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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Ho pazienza, aspetto la risposta giusta di Teheran”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Ho pazienza, aspetto la risposta giusta di Teheran”
Donald Trump – foto Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 21 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 21 maggio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 21 maggio 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 21 maggio 2026
Inizio diretta: 21/05/26 07:00
Fine diretta: 22/05/26 00:00

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

Donald Trump aspetterà “qualche giorno”. Il presidente degli Stati Uniti attende “la risposta giusta” dall’Iran nel complicato dialogo per scongiurare la ripresa della guerra, attualmente congelata dalla tregua. Un’apparente frenata, l’ennesima, dopo l’annuncio di 24 ore prima con la comunicazione relativa ad un attacco congelato in extremis su richiesta dei paesi del Golfo.

Le dichiarazioni del presidente americano sono ispirate ad un continuo ‘stop and go’: dialogo con la guerra sullo sfondo. I colloqui, dice Trump, “sono proprio al limite. Se non otteniamo le risposte giuste, le cose saranno veloci, siamo pronti ad agire. “Dobbiamo avere le risposte giuste, devono essere al 100% risposte corrette. Se le otteniamo, risparmiamo un sacco di tempo, energia e vite“, ribadisce il numero 1 della Casa Bianca, proponendo un copione sentito decine di volte: “L’Iran è una nazione sconfitta. Stiamo trattando con persone ragionevoli, di qualità, razionali. Speriamo facciano un accordo buono per tutti”. “Non ho fretta”, afferma il presidente americano, che nelle ultime ore ha discusso opzioni militare con il suo team di sicurezza nazionale.

Pronti nuovi colloqui

La via diplomatica è ancora aperta, come sostengono fonti della tv satellitare al-Arabiya. L’emittente fa riferimento ad un imminente nuovo round di negoziati tra Usa e Iran: il vertice dovrebbe tenersi nella capitale pakistana Islamabad dopo Hajj, il pellegrinaggio annuale alla Mecca, che terminerà a fine mese. Un segnale potrebbe arrivare nelle prossime ore, quando il comandante dell’esercito pakistano, il generale Syed Asim Munir, potrebbe sbarcare in Iran per annunciare la fine dei lavori su una bozza di intesa tra i due paesi.

Iran pronto alla guerra bis

Se dietro le quinte si continua a lavorare, la comunicazione ufficiale di Teheran non si discosta dai toni ‘abituali’. “Stiamo assistendo a una resistenza storica e senza precedenti della nazione iraniana contro due eserciti terroristici globali”, scrive su ‘X’ la Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nel secondo anniversario della morte dell’ex presidente iraniano Ebrahim Raisi.

La Repubblica islamica continua a considerare un attacco americano più che probabile e per questo le forze armate iraniane si stanno preparando a una “risposta energica” contro potenziali nuove offensive. “Dobbiamo rafforzare i nostri preparativi per una risposta efficace e decisa a qualsiasi potenziale attacco”, dice il capo negoziatore iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf in un messaggio audio pubblicato sul suo sito web. “L’Iran -aggiunge- non cederà mai alle intimidazioni, in nessuna circostanza”.

A completare il quadro, il messaggio dei pasdaran: “Se l’aggressione contro l’Iran si ripeterà, la guerra si estenderà oltre i confini della regione“, avvertono i Guardiani della Rivoluzione islamica. “Il nemico americano-israeliano parla ancora una volta di minacce. Noi siamo uomini di guerra. La nostra forza si vede sul campo di battaglia e non nelle vuote dichiarazioni e nei profili virtuali”.

Tajani: “Governo lavora per alleggerire blocco Hormuz

‘Stiamo lavorando per alleggerire il blocco dello Stretto di Hormuz”. Il “governo italiano è fortemente impegnato a far sì che la Commissione europea consideri la possibilità di utilizzare i fondi per l’energia tenendoli fuori dal patto di stabilità, così come accade per la difesa”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani a Tg2post.

Secondo il ministro degli Esteri, fino a quando non ci sarà una tregua tra Iran e Usa, sarà complicato parlare delle opzioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma “l’importante è che sia una missione internazionale” a occuparsi ”di garantire la libertà di navigazione e dello sminamento, non un’operazione di guerra. A Hormuz serve una missione internazionale. Sarebbe meglio una missione Onu, ma non escludo che possa esserci anche la Nato”, ha rimarcato il leader di Fi.

Tajani infine spera in una fine del conflitto: “Si deve trovare un’intesa, mi auguro che alla fine vinca il buon senso. L’Iran non può avere un’arma atomica e questa è una linea rossa. Hormuz va riaperto e questa è anche la posizione della Cina”.