Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 17 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
La presenza militare americana in Medio Oriente non garantisce la sicurezza della regione, che non deve essere imposta dall’esterno. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Baqer Qalibaf, in un discorso a Press tv. “Il volto e l’ordine del Medio Oriente cambieranno, ma non secondo i piani degli Stati Uniti”, ha dichiarato Qalibaf aggiungendo che “i paesi islamici della regione” dovrebbero ristabilire un ordine economico e di sicurezza e che le forze statunitensi dovrebbero lasciare la regione. “Non ci aspettavamo che il territorio dei nostri vicini meridionali venisse utilizzato per un attacco contro l’Iran, che ci avrebbe costretti a difenderci – ha affermato -. Avete dato all’America delle basi per garantire la sicurezza, ma queste stesse basi sono diventate una fonte di insicurezza per il vostro paese perché vi hanno tradito”.
Qalibaf ha affermato che ”l’America ha innescato l’insicurezza dal territorio di questi paesi ed è naturale che in una guerra per la sopravvivenza siamo costretti a difenderci”. Il funzionario ha inoltre osservato che l’Iran aveva dimostrato capacità simili durante la guerra dei dodici giorni e ha sottolineato che, sebbene gli Stati Uniti sostenessero Israele in quel periodo, Teheran si è astenuta dal coinvolgere i paesi vicini nel conflitto fino al diretto intervento di Washington. “Nella situazione attuale, siamo costretti a difenderci. Tuttavia, crediamo che la sicurezza regionale debba essere garantita dagli stessi paesi della regione, senza interferenze straniere”.
“Pertanto, crediamo che questa guerra cambierà molti equilibri regionali e non torneremo alle condizioni prebelliche“, ha detto spiegando che l’Iran è pronto a stipulare accordi di sicurezza duraturi con i paesi della regione e crede che “questi accordi di sicurezza possano creare garanzie per entrambe le parti e stabilire una sicurezza duratura per gli investitori nella regione”. “Non accetteremo un cessate il fuoco finché il nemico non si pentirà delle sue azioni, ha affermato.
I Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno annunciato l’arresto di dieci ”spie straniere”. Lo riporta l’agenzia di stampa Isna senza precisare la nazionalità delle persone arrestate. ”Dieci mercenari, dei traditori, sono stati identificati e arrestati”, hanno reso noto i Pasdaran spiegando che quattro di loro hanno raccolto informazioni ”su siti sensibili e sulle infrastrutture economiche” dell’Iran. Gli altri, invece, sono legati a un ”gruppo terroristico monarchico’
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto raid aerei su tre quartieri a sud di Beirut nelle prime ore di oggi. Lo riporta l’emittente al-Jazeera. Tra i quartieri colpiti c’è quello di Dahiyeh, per il quale era stato emesso un ordine di evacuazione per minaccia urgente e che ospita parte del milione di sfollati.
Circa un’ora prima era stato bombardato il quartiere di Aaramoun per il quale non era stato emesso un ordine di evacuazione, per cui probabilmente si è trattato di un tentativo di omicidio mirato. Qui è stato distrutto un piano di un edificio residenziale.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi una nuova riunione del Consiglio per la difesa e la sicurezza nazionale dopo quello del 10 marzo. Lo rende noto l’Eliseo spiegando che durante la riunione verrà discussa la situazione in Medio Oriente e in Iran.
Questo nuovo consiglio di difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza, si riunisce mentre il presidente Usa Donald Trump sta esercitando pressioni sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di aiuto per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Una persona è morta ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dopo essere stata colpita dai detriti di un missile lanciato dall’Iran e intercettato dalla difesa aerea emiratiina. Lo riferiscono le autorità degli Emirati su ‘X’. ”La caduta di detriti nella regione di Bani Yas, dopo l’intercettazione di un missile balistico da parte delle difese aeree, ha causato la morte di un cittadino pakistano”, si legge in un comunicato su X.
“Da una parte per noi è fondamentale, ovviamente, la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire insomma significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento”, dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Quarta Repubblica su Rete4
Le missioni Ue Atalanta e Aspides “rimangono con il mandato che hanno”. Niente espansione al Mar Rosso, quindi. Lo ha confermato, al termine del Consiglio Ue a Bruxelles, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Continua la situazione di massima tensione nello Stretto di Hormuz, strategico per il commercio del petrolio e temporaneamente chiuso “solo per i nemici dell’Iran”.
Cosa sta succedendo in Iran, le ultime notizie sul conflitto del Golfo
Sono trascorsi 18 giorni dall’inizio dell’operazione Epic Fury e ancora la fine del conflitto, purtroppo, appare lontana. Lo strategico Stretto di Hormuz – a detta dell’Iran – rimane “chiuso solo per i nemici” della Repubblica islamica. L’Iran non demorde e neanche USA e Israele sembrano essere sul punto di porre fine alle ostilità. Alcune indiscrezioni dell’emittente israeliana Channel 12, citando fonti autorevoli, sostengono che la guerra contro l’Iran è destinata a durare almeno un altro mese e che Israele continua ad avere il sostegno di Trump. Questo nonostante le condanne arrivate per l’operazione di terra in Libano e la forte preoccupazione per l’escalation dalla Turchia alla Germania, dal Canada alla Francia, dal Regno Unito all’Italia. Escalation che – tra l’altro – è causa di una vera e propria emergenza umanitaria, con oltre 900mila sfollati registrati dall’inizio del conflitto.
Dopo il Consiglio Ue a Bruxelles è stato deciso che le missioni Atalanta e Aspides rimarranno con l’attuale mandato e non verranno estese allo Stretto di Hormuz. La conferma arriva dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che per la questione dello Stretto e per il conflitto in generale continua ad auspicare una – seppur difficile – soluzione diplomatica.
Più netta la posizione del presidente statunitense Donald Trump, che per Hormuz spera nel supporto degli alleati strategici degli USA. “Numerosi Paesi mi hanno detto che sono in arrivo. Alcuni sono molto entusiasti, altri meno. Alcuni sono Paesi che abbiamo aiutato per moltissimi anni. Li abbiamo protetti da terribili minacce esterne, eppure non si sono mostrati così entusiasti. E il livello di entusiasmo è importante per me”: queste le sue parole su chi avrebbe negato la disponibilità all’invio di mezzi nello Stretto.
Sull’Iran, nel frattempo, rimane aperta una domanda: Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema, è ancora vivo? Negli scorsi giorni è stato letto il suo primo discorso pubblico, ma il figlio di Ali Khamenei non è apparso in pubblico. Si sa che è rimasto coinvolto negli attacchi del 28 febbraio che hanno ucciso il padre, ma quali siano le sue effettive condizioni non è certo.

