Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di domenica 19 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 19 luglio 2026
Punti chiave
- Media: Mujtaba Khamenei non si trova in Iran
- Sirene antiaeree in Bahrein, governo invita alla calma
- Kuwait, intercettati missili e droni iraniani
- Usa, raid per 'punire' Teheran dopo uccisione di 2 militari americani
- Attacchi Usa contro l'Iran, esplosioni sull'isola di Qeshm
- Iran, Mojtaba Khamenei: "Usa hanno capito loro dominio nella regione è fantasia"
- Iran, esercito: "Attacchi su larga scala con droni kamikaze contro due basi Usa in Kuwait"
Il leader iraniano Mujtaba Khamenei “non si trova in Iran”. A dirlo è una fonte della sicurezza israeliana citata dall’emittente saudita al-Hadath e riportata dal Times of Israel. Dall’attacco del 28 febbraio in cui morì il padre, Khamenei ha comunicato solo tramite dichiarazioni scritte e non è mai apparso in pubblico. Secondo la fonte i messaggi della guida suprema iraniana sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo.
Le sirene antiaeree hanno suonato nel piccolo regno del Bahrein, nel Golfo Persico, mentre Iran e Stati Uniti si scambiavano nuovi attacchi per il controllo dello strategico Stretto di Hormuz. “La sirena è suonata. Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro piu’ vicino”, ha dichiarato il ministero dell’Interno in un comunicato, mentre un giornalista dell’Afp ha confermato che le sirene avevano suonato nella capitale del Bahrein, Manama.
L’esercito del Kuwait ha reso noto di aver intercettato missili e droni iraniani diretti verso il Paese, affermando che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono il risultato dell’azione dei sistemi di difesa aerea contro “attacchi ostili”. Lo riferisce Al Jazeera citando una nota delle forze armate kuwaitiane che hanno invitato i residenti a seguire le istruzioni delle autorità in materia di sicurezza e protezione civile. L’annuncio arriva dopo che l’esercito iraniano aveva dichiarato di aver lanciato un attacco su larga scala con droni contro un deposito di munizioni di Camp al-Adiri e contro i radar di difesa aerea della base di Ali Al Salem, entrambe situate in Kuwait.
“Punire” le forze iraniane ritenute responsabili dell’attacco che ha provocato la morte di due militari americani in Giordania. Questo l’obiettivo dell’ultima notte di raid condotti sulla Repubblica islamica, secondo quanto indicato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli attacchi hanno preso di mira le unità dei Guardiani della Rivoluzione accusate di aver lanciato missili balistici e droni contro le forze Usa, provocando le prime vittime statunitensi dall’inizio della nuova fase del conflitto. Teheran ha risposto annunciando di aver colpito con droni due basi americane in Kuwait, il deposito di munizioni di Camp Udairi e i sistemi radar e di sorveglianza della base aerea di Ali Al Salem, oltre ad aver lanciato nuovi attacchi in Giordania. Secondo il Centcom, oltre ai due militari uccisi venerdì, un terzo risulta ancora disperso, portando a 16 il bilancio dei caduti statunitensi dall’inizio della guerra, scoppiata il 28 febbraio dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’ottava notte consecutiva di raid americani ha colpito anche Sirik, porto iraniano sullo Stretto di Hormuz, secondo le agenzie Fars e Tasnim. La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha promesso agli Stati Uniti una “lezione indimenticabile”, mentre alti comandanti militari hanno minacciato una ripresa delle operazioni offensive su vasta scala e una risposta “decisiva e devastante” in caso di ulteriori attacchi americani.
Secondo l’ufficio del governatore dell’Hormozgan, alle 3.40 del mattino (ora locale) una zona nei pressi dell’isola di Qeshm è stata colpita da un attacco militare sferrato dagli Usa. Lo riferisce l’agenzia iraniana Irna sul social X. L’agenzia di stampa Tasnim riferisce che almeno sei missili hanno colpito aree alla periferia dell’isola di Qeshm. Diverse esplosioni sarebbero state segnalate anche a Bandar Abbas, sulla costa sud dell’Iran, ma non ci sono al momento conferme ufficiali.
“Il Grande Satana – gli Stati Uniti criminali – ha ormai capito che la continuazione della sua presenza incontrastata e dominante nella regione non è altro che una fantasia ingenua”. E’ quanto si legge sull’account X della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, nel pieno dell’escalation militare tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta Adnkronos.
L’esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira due basi statunitensi in Kuwait con droni in risposta agli attacchi americani sul territorio iraniano. L’esercito della repubblica islamica ha dichiarato di aver condotto “attacchi su larga scala con droni kamikaze contro il deposito di munizioni dell’esercito statunitense a Camp Udairi e contro il sistema radar Patriot e il radar di sorveglianza aerea alla base aerea di Ali Al Salem in Kuwait”, secondo una dichiarazione diffusa dalla Tv di Stato. Lo riporta Adnkronos.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha dichiarato, in un comunicato scritto, che le ripetute violazioni da parte degli Stati Uniti del memorandum d’intesa firmato dai presidenti di Iran e Stati Uniti hanno dimostrato che la firma del presidente Donald Trump è “completamente priva di valore e di credibilità“. Washington e Teheran si sono scambiate attacchi dopo che l’accordo di cessate il fuoco è fallito la scorsa settimana, alimentando i timori di un ritorno alla guerra totale. Khamenei ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero sapere che la nazione iraniana e il “fronte della resistenza” hanno “lezioni indimenticabili” da impartire loro.
Nel frattempo, due militari statunitensi sono stati uccisi in Giordania venerdì mentre si difendevano da un attacco di missili e droni iraniani. Lo ha dichiarato sabato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un comunicato.
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