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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Alta tensione per il settore energia e i raid continuano

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Alta tensione per il settore energia e i raid continuano
Foto di repertorio di droni da Imagoeconomica, di Carlo Carino by AI Mid

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 20 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 20 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 20 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 20/03/26 07:00
Fine diretta: 21/03/26 00:00
Mojtaba Khamenei è "vivo e in buona salute"

Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei è “vivo e in buona salute” e non si trova nascosto in bunker. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Francia, Mohammad Amin-Nejad, a BFM Tv. “Non siamo obbligati a mostrarlo dietro una vetrina, è vivo e in buona salute”, ha affermato il diplomatico in un’intervista televisiva. Il capo della missione diplomatica ha inoltre smentito le notizie secondo cui i vertici iraniani si troverebbero in rifugi sotterranei.

USA, la guerra è costata finora oltre 25 miliardi

La guerra contro l’Iran è costata finora oltre 25,3 miliardi di dollari ai contribuenti statunitensi, secondo il sito Iran War Cost Tracker che monitora in tempo reale le spese del conflitto. “Il calcolo si basa sulle informazioni che il Pentagono ha presentato al Congresso: 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni, più 1 miliardo al giorno in modo continuativo”, spiegano i promotori del progetto.

Emirati Arabi, smantellato un gruppo operativo nel Paese collegato all'Iran e al movimento libanese Hezbollah

Le autorità degli Emirati arabi uniti hanno dichiarato di aver smantellato un gruppo operativo nel Paese collegato all’Iran e al movimento libanese Hezbollah. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Wam. Secondo quanto riportato, il gruppo sarebbe composto da cinque persone ed è accusato di minare l’economia, finanziare il terrorismo, riciclaggio di denaro e minaccia alla sicurezza nazionale.

Il prezzo del greggio scende dopo le rassicurazioni di Netanyahu

I prezzi del greggio sono scesi di oltre il 2% dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l’Iran sta subendo una “decimazione” e che la guerra finirà prima di quanto molti temessero. Accolte con favore anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui le forze israeliane non avrebbero più preso di mira le infrastrutture energetiche di Teheran. Nonostante ciò, con il conflitto che entra nella quarta settimana, la maggior parte dei titoli azionari ha registrato un calo poiché gli investitori sono preoccupati per i mercati energetici, con il petrolio che si mantiene ancora intorno ai 100 dollari e il gas in forte aumento a causa dell’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz.

Kuwait, incendio in una raffineria dopo attacco di droni

Un incendio è scoppiato oggi in una raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait a seguito di attacchi di droni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale del Paese. “La raffineria di Mina Al-Ahmadi, di proprietà della Kuwait National Petroleum Company (Knpc), è stata presa di mira questa mattina presto da diversi attacchi ostili di droni che hanno provocato incendi in alcune delle sue unità”, portando alla chiusura di diverse di esse, secondo la Knpc, dopo un attacco avvenuto il giorno precedente allo stesso impianto che aveva già causato un incendio.

Nessuna operazione militare a Hormuz

Nessuna missione di guerra” a Hormuz per l’Italia. E soprattutto, nessuna ingresso “senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa”. Lo ha chiarito nelle scorse ore il ministro della Difesa Guido Crosetto, fornendo dei chiarimenti sulla dichiarazione congiunta firmata dall’Italia assieme a Germania, Francia, Olanda, Regno Unito e Giappone. L’Italia chiede una soluzione pacifica all’interno di una cornice giuridica di competenza dell’Onu.

Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie

Si supera il 20esimo giorno di guerra e il protagonista rimane ancora uno: il petrolio. Mentre in Libano – il fronte più “caldo” – si supera il tragico bilancio di oltre mille morti dall’inizio dell’operazione Epic Fury di USA e Israele contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz rimane al centro del dibattito internazionale. I prezzi dei carburanti aumentano e si aggiunge un ulteriore elemento di tensione e instabilità: gli attacchi dell’Iran alle infrastrutture energetiche strategiche dell’area del Golfo, come l’impianto di gas di Ras Laffan in Qatar e la raffineria Mina Abdullah in Kuwait.

A livello italiano e internazionale, il dibattito rimane incentrato sulle posizioni della Nato, dell’Onu e dei Paesi dell’Ue rispetto alla libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz – a rischio a causa delle tensioni geopolitiche delle ultime settimane – e alle operazioni da intraprendere. L’Italia (tramite i ministri Tajani e Crosetto, che hanno rilasciato più dichiarazioni nelle scorse ore) continua a rifiutare ogni missione di guerra – pur non alimentando tensioni con gli USA, che di fatto spingono per un maggiore intervento degli alleati – e a ricercare una “soluzione pacifica” all’interno di una cornice giuridica, umanitaria e diplomatica che dovrebbe far capo principalmente all’Onu.

L’Italia e cinque altri Paesi (Germania, Francia, Olanda, Regno Unito e Giappone) hanno firmato un documento che manifesta la volontà di “contribuire agli sforzi appropriati per garantire un passaggio sicuro attraverso lo stretto” (di Hormuz, ndr). Si tratta di “un documento politico, non militare”, ha commentato Antonio Tajani. Lo ribadisce anche il ministro Crosetto, che spiega: “Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa”. E aggiunge: “Riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale” per risolvere la questione.