Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 24 aprile 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 24 aprile 2026
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Islamabad. Lo riferiscono i media iraniani, citati dal New York Times, secondo cui è in programma un incontro con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner.
“Vedremo cosa hanno da dire gli iraniani”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando a Fox News alla vigilia della partenza per Islamabad degli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. A proposito dell’assenza di Jd Vance: “il vicepresidente, per quanto ne so, è in standby e sarebbe disposto a essere inviato in Pakistan se ritenessimo necessario un impiego del suo tempo”.
La Casa Bianca ha confermato il viaggio a Islamabad degli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per incontrare il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Partiranno domani mattina per avere colloqui diretti con la delegazione iraniana mediati dai pakistani, che sono stati amici incredibili in questo processo – ha detto la portavoce Karoline Leavitt a Fox News – Gli iraniani ci hanno chiamato rispondendo all’appello di Trump, e hanno chiesto di avere questo faccia a faccia. Speriamo sia una conversazione produttiva che ci avvicini a un accordo”.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, invierà Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghch. Lo confermano alla Cnn due funzionari dell’Amministrazione Usa senza precisare dettagli sul loro viaggio per Islamabad o la data esatta dei colloqui. Non dovrebbe prendere parte ai colloqui, invece, Jd Vance. In forse anche la partecipazione del presidente del Parlamento dell’Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf.
“Ho avuto un’ottima conversazione con il presidente Trump. Sta facendo pressioni molto forti sull’Iran, sia a livello economico che militare. Operiamo in piena collaborazione“, anche “per il Libano”. Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X. “Vi avevo promesso avremmo cambiato il volto del Medio Oriente – aggiunge – ed è esattamente quello che stiamo facendo”.
“Abbiamo avviato un processo per arrivare a una pace storica tra Israele e Libano, ed è chiaro per noi che Hezbollah sta cercando di sabotarlo“. Queste le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu nel suo primo discorso dopo la proroga del cessate il fuoco con il Libano.
“Per la prima volta da decenni, tre portaerei operano contemporaneamente in Medio Oriente“. Lo conferma il Comando centrale Usa (Centcom). In un post su X viene precisato che con la Uss Abraham Lincoln, la Uss Gerarld R. Ford e la Uss George H.W. Bush si contano “oltre 200 velivoli e 15.000” unità.
Attesi colloqui con i mediatori del Pakistan, ma senza rappresentanti statunitensi. Questo il programma della delegazione iraniana attesa nelle prossime ore in Pakistan. Lo riferisce la Cnn. Una fonte, inoltre, avrebbe riferito che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarebbe in partenza per una missione che lo porterà a Islamabad, Muscat e Mosca per “consultazioni bilaterali” dove il dibattito su nuovi potenziali negoziati con gli USA sarà centrale.
L’aviazione israeliana sta bombardando il Libano dopo che Hezbollah ha lanciato droni in territorio israeliano e contro le forze operanti nel Libano meridionale. Lo riporta Ynet News.
I colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere presto. Lo hanno indicato tre fonti pakistane all’agenzia Reuters, secondo quanto riporta Sky News Arabia.
Lo Stretto di Hormuz “deve riaprire” al più presto, “senza pedaggi”, perché la “libertà di navigazione” deve essere preservata. Lo sottolinea il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, a margine del summit informale a Nicosia, capitale di Cipro.
Il presidente del Parlamento iraniano e capo del team negoziale nei colloqui con li Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso a causa di disaccordi interni. Lo rivela il sito Iran International vicino alla dissidenza, secondo cui a Ghalibaf sarebbe stato contestato di aver cercato di includere la questione del nucleare nei colloqui con Washington e per questo costretto a dimettersi.
Il suo posto potrebbe essere preso da un “falco” come Saeed Jalili, già ex capo negoziatore sul nucleare dal 2007 al 2013, mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi punterebbe lui ad assumere la guida dei negoziati.
I tentativi dell’Iran di “piazzare ulteriori mine in modo sconsiderato e irresponsabile” saranno contrastati e costituiscono “una violazione del cessate il fuoco”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, chiarendo in conferenza stampa che il transito nello Stretto di Hormuz è “molto più limitato di quanto chiunque vorrebbe vedere”.
“L’unica istituzione che dovrebbe vincere ogni anno il Nobel per la Pace è l’esercito degli Stati Uniti”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth in conferenza stampa, aprendo alla possibilità di rinominare il Dipartimento della Guerra in “Dipartimento della Pace”. “Quando combatti una guerra nel modo corretto, l’idea è quella di portare la pace dall’altra parte”, ha aggiunto parlando del conflitto con l’Iran.
“L’Iran ha l’occasione di fare un buon accordo”. Lo ha detto Pete Hegseth durante la conferenza stampa del ministro della Difesa insieme al capo degli Stati Maggiori Riuniti, generale Dan Caine, sottolineando che Teheran “ha una scelta importante da fare”.
Il capo del Pentagono ha lodato i “risultati militari decisivi” ottenuti dagli Usa con l’Operation Epic Fury, aggiungendo che “è una missione coraggiosa e pericolosa, un regalo al mondo”.
Un attacco israeliano nel sud del Libano, avvenuto dopo l’annuncio della proroga della tregua, ha causato due morti. Lo ha reso noto in un comunicato il ministero della Sanità libanese, precisando che l’attacco è avvenuto nella località di Touline. Ieri il presidente americano Donald Trump aveva annunciato la proroga di tre settimane del cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele in Libano, che sarebbe dovuto scadere domenica sera.
C’è un’”alta probabilità di svolta” ai colloqui Usa-Iran di Islamabad, dove questa sera è attesa una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Aragchi. A riferirne è Al Jazeera, che cita fonti governative pachistane.
Hezbollah ha “il diritto di rispondere” a eventuali “attacchi” israeliani durante la tregua in Libano. Una tregua che è stata definita “senza senso” alla luce delle “azioni ostili” che proseguono da parte di Israele e che di fatto sembrano imposte “unicamente al Libano”.
A parlarne al giornale L’Orient Le Jour è Ali Fayad, deputato di Hezbollah, dopo l’annuncio di un nuovo accordo tra Libano e Israele da parte del presidente statunitense Donald Trump.
In un comunicato, si legge ancora sul giornale, Fayad afferma che “la resistenza non può accettare” una tregua “imposta unicamente alla parte libanese, senza alcun obbligo, neanche minimo, per la parte israeliana”.
Morto un altro militare della missione dell’Onu in Libano. “L’Unifil esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del caporale Rico Pramudia, gravemente ferito a seguito dell’esplosione di un proiettile nella sua base ad Adchit Al Qusayr, nel sud del Libano, nella notte del 29 marzo”, si legge in una nota. Aveva 31 anni.
“L’Unifil – prosegue il comunicato – porge le sue più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici del caporale Pramudia, nonché all’Esercito indonesiano e al Governo e al popolo della Repubblica di Indonesia per questa tragica e irreparabile perdita. Chiediamo a tutti gli attori di rispettare i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e di garantire la sicurezza e l’incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite in ogni momento. Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono equivalere a crimini di guerra“.
Si è svolta questa mattina a Palazzo Dante una nuova riunione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, con i vertici militari e dell’Intelligence. L’incontro ha permesso di fare il punto sulla crisi in Medio Oriente e nell’area del Golfo.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e con il capo dell’esercito pakistano Asim Munir in merito agli sviluppi regionali e alle questioni relative al cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Lo conferma il Ministero degli Esteri iraniano.
Scambio di accuse di violazione del cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah. In una dichiarazione pubblicata su X, le Forze di difesa israeliane aggiungono di aver ucciso tre persone etichettate come “terroristi di Hezbollah”. Hezbollah, invece, sostiene su Telegram di aver preso di mira l’area di Shtula con un attacco missilistico.
Le conseguenze della guerra in Medio Oriente sulla produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) si faranno sentire per almeno due anni e il mercato rimarrà “in tensione” nel 2026 e nel 2027, ha avvertito venerdì l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie).
Se i colloqui con l’Iran per porre fine alla guerra “riguarderanno solo il nucleare, senza esperti nucleari al tavolo, finiremo con un accordo più debole del Jcpoa”. Altri problemi, come “i proxies dell’Iran nella regione”, come Hezbollah nel Libano e gli Houthi nello Yemen, “non verranno affrontati”, con il rischio di avere un Iran ancora “più pericoloso” e “rafforzato”. Quindi, queste questioni “vanno affrontate” e l’Ue può “aiutare nei negoziati”. Lo dice l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, a Nicosia a margine del Consiglio Europeo informale.
Meloni a Cipro chiede all’Ue “risposte” sulla crisi energetica. Di seguito l’approfondimento.
Le Forze armate americane stanno mettendo a punto piani che prevedono di colpire le capacità iraniane nello stretto di Hormuz nel caso in cui dovesse saltare il cessate il fuoco. Lo hanno detto diverse fonti informate alla Cnn, secondo cui tra le opzioni in discussione ci sono attacchi con un focus particolare sul “targeting dinamico” delle capacità iraniane intorno allo Stretto di Hormuz, al Golfo Persico meridionale e al Golfo dell’Oman. Le fonti hanno descritto potenziali attacchi contro piccole imbarcazioni d’attacco veloci, navi posamine e altri mezzi asimmetrici che hanno aiutato Teheran a bloccare quelle vie marittime chiave e a usarle come leva contro gli Stati Uniti.
Esteso a tre settimane il cessate il fuoco per cercare di arrivare a un accordo di pace definitivo tra Israele e Libano: è questo l’esito del secondo round di colloqui fra gli ambasciatori dei due paesi a Washington, ospitati alla Casa Bianca, con Donald Trump che ha partecipato ad una parte dell’incontro. L’iniziale tregua di dieci giorni, entrata in vigore venerdì 17 aprile, sarebbe dovuta scadere il prossimo lunedì.
“Abbiamo avuto un ottimo incontro con i massimi funzionari del Libano e di Israele, e credo che il presidente del Libano e il primo ministro di Israele, nel corso delle prossime due settimane, verranno qui – ha affermato il presidente americano – Hanno concordato ulteriori tre settimane di, immagino, assenza di spari, un cessate il fuoco, niente più spari. Vedremo. Speriamo che ciò accada. Non avverrà direttamente tra loro, ma dobbiamo ancora tenere conto di Hezbollah”.
La risposta di Teheran: “In Iran non esistono radicali o moderati. Siamo tutti ‘iraniani’ e ‘rivoluzionari’ e, con l’unità ferrea della nazione e del governo, con la totale obbedienza alla Guida Suprema della Rivoluzione, faremo pentire l’aggressore criminale delle sue azioni”, dicono il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. “Un solo Dio, un solo leader, una sola nazione e un solo cammino. Quel cammino è la via verso la vittoria dell’Iran, più preziosa della vita stessa”.
“Uno dei problemi è che a Teheran litigano come cani e gatti, non sappiamo chi sia il leader – afferma il presidente americano Trump -. Abbiamo creato il caos al loro interno, potremmo andarcene ora e sarebbe comunque un successo enorme, perché all’Iran servirebbero 20 anni per ricostruire. Lì è tutto un disastro. Abbiamo eliminato davvero tre livelli di leadership, ora fanno fatica a capire chi diavolo possa parlare a nome del Paese. Non lo sanno proprio. Abbiamo parlato con loro, ma non sanno nemmeno chi guida il Paese. Sono nel caos, quindi abbiamo pensato di dare loro un po’ di tempo per risolvere la situazione almeno in parte”,
Trump è sicuro: “Non abbiamo fretta, vogliamo un grande accordo con l’Iran. Dal punto di vista militare li abbiamo annientati. Io ho tutto il tempo del mondo, ma l’Iran no. Controlliamo totalmente lo Stretto di Hormuz. nessuna imbarcazione può entrare o uscire senza l’approvazione della nostra Marina. Lo Stretto è ben sigillato’ fin quando l’Iran non sarà in grado di fare un accordo. Teheran perde mezzo miliardo di dollari al giorno”
Non solo la tregua</strong> regge appena, ma non c’è neanche l’ombra di nuovi negoziati. Al contrario, le tensioni continuano a crescere e ad alimentarle è soprattutto Israele, che – pur negando di essere operativa sul fronte militare contro l’Iran – si dichiara “pronto” a riaprire il conflitto. Non c’è pace neanche in Libano, dove di fatto le operazioni contro Hezbollah continuano e le parti si lanciano costanti accuse di presunte violazioni del cessate il fuoco.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie
“Israele è pronto a riprendere la guerra contro l’Iran. Le Forze di difesa Israeliane sono preparate sia in difesa che in attacco e gli obiettivi sono stati individuati. (…) Israele attende il via libera dagli Stati Uniti, anzitutto per completare l’eliminazione della dinastia Khamenei e riportare l’Iran al Medioevo“. A pronunciare queste parole allarmanti e a presentare al mondo la prospettiva di un potenziale attacco “diverso e letale” contro Teheran è il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. Una fonte della sicurezza israeliana ha confermato all’Afp che non sono in corso raid contro l’Iran; tuttavia, queste parole non sono particolarmente rassicuranti. Specialmente in un momento in cui i negoziati sono in stallo e il cessate il fuoco in bilico.
Dal canto suo, Donald Trump sostiene che gli USA non sono sotto pressione per porre fine alla guerra con l’Iran, ma che “il tempo stringe” per Teheran. Rimane estremamente delicata anche la situazione libanese. Si avvicinano anche i secondi colloqui Israele-Libano. Secondo Axios, il presidente statunitense Trump potrebbe partecipare a parte dei colloqui.
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