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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | L’aeroporto di Teheran riapre ai voli internazionali

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | L’aeroporto di Teheran riapre ai voli internazionali
Isola di Kharg, Iran, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 25 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 25 aprile 2026

Guerra in Iran – sabato 25 aprile 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 25 aprile 2026.
Inizio diretta: 25/04/26 07:00
Fine diretta: 26/04/26 00:00
Pasdaran: "Controllo Stretto Hormuz è strategia definitiva contro Usa"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno indicato il controllo dello Stretto di Hormuz come la “strategia definitiva” di Teheran nel confronto con gli Stati Uniti. In una nota diffusa sul proprio canale Telegram, i Pasdaran hanno sottolineato che il controllo dello stretto – snodo cruciale per il transito di petrolio e gas a livello mondiale – rappresenta uno strumento chiave di pressione.

“Controllare lo Stretto di Hormuz e mantenere l’effetto deterrente che ne deriva nei confronti dell’America e dei sostenitori della Casa Bianca nella regione è la strategia definitiva della Repubblica islamica dell’Iran”, si legge.

Araghchi: "Vedremo se Usa intenzionati a perseguire via diplomatica"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un post su X è tornato a parlare della sua visita in Pakistan, conclusa poche ore fa e definita “molto proficua”. Il capo della diplomazia di Teheran ha di nuovo elogiato il governo pakistano, “di cui apprezziamo moltissimo i buoni uffici e gli sforzi fraterni volti a riportare la pace nella nostra regione”, aggiungendo di aver espresso a Islamabad “la posizione dell’Iran riguardo a un quadro operativo per mettere fine in modo definitivo alla guerra. Resta da vedere se gli Stati Uniti siano davvero seriamente intenzionati a perseguire la via diplomatica”.

Libano: Beirut, 2.496 morti dal 2 marzo, i feriti sono oltre 7.700

Dal 2 marzo sono quasi 2.500 i morti in Libano. Il nuovo bilancio confermato dalle autorità di Beirut e riportato dai media locali parla di 2.496 morti e 7.725 feriti. Due giorni fa il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato una proroga di tre settimane del “cessate il fuoco tra Israele e Libano”.

Premier Pakistan: "Con Araghchi discusso rafforzamento rapporti"

“Sono stato lieto di incontrare il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione oggi a Islamabad. Abbiamo avuto uno scambio di opinioni molto sull’attuale situazione regionale. Abbiamo anche discusso di questioni di interesse reciproco, incluso il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Pakistan e Iran”. Lo ha scritto su X il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, precisando che l’incontro con Araghchi si è svolto in un clima “cordiale e caloroso”.

Iran: Reza Pahlavi, 'lotterò per il mio popolo e il mio Paese fino a quando sarà libero'

”Che l’Europa sia o meno dalla nostra parte, che i vostri giornalisti facciano o meno il loro lavoro, che i vostri politici dimostrino o meno il coraggio di agire, io lotterò per il mio popolo e per il mio Paese. Anche se dovrò farlo da solo, combatterò fino a quando l’Iran sarà libero”. Lo ha dichiarato il primogenito dell’ultimo Scià di Persia, Reza Pahlavi, in un videomessaggio condiviso sul suo account di ‘X’ in cui spiega di aver ”viaggiato nelle scorse settimane in Europa” con l’obiettivo di ”dare voce a milioni di iraniani in ostaggio del regime” di Teheran ”che sono stati silenziati”.

Pahlavi, che vive negli Stati Uniti e si era offerto di guidare il periodo di transizione dopo la caduta del regime, ha detto di voler ”parlare direttamente con gli europei” e ha contestato chi sostiene che il popolo iraniano non sia pronto a vivere in una democrazia. ”Gli iraniani sono pronti per la democrazia e migliaia di persone sono morte per questo”, ha aggiunto. Parlando delle conferenze stampa tenute in Europa, Pahlavi ha criticato il fatto che i giornalisti non gli abbiano fatto domande sulla condizione delle persone che hanno manifestato in Iran o che sono detenute, ”sono più interessati a criticare l’America e Israele, ad avere notizie sull’uccisione di Khatami, piuttosto che a criticare il regime”.

Iran: guerra senza via libera Congresso, Trump e il nodo dei 60 giorni

Una legge approvata dopo la guerra del Vietnam impone un limite preciso all’uso della forza militare da parte del presidente degli Stati Uniti senza l’autorizzazione del Congresso. È la War Powers Resolution, che fissa un limite di 60 giorni per le operazioni militari avviate senza un esplicito via libera parlamentare. Nel caso del conflitto con l’Iran – avviato dall’Amministrazione Trump senza un’approvazione del Congresso – questa scadenza cade tra fine aprile e il primo maggio, a seconda delle interpretazioni. Ma resta incerto cosa accadrà una volta raggiunto questo limite.

La legge, come evidenzia la Cnn, prevede tre passaggi chiave. Il primo scatta entro 48 ore: il presidente deve notificare al Congresso l’ingresso delle forze armate in stato di “ostilità”, spiegandone obiettivi, motivazioni e durata prevista. Nella comunicazione inviata per l’Iran, Trump – come altri presidenti prima di lui – ha rivendicato il proprio potere costituzionale di gestire la politica estera.

Il secondo passaggio è il cuore della norma: entro 60 giorni dalla notifica, il Congresso deve autorizzare l’uso della forza. In caso contrario, il presidente è tenuto a interrompere le operazioni militari. Esiste poi una possibile estensione di 30 giorni, che il presidente può invocare per garantire la sicurezza delle truppe durante un eventuale ritiro. Trump, però, ha già fatto sapere di non voler chiudere il conflitto in fretta con un accordo svantaggioso.

 

Araghchi: "Illustrata a Sharif posizione di Teheran per fine guerra"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto di aver spiegato al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ”la posizione di principio del nostro Paese”, l’Iran, sugli “ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco” e sulla “fine definitiva” della guerra. In un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Teheran si legge che Sharif ha “espresso fiducia” nella prosecuzione del processo negoziale.

Beirut, quattro morti in raid delle Idf nel sud

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani sferrati oggi nel sud del Paese hanno causato la morte di quattro persone, nonostante il cessate il fuoco prorogato questa settimana tra Israele e Hezbollah.

“Due attacchi nemici israeliani, contro un camion e una motocicletta, nella città di Yohmor al-Shaqeef, nel distretto di Nabatieh, hanno causato la morte di quattro persone”, si legge in un comunicato del ministero.

Teheran: "Nucleare linea rossa, Araghchi non ha mandato per discuterne a Islamabad"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non si trova in Pakistan per “colloqui sul nucleare”. Lo ha affermato il capo del comitato per la sicurezza nazionale iraniano Ebrahim Azizi che, parlando con i giornalisti a Teheran, ha detto che il capo della diplomazia non ha “alcun incarico relativo ai colloqui sul nucleare”, ma si trova a Islamabad “esclusivamente per discutere delle relazioni bilaterali”.
Azizi, che è anche un ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, ha affermato che i colloqui sull’attività nucleare “rimangono una delle linee rosse invalicabili dell’Iran”.
Libano, raid Idf nel sud del Libano
Le forze di difesa israeliane hanno condotto raid aerei nel sud del Libano, contro il villaggio di al-Khiam, dopo che era stato emesso un ordine di evacuazione in arabo rivolto ai residenti. Lo riferiscono Ynet e la tv Al-Mayadeen. Raid aerei sono stati condotti dall’Idf anche a Bent Jbail e Taybeh, come scrive il quotidiano L’Orient Le Jour su ‘X’.
L’esercito israeliano ha quindi affermato che durante “il periodo di cessate il fuoco” le sue forze “continuano a mantenere le proprie posizioni” nel Libano meridionale e ha elencato decine di villaggi dai quali la popolazione non dovrebbe “spostarsi a sud”. Lo riporta Adnkronos.
Libero il giornalista Usa che venne arrestato in Kuwait per post su guerra

E’ stato rilasciato Ahmed Shihab-Eldin, giornalista con doppia cittadinanza americana e kuwaitiana, che era stato arrestato in Kuwait per post condivisi online sulla guerra in Iran con l’accusa di aver ”diffuso informazioni false”. Lo ha reso noto un funzionario del Dipartimento Usa spiegando che il giornalista, 41 anni, ha lasciato il Kuwait.

Iran, la scelta è fatta: riprendono voli internazionali da aeroporto Teheran
Sono ripresi questa mattina i voli internazionali dall’aeroporto Imam Khomeini a Teheran. Lo rende noto l’agenzia di stampa iraniana Mehr. I primi voli passeggeri partiti da Teheran erano diretti a Muscat in Oman, Istanbul in Turchia e Medina in Arabia Saudita. L’aeroporto di Mashhad, che serve la seconda città del paese situata nell’estremo nord-est, ha riaperto all’inizio di questa settimana.
Impiccato uomo che manifestò contro regime. "Era agente Mossad"

Le autorità di Teheran hanno impiccato un cittadino iraniano, Afran Kiani, sostenendo che fosse un “agente del Mossad” che aveva partecipato ad atti di vandalismo e di violenza durante le proteste contro il regime. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Kiani avrebbe appiccato incendi a proprietà pubbliche e private, seminando paura e terrore nella città di Isfahan, brandendo un machete.

Abdelatty sente telefonicamente Dar, focus su colloqui con gli Usa

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, concentrandosi sulle modalità per promuovere le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. Lo afferma il ministero degli Esteri egiziano in una nota. Lo riporta Adnkronos

Inizia il 57esimo giorno di guerra, tra negoziati e accuse

Non c’è ancora ombra di pace, né tra Iran e USA né in Libano, dove nonostante la tregua continuano le tensioni tra Hezbollah e Israele.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie

“Abbiamo avviato un processo per arrivare a una pace storica tra Israele e Libano, ed è chiaro per noi che Hezbollah sta cercando di sabotarlo”. Sono queste le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu a poche ore dall’estensione del cessate il fuoco iniziato negli scorsi giorni. Le prospettive per arrivare a una pace duratura si fanno sempre più flebili, anche perché già poche ore dopo l’ok alla tregua sono volate accuse reciproche tra Hezbollah e Israele. Purtroppo, si registrano ancora morti.

Non va molto meglio sul fronte Iran. Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero essere i negoziatori statunitensi a Islamabad. Ancora in forse la partecipazione – o almeno, i colloqui diretti con la controparte – da parte della delegazione iraniana, che dovrebbe essere guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz continua a essere ancora al centro del dibattito e c’è forte preoccupazione per l’impatto delle prolungate tensioni sull’economia di molti Paesi. In fase di definizione la missione – pacifica – prevista per garantire la sicurezza e la libertà di navigazione nel tratto di mare, strategico per il commercio del petrolio.

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