ha aggiunto. Il presidente Usa è poi tornato a criticare il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Dev’essere più responsabile nei confronti del Libano”, ha affermato.

Intanto il Papa auspica che l’accordo Usa- Iran possa portare frutti di “pace” in Medio Oriente. Bisogna “chiedere la pace sempre, chiedere negoziati – dice uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo – Grazie a Dio c’è questo memorandum che sembra firmeranno. Stanno dicendo venerdì: ci saranno diversi punti da stabilire, però” importante sarà “farlo col dialogo , con la negoziazione, non tornando alla guerra; mi auguro che sia veramente una soluzione alla guerra, che sia finita e che possiamo andare avanti per il bene di tutti. Eliminare le armi nucleari cercare il bene di tutti i popoli, e di risolvere i problemi a livello economico-sociale”.

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