Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di venerdì 17 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 17 luglio 2026
Gli Stati Uniti hanno completato la loro ultima serie di attacchi all’Iran e lo hanno fatto scegliendo di colpire delle decine di target militari. Lo afferma il Us Centcom in queste ore, sottolineando che è stata la sesta serata consecutiva di radi. “Su ordine del commander-in-chief, le forze americane stanno indebolendo ulteriormente le capacità militari iraniana. Più di 50.000 soldati stanno operando in Medio Oriente e restano vigili, letali e pronti”.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Non si sblocca lo stallo su Hormuz. Nuova ondata di attacchi Usa contro l’Iran nell’area dello Stretto. Trump ha riunito i vertici della sicurezza nazionale per valutare un’escalation di attacchi contro obiettivi strategici, dai ponti alle centrali elettriche. Non escluso nemmeno un intervento di terra sull’isola di Kharg per conquistare il principale terminal petrolifero iraniano. A Teheran spunta un nuovo murale con il tycoon in una bara avvolto nella bandiera Usa con la scritta “Uccideremo Trump”. Teheran intanto alza il tiro e dopo Hormuz minaccia di chiudere, con l’aiuto degli Houthi, anche lo stretto di Bab el-Mandeb, porta d’accesso al Mar Rosso e alla rotta di Suez, se gli Usa dovessero attaccare le infrastrutture iraniane. Attesa per il discorso di Trump alla nazione stanotte: tremano i repubblicani, il partito teme un effetto boomerang. Teheran è inoltre tornata a chiedere alle monarchie del Golfo di non concedere più agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi per attacchi in Iran. Gli Houthi yemeniti minacciano di prendere di mira le infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita se il conflitto dovesse intensificarsi, pochi giorni dopo l’attacco all’aeroporto di Sana’a, capitale da loro controllata. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non si recherà negli Stati Uniti la settimana prossima, in quanto i funerali del senatore Lindsey Graham potrebbero essere rinviati alla fine del mese. Lo riporta Ynet citando l’ufficio del premier. Secondo fonti del quotidiano Yedioth Ahronot, durante i colloqui tra Israele e Libano, che si sono tenuti a Roma, sulle aree da cui l’Idf si ritirerà è stata proposta la presenza di truppe italiane per monitorare la smilitarizzazione della zona, liberandola da armi e terroristi di Hezbollah. Monitoraggio, osservazione e ‘reporting’ lungo la blue line con postazioni di osservazione temporanee, limitati pattugliamenti mobili e il controllo diretto di aree, in linea con la risoluzione 1701: attività che si svolgerebbero in sinergia con i nuovi protocolli che verranno stabiliti dalle Nazione Unite. È questa – a quanto si apprende – una delle componenti operative previste dal piano proposto dall’Italia su una possibile nuova missione Onu in Libano.
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