Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di venerdì 17 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 17 luglio 2026
Punti chiave
- Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran
- Iran, pasdaran annunciano abbattimento drone Usa nel Khuzestan
- Iran, Usa attaccano petroliera Teheran vicino isola Kharg
- Iran, media: "Colpita nave thailandese non autorizzata nello Stretto di Hormuz"
- Media: "Aerei cargo Usa non stazioneranno a Ben Gurion, protesta il Centcom"
- Iran, Houthi: "Pronti a eseguire ordini Guida Suprema"
- Qatar: "Raid violazione della sovranità territoriale"
- Axios: "Trump notifica a Israele l'invio di nuovi aerei"
- Comandante Pasdaran: "Vicini a ora zero per operazioni contro unità navali statunitensi"
- Israele annuncia l'uccisione di un leader di Hamas
L’ipotesi di pagare un pedaggio per passare nello Stretto, come proposto dagli Usa, fa inorridire gli Stati del Medio Oriente. Si moltiplicano i progetti per realizzare soluzioni alternative che aprano nuove strade per il trasporto dei loro prodotti, affrancandosi dalla dipendenza dall’Iran. Anche di questo si è parlato nella puntata di “Numeri” del 14 luglio.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato l’abbattimento di un drone statunitense RQ-11 nella provincia del Khuzestan. Lo riportano i media iraniani, secondo i quali l’apparecchio e’ stato intercettato e abbattuto con armi leggere nella citta’ di Ramshir.
Le forze statunitensi hanno attaccato per la seconda volta in due giorni una petroliera iraniana ormeggiata vicino all’isola di Kharg. Lo ha riferito il vicegovernatore di Bushehr all’agenzia di stampa Fars. “La petroliera vuota Belma N.I.22, gia’ colpita due giorni fa, e’ stata nuovamente attaccata oggi da due missili statunitensi”, ha dichiarato il funzionario.
L’Iran ha colpito un’imbarcazione battente bandiera thailandese che avrebbe tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz senza autorizzazione. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim citando una fonte informata, secondo cui la nave “ha cercato di passare nello Stretto di Hormuz senza rispondere agli avvertimenti né ottenere il permesso dalla Marina dei Guardiani della Rivoluzione”. Il comandante della Marina iraniana Ali Azmay ha nel frattempo lanciato un nuovo avvertimento agli Stati Uniti, dichiarando che “trasformeremo il mare in un inferno per gli americani”.
I nuovi aerei da rifornimento Usa in arrivo in Israele – tra i cinque e gli otto aerei al giorno – nel contesto di una nuova possibile escalation con l’Iran, non stazioneranno all’aeroporto Ben Gurion. Lo riporta Ynet, specificando che il divieto arriva dopo la decisione della ministra dei Trasporti Miri Regev di limitare il numero di aerei cisterna americani presenti all’aeroporto, che già stanno congestionando il principale scalo internazionale israeliano e rischiando l’annullamento di decine di migliaia di biglietti aerei dell’aviazione civile. Secondo quanto riferito da Ynet, funzionari del Centcom Usa hanno protestato con gli omologhi israeliani, sostenendo che la questione ”compromette la flessibilità operativa delle forze americane nella regione”. Non è specificato in quali altri scali o basi militari israeliane atterreranno i velivoli.
Il ministro della Difesa yemenita Houthi, il generale Mohammed Al-Atafi, ha dichiarato all’agenzia di stampa statale Saba che il movimento e’ pronto a eseguire gli ordini della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. “Confermiamo la prontezza delle forze armate ad attuare qualsiasi direttiva impartita dalla Guida Suprema iraniana qualora l’assedio al popolo yemenita dovesse continuare”, ha aggiunto Al-Atafi. Il ministro ha quindi avvertito “i Paesi aggressori, in particolare il nemico saudita e coloro che lo sostengono”, che gli Houthi hanno a disposizione “tutte le opzioni possibili”.
Una “flagrante violazione della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati presi di mira, nonché una palese violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dei principi di buon vicinato”. Così il Ministero degli Esteri del Qatar condanna su X gli attacchi sferrati dall’Iran, ritenuto ”pienamente responsabile dal punto di vista legale” per gli attacchi e le loro conseguenze.
Il Qatar esprime anche solidarietà alle nazioni che difendono la propria integrità territoriale e chiede un ritorno ai negoziati e la fine dell’escalation.
Il presidente statunitense Donald Trump avrebbe comunicato a Israele l’invio di decine di aerei per il rifornimento in volo. Potrebbe trattarsi di una mossa in vista di ulteriori operazioni militari contro l’Iran. Lo scrive Axios, citando tre funzionari statunitensi e israeliani.
Nuove minacce dell’Iran contro le forze statunitensi in Medio Oriente. Il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, Ali Azmaei, avverte gli USA sostenendo che si sta avvicinando “l’ora zero” per possibili operazioni contro le forze del Comando centrale Usa (Centcom) nelle acque della regione. “Le forze armate terroristiche americane sono sotto la sorveglianza delle unità navali iraniane – ha dichiarato Azmaei – Aspettate e vedrete”.
Le forze di difesa israeliane (Idf) annunciano di aver ucciso Anas Mahmoud Ahmed Hamdan, comandante di compagnia di Hamas “responsabile delle attività di propaganda della Brigata di Khan Yunis”. Secondo la nota dell’Idf, Hamdan sarebbe stato direttamente coinvolto nella detenzione di alcuni ostaggi israeliani e avrebbe ricoperto il ruolo di responsabile della documentazione degli ostaggi durante le cerimonie di rilascio.
Diversi militari kuwaitiani sarebbero rimasti feriti in un attacco con droni attribuito all’Iran che nelle scorse ore ha colpito strutture e accampamenti dell’esercito in Kuwait. Lo riferisce lo Stato Maggiore del Paese, precisando che il capo di Stato maggiore ha fatto visita ai feriti. “Membri delle forze terrestri kuwaitiane sono rimasti feriti dopo che questa mattina droni nemici hanno preso di mira diverse strutture e campi dell’esercito, nell’ambito della criminale aggressione iraniana”, si legge in una nota diffusa dalle forze armate sui social media.
“Sulle prospettive di crescita globale e sugli scambi internazionali continua a pesare l’incertezza relativa a contenuti, tempi e modalità di attuazione di un’intesa tra Stati Uniti e Iran”. Lo scrive Bankitalia nell’ultimo bollettino economico, sottolineando che “l’incremento dei prezzi energetici sta esercitando pressioni al rialzo sull’inflazione nelle principali economie. La Federal Reserve e la Bank of England hanno mantenuto invariati i tassi di riferimento, mentre la Banca del Giappone li ha alzati. Permangono i rischi di correzioni sui mercati finanziari, derivanti da una sottovalutazione delle conseguenze del rincaro dell’energia, da condizioni finanziarie più restrittive e da attese eccessivamente ottimistiche sulle prospettive di redditività del settore tecnologico”.
La nuova escalation – continua Bankitalia – “ha riacceso le tensioni sui mercati energetici”. Le quotazioni delle materie prime energetiche “sono nuovamente salite in luglio, dopo che l’annuncio di un memorandum d’intesa lo scorso 14 giugno aveva contribuito ad attenuare le pressioni al rialzo sui mercati. I prezzi di petrolio e gas naturale si sono ridotti dai massimi raggiunti tra marzo e aprile, ma rimangono più alti rispetto alle settimane antecedenti l’avvio del conflitto. Dalla metà di aprile i corsi azionari hanno recuperato le perdite delle settimane precedenti, trainati soprattutto dai comparti connessi con l’intelligenza artificiale (IA), mentre i rendimenti sovrani sono aumentati, in previsione di un orientamento più restrittivo della politica monetaria. Il dollaro si è rafforzato nei confronti delle principali valute”.
L’Iran continuerà gli attacchi contro obiettivi Usa nella regione mediorientale finché non si fermeranno i raid delle truppe americane nel sud della Repubblica islamica e nella zona di Hormuz. E’ l’avvertimento lanciato dai Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani.
Almeno 3 palestinesi sono morti e altri 17 sono rimasti feriti in attacchi israeliani con droni nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito Al Jazeera, citando fonti mediche locali. Gli attacchi sono iniziati all’alba di oggi.
La Siria nega che l’Iran abbia attaccato la base militare di Al-Tanf. Lo scrive Al-Jazeera. Una fonte militare siriana avrebbe dichiarato: “Neghiamo che la base sia stata oggetto di attacchi o bombardamenti. E non ci sono militari statunitensi lì (nella base, ndr). I Pasdaran iraniani avevano detto di aver preso di mira la base in risposta agli attacchi statunitensi alle infrastrutture energetiche del Paese.
L’abbordaggio di una nave a sud dello Yemen – denunciato nelle scorse ore – non sarebbe legato agli Houthi filo-iraniani ma alla pirateria somala. Lo riporta Al-Jazeera.
A causa della nuova escalation e dell’incremento dei raid statunitensi contro le infrastrutture energetiche, il Ministero dell’Energia iraniano invita i cittadini a ridurre i consumi di elettricità. Lo conferma una nota rilasciata nelle scorse ore, che sottolinea come le aree del sud colpite “stiano attualmente affrontato caldo estremo e attacchi alle infrastrutture energetiche“.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ritiene che il Governo statunitense sia vittima di una campagna di influenza israeliana. “Gli USA vengono messi in guardia dalle influenze straniere. Ma che dire dell’ampia campagna israeliana per ingannare l’amministrazione statunitense e trascinarla in una guerra impossibile da vincere?”, scrive Araghchi in un post su X dopo il discorso di Donald Trump, incentrato su presunte interferenze cinesi sul processo elettorale americano.
Il capo della diplomazia iraniana accusa anche Israele di utilizzare “i soldi dei contribuenti statunitensi per mettere a tacere qualsiasi critica negli Stati Uniti”. “Tutto questo si svelerà presto”, conclude.
Il Kuwait annuncia che una delle sue centrali elettriche è stata colpita in un raid iraniano. “Uno degli impianti di produzione di energia e desalinizzazione dell’acqua è stato preso di mira in un attacco nell’ambito dell’aggressione iraniana, provocando un incendio, danni e la distruzione di diverse unità produttive”, dichiara il Ministero dell’Elettricità dell’emirato in una nota, esortando gli utenti “a razionalizzare il proprio consumo di energia elettrica durante questo periodo eccezionale”.
L’Uk Maritime Trade Operations (Ukmto) segnala un incidente avvenuto a circa 65 miglia nautiche a sud di Al Mukalla, nello Yemen. Secondo quanto riferito dalle autorità militari, una nave in navigazione verso est nel Golfo di Aden sarebbe stata abbordata da personale non autorizzato. Avviata un’indagine per chiarire l’accaduto.
Dopo i recenti attacchi statunitensi, l’Iran ha limitato le partenze dei treni dalla stazione di Bandar Abbas. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasmin, citata da Al Jazeera.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – venerdì 17 luglio 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,921 euro/l per la benzina e 2,059 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,010 euro/l per la benzina e 2,134 euro/l per il gasolio.
Solo tre navi mercantili hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz. Si tratta del numero più basso di transiti giornalieri da maggio, secondo i dati delle società di traffico marittimo. L’escalation tra Iran e USA nel frattempo continua e, con le riduzioni di esportazioni e di traffico marittimo nella strategica area marittima, torna l’ombra della crisi energetica.
La Cina respinge le accuse del presidente statunitense Donald Trump, che nel suo discorso alla nazione ha parlato di presunte interferenze delle autorità di Pechino nelle elezioni del 2020. “Le affermazioni della parte statunitense sono pure invenzioni e calunnie diffamatorie, che da tempo si sono dimostrate del tutto prive di fondamento”, replica il portavoce del Ministero degli esteri cinese, Lin Jian, in conferenza stampa.
Una petroliera è stata colpita da un proiettile al largo delle coste dell’Oman. Lo conferma l’agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (UKMTO). “Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato, che ha causato lievi danni strutturali al lato sinistro”, si legge in una nota. L’attacco sarebbe avvenuto nella notte e l’equipaggio sarebbe al sicuro.
Almeno 38 morti e oltre 400 feriti dalla ripresa degli attacchi statunitensi. Lo conferma il Ministero della Salute iraniano in un nuovo report. “Il numero dei feriti a seguito degli attacchi statunitensi ha superato quota 400 e 38 compatrioti sono stati martirizzati (dal 22 giugno, ndr) – scrive il portavoce Hossein Kermanpou, su X -. Tra questi, 22 donne sono rimaste ferite, tre donne sono state martirizzate, nove feriti di età inferiore ai 18 anni e un minorenne morto”.
La coalizione guidata dagli Stati Uniti intercetta otto droni sopra Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Lo rendono noto le forze curde in Iraq, precisando che “le forze della coalizione hanno distrutto otto droni carichi di esplosivo che sorvolavano Erbil tra le 4,19 e le 5,25 (ore locali) senza provocare vittime né danni”.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane annunciano di aver distrutto un radar di controllo aereo statunitense nella regione di Ghanim, in Oman, e un radar di controllo marittimo sullo Stretto di Hormuz, nelle acque tra Iran e Oman.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dichiara, in un comunicato, che nella tredicesima ondata di attacchi iraniani in corso, “l’operazione di rappresaglia prosegue con determinazione” e che la vitale via navigabile “rimane nelle mani degli ammiragli della Marina dei Pasdaran”.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il suo omologo pakistano Ishaq Dar tornano a chiedere un cessate il fuoco e la ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran. Lo rende noto il ministero degli Esteri cinese, citando i colloqui tra i ministri a Shanghai di ieri.
I Pasdaran iraniani confermano di aver attaccato una base militare statunitense in Kuwait, colpendo un radar di difesa missilistica, diversi depositi di armi chiave e due lanciatori di missili terra-terra HIMARS. Lo riporta l’agenzia di stampa Mehr. L’attacco – secondo quanto comunicano le Guardie Rivoluzionarie iraniane – è una risposta ai recenti raid statunitensi contro infrastrutture civili iraniane.
I Pasdaran aggiungono anche che le azioni degli Stati Uniti nella regione hanno portato a un “grave calo della produzione e al blocco completo delle esportazioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz“, avvertendo che le “operazioni di rappresaglia continueranno”.
L’esercito giordano annuncia di aver abbattuto tre missili iraniani diretti verso il Paese. Poiché le squadre del Genio Reale giordano sono riuscite a neutralizzare le schegge dei missili, non si registrano vittime.
Sette persone sarebbero rimaste uccise negli attacchi notturni statunitensi contro alcuni ponti di Bandar Khamir, città portuale nel sud dell’Iran. Lo riporta l’Irna, che cita l’Università di Scienze Mediche di Hormozgan.
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC) annuncia di aver condotto un attacco “a sorpresa” contro il centro di comando americano ad al-Tanf in Siria al confine con Iraq e Giordania.
“In risposta all’aggressione militare statunitense, la Forza aerospaziale dell’IRGC ha lanciato un attacco a sorpresa contro il Centro di comando delle operazioni speciali del nemico nella regione di Al-Tanf in Siria nell’undicesima ondata dell’Operazione Nasr (vittoria, ndr)”, riportano i media locali. Secondo Press Tv l’attacco avrebbe “distrutto un sistema radar e diversi elicotteri ha ucciso un gran numero di soldati statunitensi”. Nessuna conferma, al momento, dagli USA.
Gli Stati Uniti hanno completato la loro ultima serie di attacchi all’Iran e lo hanno fatto scegliendo di colpire delle decine di target militari. Lo afferma il Centcom in queste ore, sottolineando che è stata la sesta serata consecutiva di radi. “Su ordine del commander-in-chief, le forze americane stanno indebolendo ulteriormente le capacità militari iraniana. Più di 50.000 soldati stanno operando in Medio Oriente e restano vigili, letali e pronti”.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Non si sblocca lo stallo su Hormuz. Nuova ondata di attacchi Usa contro l’Iran nell’area dello Stretto. Trump ha riunito i vertici della sicurezza nazionale per valutare un’escalation di attacchi contro obiettivi strategici, dai ponti alle centrali elettriche. Non escluso nemmeno un intervento di terra sull’isola di Kharg per conquistare il principale terminal petrolifero iraniano. A Teheran spunta un nuovo murale con il tycoon in una bara avvolto nella bandiera Usa con la scritta “Uccideremo Trump”. Teheran intanto alza il tiro e dopo Hormuz minaccia di chiudere, con l’aiuto degli Houthi, anche lo stretto di Bab el-Mandeb, porta d’accesso al Mar Rosso e alla rotta di Suez, se gli Usa dovessero attaccare le infrastrutture iraniane.
Teheran è inoltre tornata a chiedere alle monarchie del Golfo di non concedere più agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi per attacchi in Iran. Gli Houthi yemeniti minacciano di prendere di mira le infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita se il conflitto dovesse intensificarsi, pochi giorni dopo l’attacco all’aeroporto di Sana’a, capitale da loro controllata.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non si recherà negli Stati Uniti la settimana prossima, in quanto i funerali del senatore Lindsey Graham potrebbero essere rinviati alla fine del mese. Lo riporta Ynet citando l’ufficio del premier. Secondo fonti del quotidiano Yedioth Ahronot, durante i colloqui tra Israele e Libano, che si sono tenuti a Roma, sulle aree da cui l’Idf si ritirerà è stata proposta la presenza di truppe italiane per monitorare la smilitarizzazione della zona, liberandola da armi e terroristi di Hezbollah. Monitoraggio, osservazione e reporting lungo la blue line con postazioni di osservazione temporanee, limitati pattugliamenti mobili e il controllo diretto di aree, in linea con la risoluzione 1701: attività che si svolgerebbero in sinergia con i nuovi protocolli che verranno stabiliti dalle Nazione Unite. È questa – a quanto si apprende – una delle componenti operative previste dal piano proposto dall’Italia su una possibile nuova missione Onu in Libano.
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