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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Mojtaba Khamenei, firma Trump “priva di valore”. Lo dimostrano violazioni Usa

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Mojtaba Khamenei, firma Trump “priva di valore”. Lo dimostrano violazioni Usa
La guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran-USA e sulla situazione in Libano: news in diretta su raid, negoziati, Stretto di Hormuz e la crisi geopolitica dell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di domenica 19 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 19 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 19 luglio 2026.
Inizio diretta: 19/07/26 07:00
Fine diretta: 20/07/26 00:00
Libano, Aoun arrivato al Dipartimento di Stato per incontro con Rubio

Il presidente libanese, Joseph Aoun, è arrivato al Dipartimento di Stato americano per incontrare il Segretario di Stato, Marco Rubio. Lo ha riferito l’agenzia di stampa libanese Nna, precisando che si tratta del primo di una serie di incontri che Aoun avrà a Washington durante la sua visita ufficiale. Il leader del Paese dei Cedri è atteso anche alla Casa Bianca per un bilaterale con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mentre proseguono le trattative tra i governi di Beirut e Tel Aviv, che vedono gli Usa nel ruolo di mediatore.

Kuwait, centrale elettrica colpita per il secondo giorno consecutivo

Per il secondo giorno consecutivo un impianto di produzione di energia elettrica e desalinizzazione in Kuwait è stato colpito in un raid attribuito all’Iran. Secondo quanto reso noto dalle autorità kuwaitiane, l’attacco ha provocato un incendio, mentre i vigili del fuoco sono al lavoro per domare le fiamme.

In una nota diffusa su X, il ministero kuwaitiano dell’Elettricità, dell’Acqua e delle Energie rinnovabili ha definito l’episodio un’ “aggressione iraniana”, precisando che si tratta del secondo attacco contro lo stesso impianto in due giorni, nel quadro della risposta di Teheran ai raid statunitensi.

Impiccati due uomini condannati per uccisione agenti durante le proteste

Le autorità iraniane hanno eseguito la condanna a morte di Erfan Esfandiari e Gol-Mohammad Mohammadi, giudicati colpevoli dell’uccisione di alcuni agenti di polizia durante le proteste antigovernative dello scorso gennaio. Lo ha reso noto la magistratura di Teheran, secondo cui i due avrebbero legato gli agenti a un cartello stradale, colpendoli con pietre, cospargendoli di benzina e bruciandoli nella città di Isfahan. L’accusa ha sostenuto inoltre che abbiano filmato l’aggressione e diffuso le immagini a emittenti televisive straniere.

 

Teheran, Usa hanno attaccato sito nucleare in costruzione

L’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver attaccato il sito nucleare di Darkhovin, nel sud-ovest della Repubblica islamica, attualmente in fase di costruzione. In una nota diffusa dalla televisione di Stato, l’ente ha denunciato che “le forze americane, in un atto aggressivo e brutale contrario al diritto internazionale, hanno attaccato la centrale nucleare di Darkhovin, attualmente in costruzione, con un certo numero di proiettili”. Al momento non sono stati forniti dettagli su eventuali danni o vittime.

Governo Giordania smentisce evacuazione aeroporto e porto di Aqaba

Non è stata presa alcuna decisione di evacuare il porto o l’aeroporto internazionale di Aqaba, in Giordania, dopo l’allerta di sicurezza diffusa dall’ambasciata degli Stati Uniti, che ha parlato di “minaccia credibile”. Lo ha dichiarato ad Al Arabiya il ministro giordano della Comunicazione e portavoce del governo, Mohammad al-Momani, precisando che entrambe le infrastrutture “stanno operando normalmente”. Al-Momani ha aggiunto che il porto di Aqaba continua a funzionare “a pieno regime”.

Amb. Usa in Giordania: "Evacuati aeroporto e porto Aqaba per minaccia credibile"

“A causa di una minaccia specifica e credibile, le autorità giordane hanno evacuato l’aeroporto internazionale ed il porto di Aqaba. Consigliamo vivamente a tutti i cittadini americani di evitare di recarsi in aeroporto o al porto. Continuate a seguire tutte le direttive di sicurezza delle autorità giordane”. Lo afferma in una nota l’ambasciata Usa ad Amman all’indomani dei raid iraniani che hanno preso di mira il regno hashemita, oltre a Bahrein e Kuwait, in risposta agli attacchi statunitensi.

Pasdaran: "Stop a tentativo 4 navi uscire da Hormuz, 2 coinvolte in incidente"

Due navi sono state coinvolte in un “incidente” e altre due sono state costrette a interrompere la navigazione dopo aver tentato di attraversare una rotta non autorizzata nello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto la Marina dei Guardiani della Rivoluzione, accusando le imbarcazioni di aver agito con il “sostegno” degli Stati Uniti.

Secondo la nota diffusa dai Pasdaran, quattro navi avrebbero tentato “con intenzioni ostili ed il sostegno dei terroristi americani” di attraversare lo Stretto utilizzando una rotta “non sicura”, spegnendo i sistemi di navigazione e ignorando gli avvertimenti della loro Marina. Due delle imbarcazioni sarebbero state “coinvolte in un incidente e fermate”, mentre alle altre due sarebbe stato impedito di proseguire lungo quella rotta.

La Marina dei Pasdaran ha affermato di avere “il pieno controllo dello Stretto di Hormuz” e ha ribadito che “nessuna goccia di petrolio, gas o fertilizzanti chimici passerà attraverso lo Stretto senza coordinamento e autorizzazione”. Teheran ha inoltre avvertito che qualsiasi nave che dovesse entrare nelle rotte considerate non sicure “sarà inevitabilmente coinvolta in un incidente”.

Wsj, durante la tregua ha esportato petrolio per 6 mld dollari

L’Iran avrebbe approfittato della sospensione temporanea del blocco statunitense alle sue esportazioni di petrolio per trasferire all’estero circa 70 milioni di barili di greggio, per un valore stimato tra 5 e 6 miliardi di dollari. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando analisti del settore e le stime dell’organizzazione statunitense United Against Nuclear Iran. Secondo il quotidiano americano, da fine giugno circa 20 petroliere iraniane hanno raggiunto le acque al largo della costa orientale della Malesia, in un’area utilizzata come punto di passaggio per il trasferimento del greggio. La destinazione finale del petrolio sarebbe la Cina. Tra le navi individuate figurano la Diona, la Hero II, la Sonia 1 e la Stream, arrivata il 13 luglio.

Teheran avrebbe sfruttato la finestra di circa un mese tra metà giugno e metà luglio, quando Washington aveva allentato il blocco sulle navi iraniane, per smaltire le scorte accumulate e assicurarsi nuove entrate prima della reintroduzione delle restrizioni Usa sulle esportazioni e sullo Stretto di Hormuz. Il meccanismo utilizzato sarebbe quello già adottato in passato per aggirare le sanzioni: il trasferimento del greggio in mare aperto, fuori dalle acque territoriali malesi, attraverso il passaggio del carico da petroliere iraniane ad altre navi. Il petrolio sarebbe poi consegnato alle raffinerie cinesi, che acquistano il greggio iraniano a prezzo ridotto.

Scattano sirene d'allarme in Bahrein

Sono scattate le sirene d’allarme in Bahrein. Lo rende noto al-Arabiya, precisando che il ministero dell’Interno della monarchia del Golfo ha esortato cittadini e residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino.

Media: Mujtaba Khamenei non si trova in Iran

Il leader iraniano Mujtaba Khamenei “non si trova in Iran”. A dirlo è una fonte della sicurezza israeliana citata dall’emittente saudita al-Hadath e riportata dal Times of Israel. Dall’attacco del 28 febbraio in cui morì il padre, Khamenei ha comunicato solo tramite dichiarazioni scritte e non è mai apparso in pubblico. Secondo la fonte i messaggi della guida suprema iraniana sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo.

Sirene antiaeree in Bahrein, governo invita alla calma

Le sirene antiaeree hanno suonato nel piccolo regno del Bahrein, nel Golfo Persico, mentre Iran e Stati Uniti si scambiavano nuovi attacchi per il controllo dello strategico Stretto di Hormuz. “La sirena è suonata. Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro piu’ vicino”, ha dichiarato il ministero dell’Interno in un comunicato, mentre un giornalista dell’Afp ha confermato che le sirene avevano suonato nella capitale del Bahrein, Manama.

Kuwait, intercettati missili e droni iraniani

L’esercito del Kuwait ha reso noto di aver intercettato missili e droni iraniani diretti verso il Paese, affermando che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono il risultato dell’azione dei sistemi di difesa aerea contro “attacchi ostili”. Lo riferisce Al Jazeera citando una nota delle forze armate kuwaitiane che hanno invitato i residenti a seguire le istruzioni delle autorità in materia di sicurezza e protezione civile.    L’annuncio arriva dopo che l’esercito iraniano aveva dichiarato di aver lanciato un attacco su larga scala con droni contro un deposito di munizioni di Camp al-Adiri e contro i radar di difesa aerea della base di Ali Al Salem, entrambe situate in Kuwait.

Usa, raid per 'punire' Teheran dopo uccisione di 2 militari americani

“Punire” le forze iraniane ritenute responsabili dell’attacco che ha provocato la morte di due militari americani in Giordania. Questo l’obiettivo dell’ultima notte di raid condotti sulla Repubblica islamica, secondo quanto indicato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli attacchi hanno preso di mira le unità dei Guardiani della Rivoluzione accusate di aver lanciato missili balistici e droni contro le forze Usa, provocando le prime vittime statunitensi dall’inizio della nuova fase del conflitto. Teheran ha risposto annunciando di aver colpito con droni due basi americane in Kuwait, il deposito di munizioni di Camp Udairi e i sistemi radar e di sorveglianza della base aerea di Ali Al Salem, oltre ad aver lanciato nuovi attacchi in Giordania. Secondo il Centcom, oltre ai due militari uccisi venerdì, un terzo risulta ancora disperso, portando a 16 il bilancio dei caduti statunitensi dall’inizio della guerra, scoppiata il 28 febbraio dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’ottava notte consecutiva di raid americani ha colpito anche Sirik, porto iraniano sullo Stretto di Hormuz, secondo le agenzie Fars e Tasnim. La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha promesso agli Stati Uniti una “lezione indimenticabile”, mentre alti comandanti militari hanno minacciato una ripresa delle operazioni offensive su vasta scala e una risposta “decisiva e devastante” in caso di ulteriori attacchi americani.

Attacchi Usa contro l'Iran, esplosioni sull'isola di Qeshm

Secondo l’ufficio del governatore dell’Hormozgan, alle 3.40 del mattino (ora locale) una zona nei pressi dell’isola di Qeshm è stata colpita da un attacco militare sferrato dagli Usa. Lo riferisce l’agenzia iraniana Irna sul social X. L’agenzia di stampa Tasnim riferisce che almeno sei missili hanno colpito aree alla periferia dell’isola di Qeshm. Diverse esplosioni sarebbero state segnalate anche a Bandar Abbas, sulla costa sud dell’Iran, ma non ci sono al momento conferme ufficiali.

Iran, Mojtaba Khamenei: "Usa hanno capito loro dominio nella regione è fantasia"

“Il Grande Satana – gli Stati Uniti criminali – ha ormai capito che la continuazione della sua presenza incontrastata e dominante nella regione non è altro che una fantasia ingenua”. E’ quanto si legge sull’account X della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, nel pieno dell’escalation militare tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta Adnkronos.

Iran, esercito: "Attacchi su larga scala con droni kamikaze contro due basi Usa in Kuwait"

L’esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira due basi statunitensi in Kuwait con droni in risposta agli attacchi americani sul territorio iraniano. L’esercito della repubblica islamica ha dichiarato di aver condotto “attacchi su larga scala con droni kamikaze contro il deposito di munizioni dell’esercito statunitense a Camp Udairi e contro il sistema radar Patriot e il radar di sorveglianza aerea alla base aerea di Ali Al Salem in Kuwait”, secondo una dichiarazione diffusa dalla Tv di Stato. Lo riporta Adnkronos.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha dichiarato, in un comunicato scritto, che le ripetute violazioni da parte degli Stati Uniti del memorandum d’intesa firmato dai presidenti di Iran e Stati Uniti hanno dimostrato che la firma del presidente Donald Trump è “completamente priva di valore e di credibilità“. Washington e Teheran si sono scambiate attacchi dopo che l’accordo di cessate il fuoco è fallito la scorsa settimana, alimentando i timori di un ritorno alla guerra totale. Khamenei ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero sapere che la nazione iraniana e il “fronte della resistenza” hanno “lezioni indimenticabili” da impartire loro.

Nel frattempo, due militari statunitensi sono stati uccisi in Giordania venerdì mentre si difendevano da un attacco di missili e droni iraniani. Lo ha dichiarato sabato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un comunicato.

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