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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | No degli USA alla proposta di Teheran, i Pasdaran avanzano minacce su Hormuz

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | No degli USA alla proposta di Teheran, i Pasdaran avanzano minacce su Hormuz
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 18 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 18 maggio 2026

Guerra in Iran – lunedì 18 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 18 maggio 2026.
Inizio diretta: 18/05/26 07:00
Fine diretta: 18/05/26 23:59
Iran, Pezeshkian: "Dialogo non significa resa"
Iran: media, attivata difesa aerea su isola nello Stretto di Hormuz

“Attivata” la “difesa aerea” sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, senza precisare dettagli.

Iran, Trump: "Domani era previsto attacco, sospeso su richiesta dei leader del Golfo"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato su Truth Social di aver sospeso un attacco militare contro l’Iran previsto “domani” dopo una richiesta arrivata da alcuni dei principali leader del Golfo. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, l’intervento militare è stato fermato su sollecitazione dell’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, che hanno chiesto di dare ancora un’opportunità al negoziato con Teheran.

“Sono in corso negoziati seri e, a loro avviso, in qualità di grandi leader e alleati, verrà raggiunto un accordo che sarà molto accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente ed oltre”, ha spiegato Trump nel post, precisando che un eventuale accordo “includerà, cosa importante, nessuna arma nucleare per l’Iran”.

Il presidente, sulla base del “rispetto” che nutre nei confronti dei leader arabi alleati, ha precisato di aver ordinato al capo del Pentagono, Pete Hegseth, al capo degli Stati Maggiori Riuniti, generale Dan Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, di “non” effettuare l’attacco previsto domani contro l’Iran. “Ho inoltre dato loro istruzioni di essere pronti a procedere con un assalto completo e su larga scala contro l’Iran, con un preavviso minimo, nel caso in cui non si raggiunga un accordo accettabile“, ha aggiunto.

Haaretz: "Emirati Arabi e Bahrein vorrebbero riprendere gli attacchi"

Il Pakistan sta assumendo un ruolo guida nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Lo ha detto ad Haaretz una fonte regionale, aggiungendo che Qatar, Egitto, Turchia e Arabia Saudita sono tutti coinvolti nei negoziati e svolgono un ruolo di supporto. Allo stesso tempo, ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, “ciascuno per le proprie ragioni”, sono interessati a riprendere la guerra contro l’Iran e a sferrare un attacco decisivo contro il Paese.

“Gli altri Stati del Golfo vedono gli Emirati Arabi Uniti come un bambino viziato che ha perso la calma e la ragione”, ha aggiunto la fonte, secondo cui Teheran sarebbe disposta ad accettare una moratoria di 10 anni sull’arricchimento dell’uranio, mentre gli Stati Uniti insistono per 20 anni.

Trump: "Non sono aperto a concessioni, presto Teheran vedrà cosa accadrà"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di “non essere aperto” a fare concessioni a Teheran dopo che i funzionari di Washington hanno ritenuto deludente l’ultima proposta iraniana sul negoziato.

In una breve intervista telefonica al New York Post, Trump ha lasciato intendere un ulteriore irrigidimento della posizione americana e una possibile ripresa delle ostilità, affermando che l’Iran sa “cosa accadrà presto”.

Alla domanda sulla sua precedente apertura a un possibile congelamento ventennale delle attività di arricchimento dell’uranio, il presidente ha risposto in modo netto: “Non sono aperto a nulla in questo momento”, senza aggiungere ulteriori dettagli.

Hezbollah rivendica attacchi nel sud del Librano contro l'Idf

Hezbollah ha riferito che le sue forze hanno lanciato attacchi contro posizioni e veicoli dell’esercito israeliano nel Libano meridionale. In una dichiarazione, il Partito di Dio ha anche affermato di aver abbattuto “un aereo appartenente all’esercito nemico israeliano” nello spazio aereo della città di Aita al-Jabal alle 10,30 ora locale.

L’esercito israeliano non ha ancora commentato la dichiarazione. In un altro attacco, il gruppo libanese ha affermato di aver colpito il veicolo del comandante della 300ª brigata dell’esercito israeliano nella città di Shomera, nel nord di Israele, e di aver preso di mira con dei droni una postazione dell’esercito israeliano nella città di Maroun al-Ras.

L'appello della Turchia: "Iran e Stati Uniti trovino un terreno comune", ma le tensioni crescono

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan lancia l’appello a Stati Uniti e Iran per trovare un terreno comune per porre fine alla guerra attraverso negoziati. Nel corso di una conferenza stampa a Berlino, Fidan ha ricordato che Ankara intende contribuire alla mediazione del Pakistan e aggiunto che la Turchia vuole credere che sia l’Iran che gli Stati Uniti siano consapevoli dei pericoli in caso di ripresa del conflitto.

Teheran, nel frattempo, si dice “pronta a tutto” e anche allo scenario peggiore. Nella capitale iraniana si starebbero moltiplicando le manifestazioni filo-governative, accompagnate da dimostrazioni pubbliche con armi e corsi improvvisati per insegnare ai civili ad usare fucili d’assalto in caso di necessità. Lo rivela un reportage della Cnn. D’altra parte, gli USA si dicono pronti a fare negoziati “a suon di bombe” qualora Teheran non ceda su Hormuz, nucleare e altri temi che ostacolano i negoziati.

 

Iran: "Le proposte USA mancano di realismo"

Nonostante alcune modifiche introdotte nella nuova proposta statunitense, l’Iran parla di “esagerazioni” e “mancanza di realismo” da parte degli USA. Lo dichiara una fonte vicina al team negoziale iraniano, citata dall’agenzia  di stampa Tasnim. La stessa fonte aggiunge che l’Iran considera “molto seria” la richiesta di un risarcimento da parte degli Stati Uniti per i danni causati dagli attacchi contro la Repubblica islamica. Sebbene nei colloqui si parli della creazione di un fondo per lo sviluppo e la ricostruzione, Washington sarebbe ancora lontana dalle richieste iraniane.

Anche sul dossier nucleare non c’è accordo. Per l’Iran gli Stati Uniti avanzerebbero “pretesti politici” contrari ai diritti iraniani. La fonte riafferma la posizione ufficiale iraniana secondo cui il Paese “non ha mai avuto e non ha alcuna base per costruire armi nucleari“, definendo le accuse statunitensi “un pretesto e un inganno politico”.

Iran sulle condizioni di Mojtaba Khamenei

“Niente di serio è accaduto” alla guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ferito nei primi attacchi di USA e Israele. Lo riferisce l’agenzia di stampa semiufficiale Isna, che cita una fonte del Ministero della Sanità di Teheran, secondo cui “le ferite non erano tali da sfigurare il volto del leader supremo, né lo hanno lasciato disabile o hanno comportato l’amputazione di un arto”. “Sono stati applicati diversi punti di sutura alle ferite. Una delle aree che i medici hanno deciso di suturare immediatamente è stata la sua gamba”, si legge.

 

Fonti Usa: "Proposta iraniana insufficiente, se non cambiano idea negozieremo con le bombe"

Per gli Stati Uniti la proposta aggiornata dell’Iran sarebbe “insufficiente” per raggiungere l’intesa. Lo scrive Axios, citando un funzionario statunitense informato sullo stato dei colloqui.

Secondo il funzionario americano, se Teheran non modificherà la propria posizione, gli Stati Uniti saranno costretti a portare avanti i negoziati “con le bombe”. Cosa chiedono gli Stati Uniti? Formulazioni più esplicite sull’arma nucleare e sull’uranio arricchito. La fonte statunitense sostiene inoltre che “non ci sarà alcun alleggerimento gratuito delle sanzioni” sul petrolio senza concessioni dall’Iran.

 

Pasdaran minacciano: "Faremo pagare per l'utilizzo dei cavi sottomarini a Hormuz"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani minacciano di far pagare per l’utilizzo dei cavi sottomarini che attraversano lo Stretto di Hormuz, sottolineando che qualsiasi interruzione causerebbe perdite fino a “centinaia di milioni di dollari al giorno” all’economia mondiale. In un messaggio su Telegram, i Pasdaran aggiungono anche che il Paese “potrebbe dichiarare che tutti i cavi in fibra ottica che attraversano la via marittima siano soggetti a permessi, sorveglianza e pedaggi”.

 

In Libano più di 3mila vittime

Dall’inizio degli attacchi israeliani contro Hezbollah in Libano, le vittime sono più di 3.020. Vicino alle 10mila persone il bilancio dei feriti. Lo conferma il Ministero della Salute libanese nel suo ultimo report sul conflitto.

 

Bambino ucciso a Gaza

Un bambino è morto dopo essere rimasto ferito in un attacco aereo israeliano a Gaza.

 

Trump contro i media statunitensi per la copertura della guerra in Iran

Trump attacca i principali quotidiani statunitensi per la copertura della guerra in Iran. In particolare, in un post su Truth, il presidente si rivolge a New York Times, Wall Street Journal, CNN e altri media etichettati come “membri del gruppo dei Media delle Fake News”, sostenendo che i suddetti media “metterebbero in prima pagina che l’Iran ha conseguito una brillante vittoria sugli Stati Uniti” anche se questo non fosse minimamente vicino alla verità. “I democratici e i media hanno perso completamente la bussola. Sono diventati assolutamente pazzi”, scrive ancora Trump.

Morto un uomo palestinese

Un uomo palestinese di 32 anni, Mahmoud al-Amleh, è stato colpito e ucciso dalle forze israeliane in Cisgiordania. Lo conferma il Ministero della Salute palestinese. Si registrano anche almeno 7 feriti nelle ultime ore per attacchi attribuiti a Israele.

Si abbassa l'indice di gradimento di Trump

Per la maggioranza degli elettori statunitensi, il 64%, Donald Trump ha sbagliato a decidere di attaccare l’Iran. Il dato emerge dal sondaggio pubblicato oggi da New York Times/Siena, che registra un vero declino del tasso di popolarità del presidente, con il 59% che disapprova l’operato del presidente e solo il 37% che l’approva.

Il tasso di disapprovazione di Trump sale ancora se si considera l’economia. Oscilla tra il 64% e il 69%. Il 56% degli elettori, inoltre, boccia le misure in materia di immigrazione. Numeri destinati ad aumentare la preoccupazione dei repubblicani in vista delle elezioni di Midterm.

 

Nuovo piano Teheran in 14 punti, focus su fine guerra

L’Iran ha presentato, attraverso i mediatori pachistani, un nuovo piano in 14 punti che si concentra sui “negoziati per la fine della guerra e sulle misure di costruzione della fiducia da parte statunitense”. Lo scrive l’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una fonte vicina al team negoziale di Teheran, secondo cui “l’Iran, in linea con la pratica recente dello scambio di messaggi, ha ancora una volta sottoposto il suo testo in 14 punti attraverso il mediatore pachistano, dopo aver apportato degli emendamenti”.

 

Il presidente del Libano: "Farò l'impossibile per fine guerra contro nostro Paese"

Fare “l’impossibile” per fermare la guerra. Lo promette il presidente libanese, Joseph Aoun, mentre la tv satellitare al-Jazeera parla di almeno sette morti oggi in operazioni militari israeliane nel Paese dei Cedri, dove Israele continua a colpire gli Hezbollah.

“È mio dovere, alla luce del mio incarico e delle mie responsabilità, fare l’impossibile e nel modo meno costoso per porre fine alla guerra contro il Libano e la sua gente”, si legge in un post pubblicato su X dalla presidenza libanese con dichiarazioni di Aoun durante un incontro istituzionale.

"Pakistan ha schierato migliaia di soldati e aerei da combattimento in Arabia Saudita"

Il Pakistan avrebbe schierato 8.000 soldati, uno squadrone di aerei da combattimento e un sistema di difesa aerea in Arabia Saudita nell’ambito del patto di difesa reciproca firmato nei mesi scorsi in considerazione della questione iraniana. Lo scrive il Times of Israel citando la Reuters. Il dispiegamento è stato confermato da tre funzionari della sicurezza e due fonti governative.

Secondo le fonti, il Pakistan avrebbe schierato un intero squadrone di circa 16 velivoli, per lo più caccia JF-17 prodotti congiuntamente con la Cina, inviati in Arabia Saudita all’inizio di aprile, e due squadroni di droni.

Pezeshkian: "Proseguire il dialogo con dignità"

L’Iran intende proseguire il dialogo con gli Stati Uniti “con dignità“. Lo conferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che, nel corso di una riunione di funzionari governativi, si è chiesto: “Se non si parla, si vuole combattere per sempre?”. “Non ci arrenderemo a nessuna potenza o a nessuna parte e non sacrificheremo l’onore della nazione”, aggiunge Pezeshkian. In merito alla situazione iraniana e a quella dei nemici, conclude: “Non dobbiamo trasmettere false informazioni, secondo cui il nemico sta crollando mentre l’Iran prospera: la verità che loro hanno problemi, e anche noi abbiamo problemi“.

 

Trump sull'Iran: "Vuole l'accordo ma poi cambia i termini"

Gli iraniani “urlano in continuazione“, “Non vedono l’ora di firmare un accordo. Ma una volta siglato l’accordo, ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con quello che avete concordato. E io mi chiedo: ‘Ma siete pazzi?’”. Queste le parole del presidente statunitense Donald Trump, nel corso di un’intervista a Fortune dopo l’ultima risposta ricevuta dall’Iran in merito al potenziale accordo per porre fine alle ostilità.

 

Allarme sulle scorte di petrolio

Le scorte commerciali di petrolio stanno diminuendo “molto rapidamente” a causa della guerra che sta investendo il Golfo. Lo conferma il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea) Fatih Birol .

Crescono i timori di carenze con l’avvicinarsi dell’estate. “Le scorte commerciali stanno diminuendo… credo che si stiano esaurendo molto rapidamente ora”, ha detto Fatih Birol ai giornalisti al suo arrivo a Parigi per la riunione dei ministri delle Finanze del G7. “Abbiamo ancora diverse settimane, ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che le scorse stanno diminuendo rapidamente” e che “questa situazione non durerà per sempre”.

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Iran "pienamente preparato" a nuovi scontri

Baqaei difende le richieste dell’Iran agli USA, come lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e la revoca delle sanzioni di lunga data. “I punti sollevati sono richieste iraniane fermamente difese dal nostro team negoziale in ogni round di trattative”, commenta il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano. Baqaei parla di un conflitto “illegale e infondato” da parte degli Stati Uniti. Riguardo alla possibilità di un nuovo scontro militare, il portavoce assicura che l’Iran è “pienamente preparato a qualsiasi eventualità”.

 

Annuncio ufficiale su Hormuz

L‘Iran comunica formalmente l’avvio delle attività del nuovo organismo per la gestione dello Stretto di Hormuz, creato a inizio maggio da Teheran. “È attivo l’account ufficiale su X della Persian Gulf Strait Authority (Pgsa) – si legge in un post su X pubblicato anche in inglese – Seguiteci per aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni e sugli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz”. Il post è stato rilanciato su X dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale.

 

Hormuz, Kallas: "Libertà di navigazione non negoziabile"

Per l’Unione Europea “la libertà di navigazione non è negoziabile“. Lo ribadisce l’Alta Rappresentante Kaja Kallas, a margine del Consiglio Sviluppo a Bruxelles. “Se si pongono condizioni sul passaggio delle navi” attraverso lo Stretto di Hormuz, “allora si legittimano” le interferenze nella libera navigazione. “Stiamo tentando di convincere tutte le parti che la libera navigazione” deve essere tutelata, evitando che si crei un precedente pericoloso partendo dal caso Hormuz.

Sulla guerra – aggiunge Kallas – il problema “è che la questione riguarda Stati Uniti e Iran, e loro non accettano alcun tipo di mediazione o aiuto in questo senso, quindi non abbiamo molta influenza” su nessuno dei due.

Tuttavia, conclude Kallas, “siamo in costante contatto e diciamo che dovremmo almeno trovare un accordo sulla prima fase: fermare gli attacchi e riaprire lo Stretto di Hormuz. Da lì, poi, potremmo passare a negoziare le questioni più spinose. Ma è molto difficile: alla fine, gli Stati Uniti dovranno trovare un accordo con l’Iran”.

Teheran risponde all'ultima proposta statunitense

L’Iran ha risposto all’ultima proposta negoziale americana. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri di Teheran. “Le nostre preoccupazioni sono state trasmesse alla parte statunitense”, ha dichiarato il portavoce del Mil portavoce del ministero, Ismail Baqaeiinistero, Ismail Baqaei, durante un punto stampa, precisando che le comunicazioni con gli Stati Uniti proseguono “attraverso il mediatore pachistano“.

 

Guerra e mercati, FMI: "Non mettere in atto misure che peggiorino la situazione"

Il Fondo Monetario Internazionale sta “vedendo” le tensioni sui mercati obbligazionari. “Se c’è un impatto della guerra” nel Golfo, “inevitabilmente c’è una reazione” dei mercati. La direttrice Kristalina Georgieva, a margine del G7 Finanze di Parigi, sottolinea che è “molto importante non mettere in atto misure che peggiorino la situazione“.

 

Libano, comandante Jihad islamica ucciso con la figlia

Un comandante della Jihad islamica palestinese e sua figlia sarebbero stati uccisi nelle scorse ore in un raid attribuito a Israele che ha preso di mira il Libano. Nell’est del Paese dei Cedri, ha riferito l’agenzia ufficiale libanese Nna. L’attacco missilistico è avvenuto intorno alla mezzanotte e ha ucciso il jihadista Wael Abdel Halim e la figlia di 17 anni.

 

Pentagono pronto con la lista degli obiettivi

Donald Trump ha incontrato sabato i vertici del suo team di sicurezza nazionale nel golf club in Virginia. Lo riferisce la Cnn. Alla riunione presenti anche il vicepresidente JD Vance, il segretario Stato, Marco Rubio, il capo della Cia, John Ratcliffe, e l’inviato del presidente Steve Witkoff. Poi il post sui social di Trump: “Per l’Iran il tempo stringe”. Secondo la Cnn, il Pentagono avrebbe una lista di nuovi obiettivi militari, energetici e infrastrutturali da colpire in caso di nuove operazioni contro l’Iran.

 

Oman condanna attacco contro Emirati

L’Oman condanna l’attacco con droni che ieri ha provocato un incendio fuori dal perimetro della centrale nucleare di Barakah negli Emirati Arabi Uniti. E ribadisce il suo ‘no’ a “tutti gli atti ostili e di escalation” nella regione. In una nota diffusa su X il Ministero degli Esteri omanita conferma “solidarietà” agli Emirati per le misure adottate a tutela della sua “sicurezza” e chiede un maggiore dialogo a tutela della regione del Golfo.

Media Teheran: "Tre petroliere iraniane hanno superato il blocco di Hormuz"

Tre petroliere iraniane sono state aggiunte alla capacità di stoccaggio dell’Iran dopo aver superato il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz”, si legge in un rapporto dell’agenzia Fars, che aggiunge: “Gli Stati Uniti hanno affermato che la capacità di stoccaggio di petrolio dell’Iran sull’isola di Kharg è terminata, ma la società di intelligence marittima Tanker Trackers aveva dichiarato che l’Iran ha più di un mese di tempo prima che tale capacità si esaurisca, a condizione che nessun’altra petroliera entri nel blocco. Ora, con queste tre petroliere, la capacità di stoccaggio di petrolio dell’Iran è aumentata”. Ieri, Tanker Trackers ha affermato che “tre petroliere vuote, autorizzate dagli Stati Uniti”, sono riuscite a eludere il blocco navale statunitense nei giorni scorsi. Insieme, possono trasportare 1,9 milioni di barili di petrolio iraniano. “Una delle navi ha disattivato brevemente l’AIS, un’altra batteva bandiera russa e una terza ha costeggiato la costa omanita per superare il blocco”, ha aggiunto la società

 

Guerra Iran, segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

Vacillano i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Come riportato dall’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie della Rivoluzione, Washington ha sottoposto cinque condizioni “senza concessioni” per la conclusione del conflitto, aperto il 28 febbraio scorso. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha sentito Trump: “Deve prendere una decisione”.

Trump: "Iran accetti un accordo o non rimarrà nulla"

Ancora minacce all’Iran da parte del presidente Usa: ‘Accetti l’accordo o non rimarrà nulla’. Telefonata tra il tycoon e Netanyahu che precisa: ‘Se decidesse di riprendere le ostilità con l’Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare’. Trump ha anche convocato al suo golf club in Virginia i massimi consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Per Axios, martedì sarà convocata la Situation Room. Secondo alcuni media il presidente Usa avrebbe ottenuto dalla Cina l’impegno a non fornire armi a Teheran.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

Per l’Iran il tempo stringe. Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla”, ha scritto Donald Trump su Truth dopo il colloquio telefonico sull’Iran con il Premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Il tempo è essenziale”, ha aggiunto il Presidente americano, con ampio uso di lettere maiuscole. Secondo quanto trapelato dai media israeliani, i due leader sarebbero pronti a riprendere la guerra contro l’Iran. I media iraniani riportano un nuovo irrigidimento nei contatti indiretti tra Stati Uniti e Iran. Secondo l’agenzia Fars, Washington avrebbe avanzato una proposta articolata in cinque punti, che prevederebbe la riduzione dell’operatività nucleare iraniana a un solo sito e il trasferimento negli Stati Uniti delle scorte di uranio altamente arricchito. Una richiesta che Teheran avrebbe giudicato inaccettabile.

L’agenzia Mehr descrive invece una fase di stallo nei colloqui, sostenendo che gli Stati Uniti starebbero tentando di ottenere in sede diplomatica risultati non raggiunti in precedenza con altri mezzi, senza però mettere sul tavolo concessioni considerate significative da parte iraniana. Il dossier tra Stati Uniti e Iran resta uno dei principali punti dell’agenda internazionale affrontati da Donald Trump anche nel corso della recente visita in Cina. Durante il viaggio, il presidente americano ha discusso del conflitto e del programma nucleare iraniano con il leader cinese Xi Jinping, ribadendo la posizione di Washington secondo cui Teheran non deve in alcun modo dotarsi di armi nucleari.

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